Cosenza, il candidato col nome già scritto? Tutti gli indizi portano a Pierluigi Caputo
Se volessimo continuare a giocare a “Indovina chi?”, potremmo disseminare qualche indizio: statura politica ancora tutta da misurare, ambizione inversamente proporzionale alla prudenza, passeggiate elettorali spacciate per incontri casuali e un’autostima che, a quanto pare, non conosce crisi.
Ma non abbiamo tempo da perdere con gli indovinelli. Il consigliere regionale che da mesi gira per Cosenza, sonda gli umori, raccoglie confidenze, interroga amici e lascia intendere di essere pronto all’immane sacrificio di candidarsi a sindaco è Pierluigi Caputo. Proprio lui. Quello là: lo disse Dante, lo confermò Caputo… con tutto quel che segue…
Più che una rivelazione, è la conferma del segreto peggio custodito della politica cosentina. Il suo nome circola da tempo nel totosindaco del centrodestra e viene pronunciato con quella ridicola aria da cospirazione che accompagna le notizie che ormai conoscono tutti. Della serie: i segreti di Pulcinella.
Il teatrino è sempre lo stesso. Nessuno conferma, nessuno smentisce, tutti ammiccano. Il nome deve uscire, ma senza che si capisca chi lo abbia fatto uscire. La candidatura deve sembrare invocata dalla città, anche quando potrebbe essere soltanto il desiderio ostinato del candidato.
Caputo, intanto, conduce il suo personalissimo sondaggio itinerante. Stringe mani, ascolta gli amici, consulta i fedelissimi e verifica se Cosenza sia finalmente pronta ad accogliere la sua discesa in campo. Il campione statistico, però, sembrerebbe scelto con la stessa imparzialità con cui si organizza una festa a sorpresa invitando soltanto quelli che hanno già promesso di applaudire. Difficile che, durante queste consultazioni, qualcuno gli dica: «Pierluigi, forse è meglio lasciare perdere».
Attorno a lui si muove una rete di sostenitori, accompagnatori e sponsor più o meno dichiarati. Tra i nomi indicati negli ambienti politici compare anche quello di Carmine Potestio, dipinto dai detrattori come una sorta di “re della sanità” e considerato particolarmente vicino al consigliere regionale. Su rapporti, strutture sanitarie, prenotazioni e collegamenti con le Asp circolano racconti ormai leggendari. Qualcuno dice che la marca CP COMPANY faccia riferimento a CaputoPotestio…
Nel frattempo, sulla strada che potrebbe condurre Caputo verso Palazzo dei Bruzi sarebbero comparsi almeno due indizi politici. E, come insegnano i romanzi gialli, due indizi non fanno una prova. Ce ne vogliono almeno tre. A Cosenza, però, spesso bastano per apparecchiare una candidatura.
Il primo arriverebbe dal recente vertice del centrodestra. Durante la riunione qualcuno avrebbe avanzato una proposta apparentemente innocente: cercare il prossimo candidato sindaco tra le file dei partiti, senza ricorrere ancora una volta alla famigerata “società civile”.
Tradotto dal politichese: basta professionisti prestati alla politica, basta imprenditori improvvisamente folgorati sulla via di Palazzo dei Bruzi, basta candidati civici tirati fuori dal cilindro qualche mese prima delle elezioni. Il nome dovrebbe provenire direttamente dall’allevamento della politica professionale: uno che occupa già una poltrona, dispone di una rete di consenso e conosce perfettamente il percorso che conduce da un incarico al successivo. Un identikit che sembra cucito addosso a Caputo.
Nel frattempo, i possibili candidati civici sarebbero stati esposti, consumati e progressivamente “bruciati” nel tritacarne delle indiscrezioni della stampa di regime! Una coincidenza? Può darsi. Oppure un’operazione utile a liberare la strada al candidato che non deve essere presentato come l’uomo imposto dai vertici, ma come l’unico sopravvissuto alla misteriosa moria… delle vacchie… ah no, scusate: di tutte le alternative.
Se il candidato dovrà essere un politico di partito, cosentino, già conosciuto, dotato di esperienza e provvisto di un pacchetto di preferenze collaudato e di un protettore alla Mammasantissima l’elenco dei nomi si accorcia rapidamente. Fino a trasformarsi quasi in un biglietto da visita.
Alle regionali del 2025 Caputo ha ottenuto 2.200 preferenze nel Comune di Cosenza. Un risultato rispettabile, certamente. Ma non esattamente il plebiscito con cui un’intera città avrebbe implorato il suo ritorno a Palazzo dei Bruzi. Per capirci: nello stesso Comune Francesco De Cicco ne ha raccolte 3.802. Oltre 1.500 in più. Perciò il racconto del candidato irresistibile andrebbe maneggiato con cautela. Caputo possiede una macchina elettorale provinciale efficace, ma Cosenza città non coincide con l’intera provincia e il municipio non si conquista sommando amicizie, strutture e pacchetti di voti raccolti da Praia a Mare fino alla Sila.
Il secondo indizio conduce invece ad Angelo Brutto, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, fedelissimo di Fausto Orsomarso e uomo che, evidentemente, frequenta i piani alti del pensiero politico nazionale. Tempo fa Brutto dichiarò alla stampa di avere già in mente il nome del possibile candidato sindaco del centrodestra. Non lo rivelò, naturalmente. Sarebbe stato troppo semplice. E soprattutto sarebbe finito il gioco. Da qualche mese, però, Brutto viene visto frequentemente proprio insieme a Caputo. I due appartengono formalmente a formazioni differenti: Brutto a Fratelli d’Italia, Caputo alla lista “Occhiuto Presidente”. Ma le differenze di partito, a Cosenza, diventano spesso dettagli trascurabili quando bisogna preparare una candidatura, spartire le liste o prenotare un posto al tavolo del futuro vincitore.
Se un consigliere dice di avere già in mente un candidato e poi passeggia continuamente con un aspirante candidato, qualche domanda nasce spontanea. Le coincidenze esistono, certo. Ma nella politica cosentina hanno la curiosa abitudine di camminare a braccetto, sedersi allo stesso tavolo e presentarsi insieme alle riunioni decisive.
A questo punto, dunque, la domanda non è più se Caputo stia pensando alla candidatura. Quello sembra abbastanza evidente persino a chi non segue la politica. La vera domanda è un’altra: una parte del centrodestra sta già lavorando per trasformare l’ambizione personale di Caputo nella candidatura ufficiale dell’intera coalizione? Lo scopriremo molto presto: noi nel frattempo indaghiamo e vi aggiorneremo. Come sempre.
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