Engineering e la Regione Calabria, una storia lunga milioni: dagli appalti informatici all’inchiesta della Procura di Roma
C’è un nome che ricorre con una certa insistenza quando si entra nei meandri della digitalizzazione della Regione Calabria: Engineering Ingegneria Informatica. Non si tratta di un rapporto nato ieri e nemmeno di un singolo appalto. Negli anni la società è comparsa in una serie di procedure, accordi quadro, contratti esecutivi, servizi applicativi, manutenzioni e progetti destinati a pezzi importanti dell’infrastruttura informatica regionale. E oggi, guardando gli atti più recenti, la dimensione economica della presenza di Engineering diventa tutt’altro che marginale.
Ma c’è un motivo ulteriore per cui questa storia merita di essere raccontata. Alcuni dei rapporti tra Engineering, le sue società collegate o partner e la Regione Calabria sono finiti sotto la lente della Procura di Roma, nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge anche Antonino Daffinà e nella quale compare un’altra società che ritroviamo nei più recenti contratti regionali: Perfexia. Partiamo però dagli atti amministrativi, perché è lì che si comprende la dimensione del rapporto.
Engineering e il sistema informatico regionale
Uno dei passaggi documentati risale al 2022, quando la Regione Calabria aderisce a un Accordo quadro Consip aggiudicato a Engineering per servizi applicativi in ottica cloud e servizi di demand e project management. Il decreto regionale n. 12303 del 12 ottobre 2022 approva un Piano operativo trasmesso da Engineering per un importo di circa 4,937 milioni di euro. Quel decreto, come vedremo, è uno degli atti che successivamente sono finiti sotto la lente degli investigatori della Procura di Roma.
Ma la storia non finisce lì. Engineering continua a comparire nella successiva stagione della trasformazione digitale regionale, attraverso nuovi ordinativi Consip e nuovi raggruppamenti temporanei. E arriviamo così al GeoHub Calabria, uno dei progetti più importanti della nuova programmazione.
La Regione ha previsto per il Sistema informativo territoriale – GeoHub Calabria un investimento complessivo di 22,371 milioni di euro, inserito tra gli interventi finanziati dal FSC 2021-2027. La scheda ufficiale della programmazione regionale indica proprio 22,371 milioni per il progetto.
Il progetto non è una semplice piattaforma cartografica. La Regione lo presenta come una nuova infrastruttura digitale destinata a integrare dati territoriali, tecnologie e servizi GIS, con componenti cloud, intelligenza artificiale, remote sensing, BIM e IoT e con applicazioni destinate a diversi settori dell’amministrazione regionale. E il soggetto che presenta il Piano operativo è il RTI Engineering Ingegneria Informatica, mandataria, insieme a numerose società. Tra le mandanti figurano anche Perfexia Srl e HSPI S.p.A..
Qui è necessaria una prima precisazione, perché la semplice presenza in un raggruppamento può essere fuorviante. Il valore complessivo di un contratto del RTI non equivale automaticamente alla somma incassata da ogni singola società del raggruppamento.
Per capire quanto abbia realmente ricevuto Engineering, quanto Perfexia, quanto HSPI e quanto le altre società occorre andare a leggere i singoli Piani operativi, le tabelle delle quote, i SAL e i decreti di liquidazione. Ed è proprio questo che rende la storia interessante.
Ma a questo punto entra in scena la Procura di Roma
Perché mentre la Regione continua ad affidare a Engineering pezzi importanti della propria infrastruttura digitale, un’altra storia prende forma a Roma.
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sulla maxi gara Consip per i servizi applicativi in ottica cloud e i servizi di demand e PMO, gara nazionale nella quale Engineering era risultata aggiudicataria del lotto relativo alla macroarea Sud, del valore di circa 132 milioni di euro.
L’indagine nasce anche dalla denuncia di un ex dirigente commerciale di Engineering e porta sotto osservazione i rapporti interni alla società e quelli con soggetti e imprese esterne.
Tra le persone indagate compare Antonino Daffinà, insieme a Dario Buttitta, manager di Engineering, a Guglielmo Boschetti e a Danilo Lucangeli, amministratore di Perfexia. Le ipotesi investigative riguardano, a vario titolo, presunte turbative e il possibile utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Sono contestazioni investigative e non responsabilità accertate.
Il collegamento con la Calabria, però, non è un elemento marginale. Secondo quanto riportato nelle ricostruzioni dell’inchiesta, gli investigatori hanno esaminato proprio alcuni atti del Dipartimento regionale della Transizione digitale, cercando di verificare il percorso seguito dalle commesse dopo l’aggiudicazione dell’Accordo quadro nazionale.
Tra i documenti citati figura proprio il decreto n. 12303 del 12 ottobre 2022, quello con il quale la Regione Calabria aderisce all’Accordo quadro Consip aggiudicato da Engineering e approva il relativo Piano operativo per circa 4,937 milioni di euro.
Un altro decreto regionale relativo al progetto “Evoluzione dei sistemi informativi regionali”, per circa 4,166 milioni di euro, viene indicato nelle ricostruzioni giornalistiche come ulteriore atto finito sotto la lente degli investigatori. In quel caso il raggruppamento era composto da Engineering come mandataria, Accenture Technology Solutions, Sofiter Tech, HSPI, Expleo Italia e IFM.
È un passaggio decisivo. Perché significa che l’inchiesta romana non guarda genericamente agli affari di Engineering, ma si è interessata anche di atti concreti attraverso i quali il gruppo ha ottenuto commesse dalla Regione Calabria.
E dentro questa storia compare Perfexia. Secondo le ricostruzioni relative all’indagine, i rapporti commerciali tra Perfexia ed Engineering sarebbero stati analizzati dagli investigatori per un arco temporale che va dal 2019 al 2025. Una delle piste investigative riguarda anche fatture che, secondo l’ipotesi della Procura, potrebbero essere state emesse per operazioni inesistenti. Anche qui, però, la cautela è obbligatoria: un’indagine non equivale a una condanna e le ipotesi della Procura dovranno essere sottoposte alle verifiche processuali.
Il nome di Daffinà
È proprio in questo passaggio che compare Antonino Daffinà. Le ricostruzioni dell’inchiesta riferiscono di rapporti e incontri tra Daffinà e alcuni degli altri soggetti coinvolti. Secondo l’ipotesi investigativa, il suo nome sarebbe stato collegato alla vicenda delle commesse calabresi e a presunte intermediazioni nei rapporti con la Regione.
Anche su questo punto bisogna essere rigorosi: non è corretto scrivere che Daffinà abbia fatto ottenere appalti a Engineering o Perfexia come se fosse un fatto accertato. È invece corretto dire che questa è una delle ipotesi investigative sulle quali la Procura di Roma ha lavorato e che il suo nome compare nell’inchiesta.
Il dato interessante, per la nostra ricostruzione, è un altro: gli atti regionali che interessano l’inchiesta sono gli stessi che raccontano la progressiva penetrazione di Engineering nella macchina digitale calabrese. Ed è questo il punto di contatto che merita di essere seguito.
Dopo l’inchiesta, gli affidamenti continuano
Perché la vicenda giudiziaria non coincide con la fine dei rapporti tra la Regione e Engineering. Anzi. Negli anni successivi il nome della società ricompare in altri progetti di peso.
C’è CalabriaLogin e Pagamenti, che riguarda l’evoluzione dei servizi digitali destinati ai cittadini e l’integrazione con i sistemi di pagamento e di interoperabilità della pubblica amministrazione.
C’è il progetto IT Wallet, legato al potenziamento dell’ecosistema regionale di interoperabilità.
C’è poi Global Monitoring, per lo sviluppo applicativo della piattaforma destinata al monitoraggio dei poli industriali della Calabria, con un contratto da 3,6 milioni di euro oltre Iva.
Ed è proprio il Global Monitoring a dimostrare ancora una volta perché bisogna evitare di sommare semplicemente gli importi dei contratti alle società che compongono i raggruppamenti.
Nel progetto da 3,6 milioni, infatti, il Piano operativo attribuisce le attività economiche a Engineering e Consis, mentre Perfexia e HSPI non risultano destinatari di una quota dell’ordine. Dunque la loro presenza nel RTI non significa che abbiano incassato una parte di quei 3,6 milioni. È un dettaglio fondamentale se l’obiettivo è ricostruire i flussi di denaro con precisione.
Decine di milioni, ma bisogna capire chi li prende
Mettendo insieme soltanto alcuni dei principali progetti recenti affidati al raggruppamento guidato da Engineering, il valore nominale dei contratti arriva a decine di milioni di euro.
Il GeoHub vale 22,371 milioni di quadro economico.
CalabriaLogin e Pagamenti supera i 3,8 milioni di euro di imponibile.
IT Wallet vale circa 959.500 euro.
Global Monitoring vale 3,6 milioni di euro.
A questi si aggiungono gli altri interventi affidati attraverso l’Accordo quadro e i contratti precedenti.
Ma attenzione: non è corretto sommare questi numeri e definirli “soldi finiti a Engineering”. Sono valori contrattuali complessivi dei singoli interventi. La vera ricostruzione deve scendere a un livello più basso: mandataria, mandanti, quote del Piano operativo, SAL, fatture e liquidazioni. È lì che si può stabilire quanto sia stato effettivamente incassato da ciascuna società.
E gli ESIR?
Qui c’è un’altra correzione importante rispetto a una prima lettura della documentazione.
Quando si parla di “Evoluzione dei sistemi informativi regionali”, non tutti i progetti ESIR sono riconducibili al raggruppamento Engineering-Perfexia-HSPI.
I grandi progetti ESIR AT, ESIR EF ed ESIR DOC avviati nel 2025 sono infatti affidati a un diverso RTI, con IBM Italia come mandataria.
È un altro capitolo della grande trasformazione digitale della Regione e va tenuto separato dalla filiera Engineering. Questo non ridimensiona la presenza di Engineering. Al contrario, la rende più interessante: significa che nella stessa stagione di digitalizzazione regionale operano più grandi raggruppamenti Consip, con società diverse e quote diverse. Per questo non basta una ricerca per nomi. Bisogna ricostruire l’intera mappa.
La domanda che resta sul tavolo
A questo punto la questione diventa molto più precisa. Non si tratta più soltanto di chiedersi quanti appalti abbia ottenuto Engineering dalla Regione Calabria.
Bisogna capire come sono stati distribuiti i lavori e i relativi milioni all’interno dei raggruppamenti, quali società hanno materialmente eseguito le prestazioni, quali quote hanno ricevuto, quali subappalti o subforniture sono stati utilizzati e quali professionisti sono stati impiegati. Ed è qui che torna inevitabilmente anche il nome di Perfexia. La società compare nel grande RTI Engineering del GeoHub e in altri progetti regionali. Ma non in tutti gli ordinativi ha una quota economica. In alcuni casi, come abbiamo visto, la quota è pari a zero.
La domanda successiva, dunque, è ancora più concreta: quali sono le commesse calabresi nelle quali Perfexia ha realmente incassato denaro, per quali attività e attraverso quali risorse professionali? E soprattutto: chi sono i professionisti che hanno lavorato per Perfexia nell’esecuzione delle commesse regionali? È su questo terreno che la storia potrebbe riservare altri elementi.
Perché tra gli atti amministrativi della Regione, gli accordi quadro Consip, le società dei raggruppamenti, le fatture e l’inchiesta della Procura di Roma esiste ormai un filo documentale che vale la pena seguire fino in fondo. Non per costruire collegamenti a priori. Ma per capire, euro per euro, chi ha fatto cosa e chi è stato pagato per farlo. Non sappiamo se ci arriverà la Procura di Roma, ma proveremo ad arrivarci noi… appena possibile.
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