Non ci siamo dimenticati di Ilaria Mirabelli, anzi non passa giorno che non pensiamo a lei e a chi ne ha causato la morte. E oggi sono passati due anni da quando è morta sulla strada tra Lorica e Aprigliano dopo essere stata sbalzata fuori dalla Volkswagen Up sulla quale viaggiava insieme a Mario Molinari ed è sacrosanto ricordarne la memoria.

Innanzitutto, con l’iniziativa delle sue amiche. Oggi martedi 25 agosto alle ore 17.30 ci troveremo in via degli Stadi per ricordare Ilaria…. per poi proseguire a Laurignano dove si celebrerà la messa. Chi volesse partecipare è il benvenuto…. Noi amiche di Ilaria Mirabelli …. dalla stessa parte…. ci troverete... 

Per dovere di cronaca, ricordiamo anche che il processo contro l’imputato di omicidio stradale aggravato Mario Molinari si è arenato nelle secche del porto delle nebbie. Dopo le indagini e l’incidente probatorio, la procura di Cosenza ha sostenuto che alla guida della Volkswagen Up sulla quale ha trovato la morte Ilaria ci fosse Mario Molinari e non Ilaria, come invece sostiene la difesa. A Molinari è contestato l’omicidio stradale aggravato: secondo l’accusa avrebbe guidato a velocità non prudenziale, e in stato di alterazione per alcol e sostanze stupefacenti. Il 2 dicembre 2025 è stato rinviato a giudizio. Nel processo è stato citato anche il padre dell’imputato, proprietario/intestatario dell’auto, come responsabile civile. La prima udienza dibattimentale del 3 febbraio 2026 si è chiusa subito con un rinvio, anche per il cambio del giudice. Il 20 marzo 2026 c’è stato poi un nuovo passaggio: su eccezione della parte civile, il processo è stato ritenuto di competenza del Tribunale collegiale, e non del giudice monocratico, perché l’omicidio stradale contestato è aggravato e la pena massima supera la soglia prevista per la composizione monocratica. L’avvio effettivo dell’istruttoria dibattimentale era stato fissato per aprile 2026 ma è stato rinviato e al momento non siamo neanche a conoscenza della data della prossima udienza. Ma sono già passati due anni e in questi mesi abbiamo dovuto sopportare di tutto, persino che qualcuno consentisse che Molinari ripubblicasse la foto che lo ritrae con Ilaria (la stessa che pubblichiamo anche oggi), che ha preso addirittura 145 “mi piace”. Bisogna aggiungere altro? Noi non possiamo fare altro che raccontare i fatti. E ricordarli doverosamente ancora una volta. 

Questa storia inizia il 31 maggio e finisce il 25 agosto. Sono soltanto 86 giorni, neanche tre mesi. Eppure si riveleranno un incubo, un viaggio senza ritorno per Ilaria Mirabelli, la giovane 38enne cosentina il cui corpo senza vita è stato trovato a 50 metri da un’auto con tre gravi lesioni interne in tre punti diversi per niente compatibili con un incidente “autonomo”. E’ il “giallo” che da ormai quasi cinque lunghissimi mesi ha catalizzato quasi completamente l’attenzione di tutta la città di Cosenza.

Questa storia inizia il 31 maggio perché proprio quel giorno, un venerdì, sul profilo FB di Mario Molinari appare una foto che è a tutti gli effetti il documento che attesta l’inizio della loro relazione. Ilaria è stata sposata con Federico per più di 8 anni, dall’estate del 2014 a quella del 2022, poi si è separata, ha anche provato a rimettersi insieme con l’ex marito ma non ha funzionato ed è single si e no da qualche mese. Abita a Laurignano insieme alla madre, le piace fare la stilista, sfila anche da modella e ha sempre avuto una grande passione per il calcio e per i colori rossoblù del Cosenza. Una passione che condivide con Molinari, sei anni più grande di lei, il classico “figlio di papà” essendo il rampollo di un potente burocrate e boiardo di stato, che ha lavorato per molti anni alla Provincia di Cosenza e che proprio alla Provincia ha trovato un posto al figlio. Un posto sicuro, che accoppiato alla “buona famiglia” lo fanno diventare il fatidico “buon partito”. E infatti le donne non sono mai mancate al giovane Molinari, che ha alle spalle qualche convivenza fallita ma anche una “nomea” non molto edificante per il rapporto col gentil sesso.

In molti restano sorpresi dall’annuncio di questa relazione tra Mario Molinari e Ilaria Mirabelli. In tanti avvisano Ilaria che si sta cacciando nei guai ma come spesso accade in questi casi i consigli non solo non raggiungono l’obiettivo ma fanno incaponire ancora di più la ragazza. Per quanto ne sappiamo, saranno veramente pochi i momenti di tranquillità di questa strana coppia mentre stiamo raccogliendo decine e decine di testimonianze che attestano invece una relazione tormentata e burrascosa. Probabilmente le stesse che ha raccolto anche l’avvocato Guido Siciliano, che ha avviato una serie di indagini difensive per conto della famiglia Mirabelli e alla fine ha deciso di querelare Mario Molinari con le ipotesi di reato di omicidio volontario o stradale, Successivamente alla querela, la procura di Cosenza ha iscritto nel registro degli indagati il Molinari con l’ipotesi di reato – per il momento – di omicidio stradale.

Le testimonianze riguardano direttamente la famiglia di Ilaria: la madre, la sorella Alessia, il cognato Daniele e una serie di amiche e di amici che, anche loro malgrado, si sono trovati ad assistere a quanto accadeva. Forse anticipiamo qualcosa ma non riveliamo niente di nuovo se affermiamo che Ilaria ha iniziato fin da subito a portare addosso i segni di una di quelle relazioni che oggi vengono definite “tossiche”. Per quanto ne sappiamo, la famiglia di Ilaria non ha mai visto di buon grado questa storia e la madre, la sorella e il cognato gliel’hanno già detto tante volte. Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, poi, avvengono due eventi che avrebbero dovuto far riflettere ancora di più Ilaria. A Fiumefreddo Reggio, mentre Ilaria e Molinari sono insieme, si scatena una rissa nella quale è coinvolto anche il suo ex marito, che l’aveva già avvisata di lasciar perdere quel soggetto. La rissa viene “apparata” ma evidentemente non abbastanza perché qualche giorno dopo il giovane Molinari decide che deve “vendicarsi” dell’ex marito di Ilaria, va nel suo negozio nel centro di Cosenza e dà in escandescenze, danneggia la vetrata del bancone e altre suppellettili e “costringe” il rivale a una colluttazione che sarà sedata soltanto a fatica. 

Ilaria viene a conoscenza dello squallido tentativo di vendetta, finalmente apre gli occhi e inizia a riconsiderare quello che sta facendo, avendo verificato che ormai il soggetto non si limita più soltanto ad avere discussioni con lei ma inizia a trascendere anche con altri. Fatto sta che a metà luglio la ragazza decide di allontanarsi dal giovane Molinari e di conseguenza non risponde più ai suoi messaggi e alle sue telefonate. L’atteggiamento di Ilaria indispettisce il rampollo di buona famiglia, che non solo non smette di mandare messaggi e telefonare ma pare che si presenti addirittura sotto casa Mirabelli, a Laurignano, suonando il clacson all’impazzata nottetempo per costringere Ilaria a scendere per tentare di evitare le ormai sempre più imbarazzanti “piazzate“. Sembra che tutto sia finito, la relazione si interrompe ma evidentemente Molinari aveva ancora qualche “asso” da giocarsi e così riesce a convincere Ilaria a dargli un appuntamento. E siamo così arrivati al 25 agosto in Sila: l’ultimo viaggio e l’ultimo giorno di vita di Ilaria Mirabelli. 

Quando ormai sono stati eseguiti e conclusi gli accertamenti tecnici irripetibili  sull’autovettura Volkswagen Up uscita di strada il 25 agosto 2024 e sul luogo del presunto incidente, a Baracchella di Lorica, che è costato la vita alla giovane cosentina Ilaria Mirabelli e quando siamo arrivati al rinvio a giudizio di Mario Molinari, la domanda che ci poniamo noi ma che si pone in pratica tutta la città è la seguente: a cosa serve alla famiglia Molinari continuare a dire e sostenere che alla guida dell’auto c’era Ilaria?

Tutti gli indizi convergono in maniera disarmante sul fatto che alla guida dell’auto ci fosse Mario Molinari, l’uomo che era con lei quella maledetta domenica e che è indagato – per il momento – di omicidio stradale dalla procura di Cosenza dopo la formale denuncia dei familiari di Ilaria. E anche i consulenti della procura ovvero l’ingegnere Fausto Carelli Basile e i dottori Bernardo Cavalcanti e Vannio Vercillo, hanno chiarito che alla guida c’era Molinari, convincendo i pm Donato e Farro a chiedere l’arresto del soggetto. 

Ci sono due testimoni che hanno dichiarato di aver visto Molinari alla guida, le evidenze della dinamica del presunto incidente hanno già dimostrato ampiamente che Ilaria può essere “uscita” dall’auto solo e soltanto dal lato passeggeri ma soprattutto ci sono le lesioni che sono state riscontrate sul corpo della ragazza. Lesioni alla clavicola, all’ascellare, alla scapolare e al polmone che sono assolutamente incompatibili con l’ipotesi che fosse lei alla guida. Gli accertamenti tecnici irripetibili effettuati tra il 20 settembre e il 9 ottobre 2024 hanno cristallizzato il fatto che guidasse Molinari. Con tanto di perizia dei consulenti della procura che ha sconfessato la tesi dei Molinari. E allora, che senso ha continuare a negare questa circostanza?

Il ragionamento è molto semplice: se Molinari confessasse che alla guida c’era lui, potrebbe continuare a reggere in qualche modo l’ipotesi di omicidio stradale. Ma se Molinari continuasse a sostenere il contrario, le evidenze dei fatti, soprattutto in un processo, lo inchioderebbero ad una verità ben diversa. E non appena verrebbe confermato che le lesioni sul corpo di Ilaria non sono compatibili con l’ipotesi che fosse alla guida, l’ipotesi di reato diventerebbe inevitabilmente omicidio volontarioLa verità e l’evidenza dei fatti travolgerebbero in particolare Molinari padre (che, lo ricordiamo, è il proprietario dell’auto, peraltro senza poter avere copertura assicurativa perché guidava sotto l’effetto di droga e alcol e quindi non potrebbe mai pagare) ma ovviamente anche Molinari figlio. 

Le indagini difensive dell’avvocato Guido Siciliano, che hanno spinto la procura di Cosenza a cambiare – e meno male – l’assurda ipotesi di reato di partenza di omicidio colposo contro ignoti in omicidio stradale contro Molinari, hanno affrontato anche la spinosa questione dei rapporti tra Ilaria Mirabelli e Mario Molinari, che secondo quanto raccolto da più testimonianze, erano particolarmente burrascosi e avevano già portato a molte discussioni, sia dal vivo, sia via telefono.

A proposito di telefoni, una risposta potrebbe arrivare dagli accertamenti tecnici sui cellulari e sulla messaggistica contenuta nella memoria dei cellulari in uso a Ilaria e a Mario Molinari, dei quali prima o poi conosceremo i dettagli. Oggi sappiamo con certezza che i telefoni sono due e non tre e sono stati sequestrati entrambi. Si era parlato di un terzo telefonino nella disponibilità di Mario Molinari ma si trattava di un equivoco determinato da una seconda telefonata effettuata da Molinari (dopo quella alla madre di Ilaria delle 18,34) a un parente di Ilaria, ovvero al cognato. Una telefonata arrivata dopo le 19 e nel corso della quale l’indagato chiedeva al parente di Ilaria le condizioni della ragazza perché nella prima telefonata aveva sostenuto che la ragazza fosse solo ferita e fosse stata trasportata in ospedale. Molinari mentiva sapendo di mentire e nel corso della seconda telefonata il parente di Ilaria aveva ormai appreso del decesso della ragazza e avrebbe risposto in maniera inevitabilmente aggressiva alla telefonata “coda di paglia” del soggetto. E per il momento ci fermiamo qui. Da due anni in attesa di giustizia. 


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