Il rientro dalle vacanze ha un casello in più, anche quando non si prende l’autostrada: quello del distributore. Benzina sopra i due euro, diesel ancora più caro e un taglio delle accise che il Governo ha salvato all’ultimo momento, ma soltanto per altre 48 ore.
La nuova scadenza è mercoledì 26 agosto. Poi, salvo un altro intervento, dal 27 il gasolio rischia di caricarsi nuovamente di circa 17 centesimi al litro tra accisa e Iva.
E in Sicilia si parte già da prezzi più alti della media nazionale: 2,148 euro al litro per il diesel self e 2,021 euro per la benzina. Tradotto: un pieno da 50 litri costa rispettivamente 107,40 euro e 101,05 euro. Non proprio il souvenir che gli automobilisti speravano di riportare a casa dalle ferie.
I prezzi: diesel oltre 2,20 euro in autostrada
La corsa dei carburanti non si è fermata durante il primo grande fine settimana di controesodo.
Le ultime rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano sulla rete stradale nazionale prezzi self attorno a 2,010 euro per la benzina e 2,130 euro per il gasolio.
In autostrada il conto diventa ancora più pesante: il diesel ha raggiunto 2,203 euro al litro, mentre la benzina si colloca attorno a 2,087 euro. Significa oltre 110 euro per un pieno da 50 litri di gasolio.
Sono livelli che riportano i carburanti verso le quotazioni più alte degli ultimi anni. E la particolarità è che il diesel sta correndo mentre beneficia ancora di un consistente sconto fiscale. È questo il dato da tenere a mente.
Sicilia, il carburante costa più della media italiana
Nell’Isola la fotografia è ancora meno rassicurante.
Secondo i dati ufficiali Mimit aggiornati al 23 agosto, la media regionale è:
- gasolio self: 2,148 euro al litro;
- benzina self: 2,021 euro;
- GPL servito: 0,800 euro;
- metano servito: 1,877 euro al chilo.
La Sicilia si colloca quindi nella fascia alta della classifica italiana. Il diesel costa circa 1,8 centesimi al litro più della media nazionale, la benzina circa un centesimo in più.
Pochi centesimi, apparentemente. Ma su un pieno da 50 litri fanno circa 90 centesimi in più per il diesel. Moltiplicati per chi utilizza l’auto ogni giorno per andare al lavoro, accompagnare i figli, spostarsi, diventa un’altra piccola tassa sulla distanza. E in Sicilia, dove il trasporto pubblico continua a essere quello che è, l’automobile non è esattamente un capriccio.
Da inizio agosto i prezzi sono saliti ancora
Tp24 aveva già fotografato la situazione il 2 agosto. Allora in Sicilia il diesel self costava mediamente 2,124 euro, la benzina 2,008 euro.
In poco più di tre settimane, quindi, il gasolio è aumentato di altri 2,4 centesimi al litro e la benzina di 1,3 centesimi.
Può sembrare un incremento contenuto. Ma c’è un dettaglio: in queste settimane sul diesel è rimasto in vigore uno sconto fiscale che vale circa 17 centesimi alla pompa.
In altre parole, il prezzo è aumentato nonostante il taglio delle accise. Ed è per questo che il dopo 26 agosto preoccupa.
Lo sconto salvato all’ultimo momento
Il decreto legge approvato dal Governo il 4 agosto aveva ridotto, dal 7 al 24 agosto, l’accisa sul gasolio a 532,90 euro per mille litri. Per finanziare l’intervento erano stati stanziati circa 190 milioni di euro.
Domenica 23 agosto è arrivata una nuova, piccolissima proroga.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di concerto con il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato il decreto che attiva il meccanismo delle cosiddette accise mobili, mantenendo la riduzione anche per il 25 e 26 agosto.
La copertura arriva da 20,8 milioni di euro di maggiore gettito Iva incassato a luglio proprio a causa dell’aumento del prezzo internazionale del petrolio.
Il meccanismo, detto in maniera semplice, funziona così: se il petrolio aumenta, lo Stato incassa più Iva; una parte di queste maggiori entrate viene utilizzata per abbassare temporaneamente le accise.
Una sorta di restituzione parziale del rincaro.
Molto parziale.
Perché si parla di 17 centesimi
Dal 1° gennaio 2026 l’accisa ordinaria su benzina e gasolio è stata uniformata a 672,90 euro ogni mille litri, cioè 67,29 centesimi al litro.
Con l’intervento straordinario, l’accisa sul diesel è scesa a 532,90 euro per mille litri.
La differenza è di 140 euro ogni mille litri, cioè 14 centesimi per litro.
Ma sui carburanti l’Iva viene applicata anche sull’accisa. Considerando l’Iva al 22%, quei 14 centesimi diventano circa 17,08 centesimi al litro sul prezzo finale.
Ecco da dove nasce lo “sconto di 17 centesimi”.
Per un pieno di 50 litri significa circa 8,50 euro risparmiati.
E dal 27 agosto cosa succede?
Il decreto firmato ieri copre soltanto il 25 e il 26 agosto. Se nel frattempo non arriveranno altre misure, dal 27 agosto verrà meno questa riduzione.
Questo non significa automaticamente che nella notte tutti i distributori aumenteranno esattamente di 17 centesimi: il prezzo finale dipende anche dalle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, dai costi logistici e dalle politiche commerciali delle compagnie.
Ma fiscalmente il paracadute verrebbe meno.
Se, per fare un esempio puramente teorico, agli attuali 2,148 euro del diesel siciliano si aggiungesse integralmente il valore dello sconto, si arriverebbe attorno a 2,32 euro al litro.
Un pieno da 50 litri potrebbe così avvicinarsi ai 116 euro.
Non è una previsione del prezzo del 27 agosto: è la misura di quanto oggi lo sconto fiscale stia impedendo al costo del diesel di essere ancora più pesante.
E, secondo quanto riferisce Ansa, il prossimo Consiglio dei ministri ordinario è previsto il 3 settembre. Il nodo, come sempre quando si parla di taglio delle accise, è trovare le coperture.
Perché benzina e diesel stanno aumentando
C’è poi la domanda che si fanno tutti davanti al display del distributore: perché?
La risposta parte dal Medio Oriente. Il conflitto con l’Iran e le fortissime tensioni attorno allo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più importanti al mondo per il trasporto di petrolio, continuano a mantenere sotto pressione i mercati.
Venerdì 21 agosto il Brent ha chiuso a 94,39 dollari al barile, guadagnando oltre il 6% nella settimana, mentre restano forti le preoccupazioni sulla regolarità delle forniture.
Ma guardare soltanto al prezzo del barile non basta.
La vera criticità riguarda anche la raffinazione. Le difficoltà degli impianti mediorientali, gli attacchi alle infrastrutture energetiche russe e la riduzione della disponibilità di prodotti raffinati stanno facendo aumentare soprattutto il valore del diesel sui mercati internazionali. Reuters segnala una forte contrazione dell’offerta mondiale di gasolio e margini di raffinazione molto elevati. È anche per questo che, pur con il Brent sotto i picchi raggiunti durante la crisi, alla pompa non si vede un’analoga discesa.
Il caro carburanti non resta al distributore
Il problema, inoltre, non riguarda soltanto chi parte o torna dalle vacanze.
Il gasolio muove camion, furgoni e gran parte della logistica italiana. Un suo aumento finisce quindi dentro il costo di quasi tutto ciò che compriamo: alimentari, prodotti industriali, materiali da costruzione, consegne.
Assoutenti teme un effetto a cascata sui prezzi, mentre il Codacons ha calcolato che il ritorno dalle ferie, sommando carburante, pedaggi e soste, può arrivare a costare 270 euro e in alcuni casi sfiorare i 300 euro per famiglia.
Le associazioni dei consumatori chiedono quindi di prolungare il taglio almeno fino ai primi giorni di settembre.
La partita degli extraprofitti
Nel frattempo si è aperto un altro fronte politico. Italia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo e Polonia hanno sollecitato una discussione europea su una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, con l’ipotesi di utilizzare il gettito per sostenere famiglie e imprese colpite dal caro energia.
Le opposizioni chiedono invece al Governo di intervenire subito a livello nazionale e accusano l’esecutivo di procedere con misure troppo brevi.
Il Governo rivendica invece lo sforzo finanziario già sostenuto nei mesi della crisi energetica.
È il solito problema delle accise: tagliarle piace a tutti, finanziare il taglio molto meno.
Due giorni guadagnati, non una soluzione
Alla fine la proroga fino al 26 agosto serve a evitare che la fine dello sconto coincida esattamente con il grande controesodo.
Ma sposta il problema di appena due giorni.
Il dato più significativo resta quello siciliano: 2,148 euro per un litro di diesel mentre 17 centesimi di tasse sono già stati temporaneamente tolti.
Mercoledì finisce il nuovo sconto. Da giovedì 27 agosto, salvo altri decreti, comincerà un’altra partita.
E ancora una volta gli automobilisti scopriranno il risultato guardando il tabellone luminoso davanti al distributore. Quello, a differenza delle accise, non ha bisogno della Gazzetta Ufficiale per farsi capire.
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