Doveva rappresentare uno dei fiori all’occhiello della riorganizzazione della sanità territoriale finanziata con le risorse europee del PNRR. Rischia invece di trasformarsi nell’ennesimo caso. C’è un documento ufficiale interno dell’ASP di Trapani, che rivela lo stato di gravissima impreparazione e le forti criticità operative con cui si vorrebbe avviare l’Ospedale di Comunità di Marsala.
L’atto d’accusa e la questione personale
C’è una sonora bocciatura nei confronti della gestione dell’Azienda Sanitaria Provinciale, si legge nell’atto che è stato protocollato: “L’Ospedale di Comunità non è semplicemente un reparto da aprire con i letti e il personale presenti: deve essere effettivamente funzionante sotto il profilo organizzativo, assistenziale, tecnologico, della sicurezza e della continuità clinica. Una struttura sanitaria deve iniziare i ricoveri con un sistema gestionale adeguato senza alcuna criticità organizzativa e medico-legale importante”.
La denuncia mette a nudo una prassi sistemica: la fretta di tagliare nastri (come per la terapia intensiva a Mazara) per rispettare formalmente le scadenze del PNRR o della politica locale, a scapito delle reali garanzie di tutela per i pazienti e dei requisiti minimi previsti dalla legge.
Il capitolo più allarmante riguarda la copertura medica. Secondo la relazione l’ipotesi gestionale attualmente prospettata dai vertici per l’Ospedale di Comunità di Marsala, che si trova al terzo piano del Paolo Borsellino di Marsala, prevede l’individuazione di un solo medico responsabile per appena 12 ore al giorno, per 6 giorni su 7 a settimana. Una configurazione definita del tutto inidonea e illegale sotto il profilo giuslavoristico e assistenziale. Non ci sarebbe intanto la copertura continuativa: le notti e le domeniche rimarrebbero totalmente scoperte dal punto di vista dell’assistenza clinica diretta. Inoltre si prospetterebbero delle violazioni dei diritti contrattuali: un solo medico saturerebbe immediatamente il proprio monte ore, impedendo il godimento di diritti fondamentali quali ferie, aggiornamento professionale, permessi personali o malattia.
Pazienti senza salvavita e zero tracciabilità
La relazione interna contiene una dettagliata tabella di sintesi che definisce il “Quadro delle Criticità e Impatto”, tracciando uno scenario di potenziale responsabilità medico-legale per l’ASP di Trapani.
Non c’è sicurezza per il paziente per l’ assenza totale dei sistemi di chiamata testa-letto( sia acustici che luminosi), quindi si prefigura una mancata tutela in caso di evento avverso o emergenza improvvisa del degente, in piena violazione dei requisiti minimi di accreditamento e sicurezza.
Sotto il profilo della continuità clinica e dell’emergenza non si registra alcun protocollo formale di trasferimento urgente al Pronto Soccorso, quindi vi sarebbe il rischio di un ritardo nell’attivazione della catena dei soccorsi, incertezza sui ruoli di accompagnamento e potenziale perdita/interruzione del flusso di informazioni cliniche verso l’ospedale per acuti.
Sotto il profilo della gestione documentale e della privacy la criticità rilevata è la mancata attivazione e configurazione della cartella clinica digitale. Questo di fatto comporterebbe l’ impossibilità di tracciare la gestione della terapia, mancata visione dello storico clinico/referti.
Le condizioni vincolanti
Il documento interno quindi elenca quattro “Azioni Correttive Indispensabili” prima di avviare i ricoveri presso l’Ospedale di Comunità:
1.Adeguamento Tecnologico e Logistico: Installazione e collaudo immediato dei dispositivi salvavita di chiamata integrati testa-letto.
2. Informatizzazione e Tracciabilità: Rilascio tempestivo delle credenziali individuali e profilazione per tutti gli operatori (medici, INSS/infermieri); attivazione del modulo per la somministrazione e gestione informatica della terapia integrato con il repository aziendale; definizione dei Piani di Continuità Operativa
(Business Continuity) e procedure di backup cartaceo.
3. Integrazione della Rete di Emergenza: Redazione e formalizzazione del Piano Operativo di Trasferimento al Pronto Soccorso, con definizione chiara delle responsabilità (chi chiama il 118/mezzo interno, chi compila la scheda di dimissione/trasferimento e chi assiste il paziente nel tragitto).
4.Programmazione Dotazione Organica Medici: Formulazione di una Dotazione Organica dei Medici in grado di garantire le ore settimanali previste dal D.M. 77/2022 senza saturare l’orario del singolo responsabile
e nel rispetto dei diritti contrattuali (C.C.N.L.).
Violazione del D.M. 77/2022
L’atto d’accusa si chiude ricordando che il D.M. 77/2022 colloca espressamente gli Ospedali di Comunità all’interno della rete dell’assistenza territoriale con un modello organizzativo specifico. Aprire la struttura di Marsala senza questi requisiti minimi non solo mette a rischio la vita dei pazienti ricoverati e la serenità degli operatori sanitari, ma rischia di compromettere l’obiettivo del PNRR e di esporre l’ASP di Trapani a pesanti responsabilità legali e risarcitorie.
La corsa contro il tempo
Che bisogno c’era di accelerare così i tempi? La risposta si cela nel groviglio di scadenze burocratiche del PNRR e nella costante pressione politica. Per rendicontare il raggiungimento dei traguardi nazionali ed evitare il taglio dei fondi europei, le aziende sanitarie si trovano spesso costrette a rincorrere scadenze sulla carta, collaudando strutture che nella realtà non sono affatto pronte.
Ma inaugurare a tutti i costi un Ospedale di Comunità privo dei sistemi salvavita più elementari, di una cartella clinica tracciabile e persino della copertura medica notturna non rappresenta un successo amministrativo: è una roulette russa sulla pelle dei cittadini. Quando la rincorsa alla vetrina mediatica prevale sui requisiti essenziali di cura e sicurezza, il rischio di trasformare una riforma storica in un gigantesco guscio vuoto diventa certezza.
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