Molte persone che la scelgono come meta per le vacanze si chiedono perché Fuerteventura si chiama così. Dietro questa parola evocativa si nasconde una storia affascinante, legata al vento, alla conquista e a una terra dalla bellezza selvaggia. L’isola più antica dell’arcipelago canario porta un nome che racconta molto della sua identità, del suo paesaggio e dei popoli che l’hanno attraversata nei secoli.
Il significato del nome
L’ipotesi più accreditata fa risalire il nome Fuerteventura all’espressione spagnola “fuerte ventura”, traducibile come “forte ventura” o “grande fortuna”. Secondo questa teoria, i conquistatori normanni guidati da Jean de Béthencourt, sbarcati sull’isola nel 1402, esclamarono qualcosa di simile vedendo le coste maestose emergere dall’oceano.
Il nome potrebbe anche derivare da “fuertes vientos”, ovvero “venti forti”, un riferimento diretto agli alisei che sferzano l’isola praticamente tutto l’anno.
Inoltre, prima della conquista spagnola, i nativi Mahos — la popolazione aborigena di origine berbera — chiamavano la loro terra con nomi diversi. Le cronache riportano denominazioni come Erbania o Maxorata, da cui deriva il termine “majorero” usato ancora oggi.
Come si chiamano gli abitanti di Fuerteventura
Gli abitanti di Fuerteventura si chiamano majoreros (o majoreras al femminile). Il termine, come accennato, affonda le radici nel nome preispanico dell’isola, Maxorata, e rappresenta un legame diretto con le origini aborigene della popolazione locale.
La popolazione residente è tuttavia relativamente contenuta: circa 120.000 abitanti distribuiti su oltre 1.600 km2 di superficie, il che rende Fuerteventura una delle isole meno densamente popolate delle Canarie.
Qual è la storia di Fuerteventura
La storia di Fuerteventura inizia molto prima dell’arrivo degli europei. L’isola era abitata fin dal I secolo a.C. dai Mahos, popolazione di origine nordafricana che viveva di pastorizia, agricoltura e raccolta di molluschi.
Nel 1402, i cavalieri normanni Jean de Béthencourt e Gadifer de La Salle sbarcarono sull’isola con l’appoggio della Corona di Castiglia. Béthencourt si proclamò signore dell’isola e avviò un processo di colonizzazione che avrebbe trasformato per sempre la cultura locale.
Per secoli Fuerteventura rimase ai margini della storia, un’isola dimenticata e semi-deserta. La svolta arrivò nella seconda metà del Novecento, quando il turismo internazionale scoprì le sue spiagge infinite e il suo clima mite tutto l’anno.
Dove si trova Fuerteventura e come arrivare
Fuerteventura si trova nell’Oceano Atlantico, a circa 100 km dalla costa nordoccidentale dell’Africa e a poco più di 1.000 km dalla penisola iberica. È la seconda isola più grande dell’arcipelago delle Isole Canarie (dopo Tenerife per superficie) e quella più vicina al continente africano.
In aereo
Il modo più comodo per raggiungere Fuerteventura è l’aereo. L’Aeroporto di Fuerteventura (FUE), situato nei pressi di Puerto del Rosario, riceve voli diretti dalle principali città europee durante tutto l’anno. Dall’Italia partono voli diretti e con scalo da Roma, Milano, Napoli, Bologna e altri aeroporti. Il tempo di volo diretto è di circa 4-5 ore.
In traghetto
Chi si trova già nelle Canarie può raggiungere Fuerteventura via mare. I collegamenti in traghetto con Lanzarote sono frequentissimi ed esistono rotte anche da Gran Canaria e Tenerife, con tempi più lunghi.
Spostarsi sull’isola
Una volta arrivati, il noleggio auto è quasi indispensabile. I mezzi pubblici esistono ma collegano solo i centri principali con frequenze limitate. Le distanze sull’isola sono notevoli (circa 100 km da nord a sud), e molte spiagge e punti panoramici si raggiungono solo con un mezzo proprio.
Le principali cose da vedere a Fuerteventura
L’isola offre un paesaggio che spazia dalle dune sahariane ai vulcani erosi, dai villaggi di pescatori alle chiese coloniali. Durante una vacanza, quindi, i luoghi imperdibili sono:
- Parque Natural de las Dunas de Corralejo: dune dorate che si estendono per oltre 2.600 ettari lungo la costa nord-orientale.
- Playa de Cofete: una spiaggia selvaggia e remota sulla penisola di Jandía, raggiungibile solo tramite una strada sterrata.
- Betancuria: un borgo minuscolo e silenzioso incastonato tra le montagne, con la Chiesa di Santa María e un museo archeologico che racconta la storia preispanica dell’isola.
- Oasis Park Fuerteventura — Un parco zoologico e botanico nella zona di La Lajita, particolarmente adatto alle famiglie, con giardini di cactus, spettacoli di rapaci e un’area dedicata ai cammelli.
- Salinas del Carmen: le antiche saline sulla costa orientale, ancora funzionanti, con un piccolo museo che spiega il processo tradizionale di estrazione del sale.
- Ajuy e le sue grotte: un villaggio di pescatori sulla costa occidentale, famoso per le grotte marine scavate nella roccia vulcanica.
- Spiaggia “popcorn”: una spiaggia vicino a Corralejo ben nota per i suoi chicchi di sabbia e roccia che sembrano popcorn.
Come si vive a Fuerteventura
A Fuerteventura il clima è mite tutto l’anno, con temperature che raramente scendono sotto i 18°C in inverno o superano i 30°C in estate. Il costo della vita è generalmente inferiore rispetto alla media europea. Affitti, ristorazione e beni alimentari risultano più accessibili che nella maggior parte delle città italiane, anche se i prezzi nelle zone turistiche tendono ad allinearsi agli standard internazionali.
Per i lavoratori da remoto, poi, Fuerteventura è diventata una destinazione sempre più popolare: buona connessione internet, spazi di coworking a Corralejo e Puerto del Rosario, e un equilibrio vita-lavoro difficile da eguagliare.
La sanità pubblica è garantita dal sistema sanitario spagnolo, ma gli ospedali dell’isola sono piccoli e per interventi complessi potrebbe essere necessario un trasferimento a Gran Canaria o Tenerife. Scopri, quindi, con idealista gli ultimi annunci per case in vendita o in affitto sull’isola:
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Matteo Squillante
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