Ci siamo mai chiesti quanto un cittadino della provincia di Trapani deve attendere per curarsi? E’ la Sanità che chiede tempo ai cittadini.
Il protagonista di questo viaggio ovviamente non è l’ASP di Trapani ma sono i numeri. Non è la politica, buona a tagliare nastri, a farsi foto e ad intestarsi reparti e posti letto senza nemmeno avere mai avuto davvero percezione di cosa sia sanità. No. Il pratogonista è il tempo, quello di una persona malata, di un utente che poi, magari, diventa paziente. Che cosa è una lista di attesa? E’ il tempo della vita di una persona.
E l’ultima rilevazione dell’ASP Trapani fotografa una sanità nella quale la risposta può arrivare in pochi giorni oppure dopo mesi. Abbiamo messo in fila i numeri per capire quanto deve aspettare davvero un cittadino della provincia di Trapani. Ci sono attese che si misurano in giorni. E ce ne sono altre che si misurano in mesi. In mezzo c’è sempre una persona. Una persona che ha una ricetta in mano, un sospetto da verificare, un dolore che non passa, un esame da fare, una visita specialistica da prenotare. Una persona che, quando chiama il CUP, non sta cercando semplicemente un appuntamento: sta cercando di capire quanto dovrà aspettare prima di sapere cosa ha. E c’è una sola domanda: quanto deve aspettare oggi un cittadino della provincia di Trapani per ottenere una risposta dalla Sanità pubblica?
La mappa
La risposta alla domanda precedente non è una sola, cambia a seconda della prestazione, della priorità indicata dal medico, della struttura disponibile. E cambia anche a seconda di quanto il cittadino sia disposto a spostarsi. I numeri ufficiali dell’ASP Trapani, aggiornati al 10 agosto 2026, restituiscono una fotografia che merita di essere guardata senza slogan e senza semplificazioni. Per alcune prestazioni la disponibilità minima rilevata nell’offerta provinciale è di appena un giorno. Per altre si arriva a oltre cinque mesi. In alcuni casi, la prima disponibilità della classe programmabile supera addirittura gli otto mesi.
E qui comincia la nostra domanda più scomoda: può essere considerato davvero garantito un diritto alla salute se per esercitarlo bisogna aspettare mesi?
I numeri che pesano
L’ASP Trapani pubblica periodicamente i tempi di attesa delle prestazioni sottoposte a monitoraggio.La rilevazione del 10 agosto 2026 considera l’offerta provinciale e, per ogni prestazione e classe di priorità, indica il tempo minimo di attesa rilevato nella struttura più rapida. Non è dunque necessariamente il tempo che ogni cittadino dovrà aspettare nella struttura che preferisce. È, al contrario, la migliore disponibilità che il sistema sanitario provinciale riesce a offrire per quella prestazione e quella classe di priorità. Ed è proprio questo dettaglio a rendere i numeri ancora più interessanti. Perché se anche la struttura più veloce impiega mesi, il problema non può essere liquidato semplicemente invitando il cittadino a cercare un’altra disponibilità. In provincia ci sono prestazioni che viaggiano a velocità diverse, con specialità per le quali la disponibilità è minima, altre nelle quali il calendario si allunga fino a diventare un ostacolo.
Perché la differenza tra una prestazione disponibile in un giorno e una che richiede mesi è una differenza che può significare giorni, settimane o mesi di incertezza per un cittadino. Non bisogna limitarsi, infatti, a dire che le liste di attesa sono lunghe, bisogna capire dove sono lunghe, per quali prestazioni, in quali strutture e soprattutto quanto cambia l’attesa se il cittadino è disposto a spostarsi da un Comune all’altro.
Il nostro viaggio dentro l’attesa
Il dato più evidente che emerge dalla rilevazione riguarda la prima visita angiologica.
La struttura più rapida dell’offerta provinciale registra:
• 12 giorni per la classe B
• 61 giorni per la classe D
• 268 giorni per la classe P
Sono quasi nove mesi.
E c’è un particolare che rende il dato ancora più significativo: quei 268 giorni non rappresentano una media di tutte le strutture.
Il numero fotografa la migliore disponibilità rilevata nel sistema provinciale per quella classe di priorità.
Anche la cardiologia racconta una forte differenza tra le classi di priorità.
Per la prima visita cardiologica, la rilevazione del 10 agosto indica:
• 11 giorni per la classe B
• 62 giorni per la classe D
• 84 giorni per la classe P
Il dato programmabile, dunque, è inferiore ai 120 giorni previsti per questa classe, ma la distanza rispetto alla classe B resta molto ampia: da 11 a 84 giorni.
Sono 73 giorni di differenza tra la prima disponibilità della classe breve e quella programmabile.
Per la visita oculistica-prima visita si attesta
• 11 giorni per la classe B
• 60 giorni per la classe D
• 315 giorni per la classe P
Si tratta di un numero fortissimo, 315 giorni non è un refuso ma sono 10 mesi e mezzo, mentre per la classe P il riferimento è a 120 giorni. Siamo oltre i limiti previsti.
Bisogna ovviamente tenere presente che le classi B, D e P rispondono a differenti livelli di urgenza.
La classe B – Breve ha come riferimento un tempo massimo di 10 giorni. La classe D – Differibile prevede 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami diagnostici. La classe P – Programmabile prevede invece un massimo di 120 giorni.
Le prestazioni in classe U- Urgente vengono garantite entro 72 ore, attraverso slot dedicati o accesso diretto presso reparti e poliambulatori, come deliberato
dall’Azienda.
Tutti i tempi di attesa possono essere consultati qui.
Il dato
Le attese, quindi, oltre i 120 giorni riguardano:
Oculistica con 315 giorni e 5.026 prestazioni; Chirurgia vascolare con 268 giorni di attesa e 1.289 prestazioni; Gastroenterologia con 240 giorni e 1.663 prestazioni; Oncologia con 186 giorni e 976 prestazioni; Neurologia con 150 giorni e 6.030 prestazioni; Endocrinologia 129 giorni e 2.003 prestazioni.
Il dato è chiaro: non sempre l’attesa più lunga coincide con il maggior numero di prestazioni.
La neurologia, per esempio, presenta 6.030 prestazioni monitorate e una disponibilità P di 150 giorni. L’oculistica ne presenta 5.026, ma arriva a 315 giorni. La dermatologia ha addirittura 7.489 prestazioni, ma la P è a 100 giorni.
Significa che l’equazione non è: più richieste = più attesa.
Ed è impressionante vedere che per l’oculistica la distanza tra B e P è di 304 giorni. Quasi un anno.
Vero è che le classi di priorità sono differenti, quindi diversa è la necessità clinica, ma la forbice racconta quanto il sistema modifichi i tempi di accesso in funzione alla priorità.
E allora la domanda semplice è: quanti cittadini vengono effettivamente presi in carico entro i tempi previsti?
Cosa fa il Ministero
Il Ministero della Salute, nel frattempo, ha approvato nel giugno 2026 il nuovo Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028, che punta tra l’altro su appropriatezza prescrittiva, unificazione delle agende, percorsi di tutela, monitoraggio e trasparenza dei dati.
CUP e disponibilità
Il CUP unico provinciale permette di conoscere, al momento della prenotazione, i tempi delle strutture presenti nel proprio distretto e quelli delle altre strutture distribuite sul territorio provinciale. Il cittadino può quindi scegliere la prima disponibilità indipendentemente dalla sede oppure mantenere la struttura preferita accettando un’attesa diversa.
Le azioni messe in campo
L’ASP ha messo in campo strumenti specifici per il recupero delle liste d’attesa. Dal 2025 sono attivi gli sportelli Fast Track, destinati alle prestazioni ambulatoriali con classe U e B, con l’obiettivo di garantire il rispetto dei tempi prescritti. L’azienda indica inoltre percorsi di tutela e altre procedure per il recupero delle liste.
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