A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, e con l’anno scolastico 2025/2026 ormai definitivamente archiviato, si è consumato l’ennesimo capitolo di una gestione farraginosa del sistema educativo del nostro Paese.
Oggi, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, si è tenuta la riunione decisiva per la sottoscrizione definitiva del Contratto Collettivo Integrativo Nazionale relativo ai criteri di riparto del Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa. Un appuntamento che arriva con un ritardo di quasi dieci mesi rispetto alla firma dell’ipotesi avvenuta il 27 ottobre 2025, e che getta le scuole italiane in una spirale di incertezza amministrativa.
Il contratto, che vale complessivamente oltre 847 milioni di euro, rappresenta una fetta cruciale del bilancio scolastico: determina le risorse per il Fondo d’Istituto, gli incarichi specifici, le funzioni strumentali e le retribuzioni accessorie del personale. Tuttavia, il perfezionamento formale dell’accordo non porta con sé né risorse aggiuntive né novità strutturali rispetto al precedente CCNI, ma si limita a ratificare quanto già negoziato, scontrandosi con le consuete maglie della burocrazia.
La telenovela della Ragioneria Generale dello Stato
L’iter di approvazione è stato a dir poco tormentato. La certificazione di compatibilità economico-finanziaria da parte della Ragioneria Generale dello Stato, necessaria per la firma, è arrivata solo lo scorso 7 agosto, e solo dopo una serie di correzioni formali e sostanziali imposte dagli uffici. Tra le modifiche richieste e accolte figurano la sostituzione del provvedimento di costituzione del Fondo con il DDG n. 81 del 17 febbraio 2026, il ricalcolo dell’incremento dell’indennità di direzione del DSGA (fissato a 6.726.215,99 euro) e l’imputazione contabile ricondotta esclusivamente al capitolo 1282 del Ministero. Inoltre, è stata richiesta una integrazione dettagliata riguardante le 7.565 istituzioni scolastiche interessate dal riparto.
Una trafila che la delegazione dell’ANIEF, presente al tavolo con il Segretario Generale Daniele Rosano e il Capo Dipartimento Anief ConDir Alberico Sorrentino, ha definito “emblema di un’inefficienza inaccettabile”.
La protesta di ANIEF: “Lavorare ad agosto nell’incertezza”
Nel corso del confronto, il sindacato ha alzato i toni, formalizzando una durissima contestazione per i tempi della burocrazia ministeriale. “Sottoscrivere in via definitiva il CCNI FMOF il 10 agosto per un anno scolastico ormai terminato – ha dichiarato a caldo Alberico Sorrentino – rappresenta l’emblema di una burocrazia che scarica i propri ritardi sul personale e sulle scuole. Gli uffici di segreteria, i funzionari EQ e i Dirigenti Scolastici sono costretti a rincorse feriali irragionevoli per adempimenti che dovevano precedere l’anno scolastico. Si lavora ad agosto nella più totale incertezza, senza poter predisporre gli elenchi in anticipo e senza conoscere i capitoli gestionali sui quali verranno caricate le risorse”.
La delegazione ha sottolineato come questa dilazione costringa i dirigenti a operare in condizioni di emergenza, vanificando qualsiasi possibilità di programmazione didattica e amministrativa serena per l’anno in corso (2026/2027). “Pretendiamo che per l’A.S. 2026/2027 il Ministero garantisca la sottoscrizione del CCNI in tempi congrui”, ha tuonato Sorrentino, chiedendo un cambio di passo immediato.
Il braccio di ferro sugli incarichi specifici e la cumulabilità
Oltre ai tempi, sul tavolo è esplosa una vera e propria battaglia legale e contrattuale riguardante la gestione degli incarichi specifici. ANIEF ha respinto fermamente l’orientamento restrittivo espresso dalla Direzione Generale per le risorse umane e finanziarie tramite i canali dell’Help Desk amministrativo-contabile, che tentava di limitare il conferimento di tali incarichi al personale già titolare di posizione economica.
Il sindacato ha puntato i piedi, rivendicando l’autonomia della contrattazione d’istituto. “L’Amministrazione non può sovvertire la disciplina contrattuale mediante indicazioni gestionali unilaterali – ha ribadito Sorrentino –. Ai sensi dell’articolo 54, comma 4, del CCNL 2019-2021, la contrattazione d’istituto conserva la piena facoltà di conferire l’incarico specifico anche al personale titolare di posizione economica. La scelta sulla riassorbibilità dell’importo spetta alla sede negoziale, non agli uffici centrali”.
Per gli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026, in assenza di clausole ostative, ANIEF rivendica la piena liquidazione dell’incarico specifico anche a chi risulta inserito nelle graduatorie delle posizioni economiche. A sostegno di questa tesi, il sindacato ha citato la recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, che con la sentenza n. 15198 del 30 maggio 2024 ha sancito il principio della cumulabilità della posizione economica con il compenso per lo svolgimento di mansioni superiori per l’assistente amministrativo che copre le funzioni da DSGA.
Le richieste del sindacato: più risorse e rispetto della contrattualistica
La delegazione ANIEF ha inoltre ribadito che le risorse attuali del FMOF sono insufficienti. “Le risorse riferite dovranno essere aumentate – ha dichiarato il sindacato – per consentire di dare compiuta attuazione a tutte le legittime aspettative del personale della scuola e per indirizzare le scuole a dare il giusto riconoscimento a tutte le attività più gravose di docenti, educatori e ATA”.
A chiudere il confronto è stato il presidente nazionale ANIEF, Marcello Pacifico, che ha lanciato un duro monito: “ANIEF proseguirà la propria azione sindacale e legale in ogni sede per tutelare i diritti economici e professionali del personale della scuola. La programmazione delle Istituzioni Scolastiche non può rimanere ostaggio dei tempi della burocrazia ministeriale. Esigiamo dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Mef un cambio di rotta immediato che rimetta al centro il rispetto delle prerogative contrattuali e della giurisprudenza”.
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