Trapani, c’è la gara per la Radioterapia. Ci sono voluti 15 anni…


Accelera l’iter per la realizzazione del nuovo servizio di Radioterapia e per l’ampliamento dell’ospedale “Sant’Antonio Abate” di Trapani. L’Azienda sanitaria provinciale, infatti, compie un passo decisivo verso l’avvio dei lavori, scegliendo di gestire direttamente la gara d’appalto europea per l’affidamento dell’intervento, dal valore complessivo di oltre 32 milioni di euro.

 

La decisione è contenuta nella delibera pubblicata dalla commissaria straordinaria Sabrina Pulvirenti, che dispone l’espletamento della procedura aperta direttamente da parte dell’Azienda sanitaria. Una novità resa possibile dal riconoscimento ottenuto dall’ASP da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), che ha inserito l’ente tra le stazioni appaltanti qualificate con il massimo livello di capacità operativa per il settore dei lavori pubblici, consentendole di bandire gare europee senza limiti di importo.

Il cambio di procedura comporta un’importante semplificazione amministrativa. Non sarà infatti più la Centrale unica di committenza della Regione Siciliana, attraverso l’Ufficio regionale di committenza di Trapani, a seguire l’affidamento dell’opera, ma la stessa ASP, che potrà gestire in autonomia tutte le fasi della gara.

La delibera affida il compito all’Unità operativa complessa Gestione Tecnica, responsabile della progettazione e dell’esecuzione delle opere dell’Azienda sanitaria, che dovrà curare l’intera procedura di affidamento. Contestualmente sono stati approvati il bando di gara, il disciplinare, la modulistica e tutta la documentazione necessaria per consentire l’immediata pubblicazione della procedura europea.

 

Al via la gara d’appalto

È stato pubblicato ieri nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (S150/2026) e sul portale delle gare dell’ASP Trapani il bando e il disciplinare di gara per la realizzazione della Radioterapia e dell’ampliamento dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani. L’importo a base di gara è di 32.861.430 euro.

L’offerta tecnica ed economica dovrà pervenire alla stazione appaltante, la UOC Gestione Tecnica dell’ASP Trapani, entro il prossimo 8 ottobre 2026. Il criterio di aggiudicazione sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

I lavori comprenderanno la costruzione di un edificio ospedaliero destinato al servizio di Radioterapia, un blocco operatorio e reparti di degenza ordinaria. È prevista anche la realizzazione di una nuova area parcheggio a servizio del complesso. L’edificio sorgerà in via Europa, nella frazione Casa Santa di Erice.

«L’ASP è divenuta stazione appaltante di massimo livello – ha commentato la commissaria straordinaria Sabrina Pulvirenti –. Si tratta di un riconoscimento da parte dell’ANAC della forte adesione alla normativa sugli appalti pubblici. L’azienda ha deciso di internalizzare questa gara proprio per accelerarne i tempi e garantire al più presto la fruizione di questo importante servizio, oltre agli ulteriori 80 posti letto e alle nuove sale operatorie di cui beneficerà il Sant’Antonio Abate».

Per la realizzazione dei lavori sono previsti 900 giorni, a decorrere dalla data risultante dal verbale di consegna.

 

Nuovo edificio e maggiore assistenza sanitaria

Secondo la commissaria Pulvirenti, questa scelta consentirà di ridurre sensibilmente i tempi necessari per l’affidamento dei lavori e di accelerare la pubblicazione del bando. Ha inoltre espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’ingegnere Francesco Costa, responsabile unico del progetto, che ha seguito l’intero percorso amministrativo culminato con il riconoscimento dell’ANAC.

L’intervento rappresenta uno dei più importanti investimenti programmati sulla sanità trapanese. Il progetto esecutivo prevede la costruzione di un nuovo edificio articolato su quattro livelli, destinato ad ampliare in maniera significativa l’offerta assistenziale dell’ospedale.

Nel piano più basso troveranno spazio il nuovo servizio di Radioterapia, dotato di due bunker per acceleratori lineari, e un reparto di terapia subintensiva con 18 posti letto. Il livello superiore ospiterà un nuovo blocco operatorio con quattro sale chirurgiche, una delle quali predisposta come sala ibrida.

I piani fuori terra saranno invece destinati alle degenze: il primo accoglierà i reparti di Chirurgia generale, toracica e vascolare, mentre l’ultimo ospiterà Ortopedia e Traumatologia e il reparto di Chirurgia pediatrica.

Con l’approvazione della documentazione di gara e la gestione diretta della procedura, l’ASP punta ora a ridurre i tempi burocratici e ad avviare rapidamente uno degli interventi più attesi per il potenziamento dell’offerta sanitaria della provincia di Trapani.

 

Fratelli d’Italia: “Determinante il governo di centrodestra”

Non manca la presa di posizione di Fratelli d’Italia, che apprezza l’operato dell’ASP e rivendica il percorso politico.

Il segretario provinciale Maurizio Miceli ha espresso soddisfazione per l’avvio della gara: «È un’altra tappa decisiva verso un’opera che il territorio attende da troppo tempo e che consentirà ai cittadini di accedere a cure fondamentali senza affrontare i disagi dei trasferimenti fuori provincia».

E aggiunge: «Questa notizia conferma che, quando c’è una visione politica chiara, gli impegni diventano realtà. La Radioterapia è il frutto di un percorso sostenuto con determinazione dai governi di centrodestra, nazionale e regionale, attraverso atti concreti e risorse».

 

Il Comitato: “Non è la vittoria della politica”

Di tutt’altro tenore la posizione del Comitato per la Radioterapia, che rivendica il ruolo dei cittadini e delle associazioni.

«Questo risultato non nasce oggi e non può essere attribuito esclusivamente a chi oggi ricopre ruoli istituzionali o politici. È il frutto di oltre 14 anni di battaglie civili, di raccolte firme, incontri e denunce, portate avanti da associazioni, pazienti e famiglie».

E ancora: «Questa non è la vittoria della politica. È una conquista dei cittadini della provincia, ottenuta grazie a chi ha trasformato una richiesta di giustizia sanitaria in una battaglia collettiva».

Il Comitato conclude: «Fino a quando il servizio non sarà attivato, continueremo a vigilare, pronti a riconoscere i passi avanti ma anche a denunciare ritardi e criticità».




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