Favorisce l’accesso al credito delle Pmi. Sostiene gli investimenti delle imprese. Rappresenta una quota considerevole del Pil. Il leasing merita più attenzione: parola di Enrico Giancoli, Direttore generale di Bcc Leasing, che in questa intervista a Economy analizza l’evoluzione del mercato, il ruolo a supporto della manifattura italiana e gli obiettivi di crescita della banca del Gruppo Bcc Iccrea. La società, con il bilancio 2025, ha conseguito risultati superiori alle aspettative: la posizione finanziaria si è confermata solida, con una base patrimoniale di 380 milioni ed un Cet1 del 15,86%, al netto dell’avvenuto rimborso di 70 milioni di euro alla capogruppo Bcc Banca Iccrea. L’attenta gestione del rischio in assunzione e in gestione, tra i punti cardine delle strategie di Bcc Leasing, ha consentito un miglioramento significativo dei parametri di rischio con il Npl lordo pari al 3,1% (il netto pari allo 0,98%) ed un livello di copertura delle posizioni Npl, pari a 69,6%, superiore agli standard del settore.
Direttore, quale ruolo ricopre oggi il leasing nello sviluppo dell’attività manifatturiera italiana?
Il leasing rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere gli investimenti delle imprese. Parlando anche nel mio ruolo di vicepresidente di Assilea, poiché si tratta di un tema di sistema, il solo leasing finanziario vale circa 22 miliardi di euro di investimenti; includendo anche il leasing operativo si arriva a un mercato di circa 35 miliardi, una quota significativa degli investimenti produttivi delle aziende italiane. Altro aspetto della massima importanza è la capacità del leasing di favorire l’accesso al credito, soprattutto per le piccole e medie imprese. È uno strumento che si integra perfettamente con le principali misure di incentivo pubblico. Basti pensare che, statisticamente, tre operazioni su quattro realizzate con la Nuova Sabatini vengono concluse attraverso il leasing. Non a caso, agli inizi, si parlava di “Saba Leasing”, proprio per evidenziare il forte legame tra l’incentivo e questa forma tecnica di finanziamento.
Anche le nuove misure per la transizione digitale stanno contribuendo a questa crescita?
Proprio così. Gli incentivi legati alla Transizione 5.0, e finalmente l’iperammortamento, appena lanciato e della durata di tre anni, hanno ulteriormente rafforzato il ruolo del leasing. Stiamo osservando un fenomeno interessante: oltre alle Pmi, anche le medie e grandi imprese guardano con crescente interesse a questo strumento per i vantaggi fiscali particolarmente interessanti, soprattutto nei contratti di lunga durata e nei periodi caratterizzati da tassi di interesse contenuti. Sempre più aziende che in passato avrebbero scelto un mutuo fondiario o ipotecario oggi valutano il leasing come soluzione alternativa, combinando benefici fiscali e incentivi pubblici. Anche strumenti come la Zes Unica stanno contribuendo ad ampliare la platea delle imprese interessate. La flessibilità è certamente uno degli elementi distintivi. Il leasing permette di costruire operazioni su misura, modulando durata, anticipo e valore di riscatto in funzione delle esigenze dell’impresa.
Ci dà qualche numero sull’attività di Bcc Leasing?
Bcc Leasing gestisce oggi 18 mila beni strumentali, 4.300 immobili e 120 cantieri. Inoltre vantiamo circa 300 milioni di euro di leasing pubblico destinato alla realizzazione di piccole infrastrutture locali, dagli asili alle biblioteche, fino agli impianti sportivi. Sui cantieri diamo una grossa mano alle imprese, perché effettuiamo tutti i controlli afferenti sia alle normative ambientali che alla gestione del cantiere stesso. Abbiamo 300 milioni di leasing pubblico, il che significa operazioni di piccole infrastrutture locali, dall’asilo alla biblioteca, alla piscina, al campo sportivo. E recentemente abbiamo seguito un’importante operazione per l’importazione dalla Germania di una gru da circa 7 milioni di euro destinata a una marina turistica, accompagnando il cliente anche nella gestione degli aspetti più complessi dell’operazione.
Esiste anche un tema di riconoscimento del leasing dal punto di vista regolamentare?
Assolutamente sì. Il leasing presenta caratteristiche che meritano una valorizzazione maggiore anche sotto il profilo prudenziale. Poiché il bene rimane di proprietà della società di leasing, il valore della garanzia è particolarmente elevato. Se il quadro normativo consentisse procedure ancora più rapide di recupero del bene, questo fattore assumerebbe un peso ancora maggiore. Le analisi che abbiamo presentato come Assilea sia alla Banca d’Italia sia alla Bce dimostrano come il leasing registri tempi di recupero e livelli di recuperabilità dei crediti deteriorati migliori rispetto ad altre forme di finanziamento come il mutuo. Un diverso trattamento nell’assorbimento di capitale rappresenterebbe quindi un ulteriore elemento di sviluppo per il settore.
Guardando a Bcc Leasing, quali sono le prospettive di crescita?
Le prospettive sono positive. Essendo la banca specializzata del Gruppo Bcc Iccrea nel leasing, il nostro sviluppo si inserisce all’interno delle strategie complessive del Gruppo, che prevede un rafforzamento degli impieghi. L’obiettivo è consolidare una produzione annua intorno a 1,1-1,2 miliardi di euro e raggiungere entro il 2028 uno stock di portafoglio compreso tra 3,5 e 3,7 miliardi di euro, mantenendo al tempo stesso un livello di crediti deteriorati molto contenuto, con un’incidenza netta inferiore all’1% e un Roe nell’ordine del 7-8%. Siamo pronti anche ad accelerare ulteriormente qualora il Gruppo ci chiedesse di aumentare la nostra quota di mercato. Stiamo investendo sia nelle competenze sia negli strumenti tecnologici, introducendo anche applicazioni di intelligenza artificiale nei processi interni per incrementare la produttività senza appesantire la struttura dei costi.
Tra i segmenti sui quali puntate maggiormente c’è quello dei beni strumentali?
Proprio così. Negli ultimi anni abbiamo riequilibrato il portafoglio, riducendo il peso dell’immobiliare e rafforzando significativamente il comparto strumentale, che oggi rappresenta circa la metà del nostro business. In particolare deteniamo una quota di mercato molto significativa nei beni strumentali di valore compreso tra 500 mila euro e 2,5 milioni di euro, una fascia che ha beneficiato in modo particolare degli incentivi alla Transizione 5.0. È un segmento nel quale intendiamo continuare a crescere, valorizzando l’esperienza maturata e il lavoro svolto insieme alle banche del Gruppo.
Quanto pesa l’innovazione nel vostro piano di sviluppo?
È uno dei pilastri della nostra strategia. Da circa due anni il processo di onboarding è stato trasferito alle banche del Gruppo ed è completamente omnicanale. Il cliente può iniziare l’operazione in filiale e concluderla in digitale, oppure utilizzare direttamente tablet e firma elettronica. Questo rende il servizio più semplice e veloce sia per le banche sia per le imprese, riducendo sensibilmente i tempi di lavorazione. Va inoltre ricordato un aspetto importante: Bcc Leasing non è una semplice società di leasing, ma una banca a tutti gli effetti appartenente al Gruppo Bcc Iccrea. Questo comporta standard di vigilanza particolarmente rigorosi, essendo sottoposti direttamente ai controlli della Bce. È certamente un impegno significativo sul piano della compliance, ma rappresenta anche una garanzia ulteriore di solidità, trasparenza e affidabilità per i nostri clienti.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Riccardo Venturi
Source link




