Se volete misurarlo con la rullina sono tredici metri di lunghezza e tre di altezza. Se preferite misurarlo con il calendario vi basteranno poche pagine: quelle di otto mesi scarsi. È il tempo che è trascorso tra un’emergenza e la sua soluzione. Quello inaugurato oggi a Crocetta, frazione di Terracina, non è solo la nuova paratoia dello sbarramento sul fiume Sisto, in carpenteria metallica con trattamenti protettivi pensati per resistere anche agli ambienti marini, che sostituisce la struttura piegata dalla violenta piena del 23 dicembre scorso. È la fine della paura per i proprietari di duemila ettari di serre che stanno lì e che basano la loro sopravvivenza, la loro economia, il pane per le loro famiglie da quel pezzo di acciaio che c’è e si solleva o si abbassa nel momento giusto.
L’emergenza di dicembre
Scandisce le pagine degli otto mesi su quel calendario il presidente Lino Conti del Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest e da qualche settimana anche di Anbi Lazio (l’organizzazione che riunisce tutti i Consorzi di Bonifica). Lo fa prima che la barriera venga alzata in presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini, del sindaco di Terracina Francesco Giannetti ed i vertici tecnici del Consorzio.
Quel 23 dicembre, ha ricordato Conti, l’ondata di piena aveva piegato la paratoia superiore dello sbarramento, rendendola inutilizzabile e facendo scattare un’emergenza su tutta la provincia, con la Prefettura e i vigili urbani a monitorare costantemente il rischio legato all’innalzamento del livello del fiume. Perché era importante? Se si fosse alzato troppo avrebbe invaso i terreni circostanti mettendo in ginocchio duemila ettari di serre, decine di aziende agricole, tonnellate di produzioni d’eccellenza, i bilanci per centinaia di persone.
Il cantiere ad agosto
Da allora il Consorzio ha operato con soluzioni tampone per garantire comunque il funzionamento dell’impianto, mentre affidava a una ditta specializzata la realizzazione della nuova struttura e otteneva dalla Regione Lazio un finanziamento per lavori urgenti e indifferibili.
Non è un caso, ha spiegato Conti, che l’intervento sia stato calendarizzato proprio per la prima settimana di agosto: non a maggio o giugno, perché in piena stagione irrigua qualunque interruzione avrebbe danneggiato le colture. Ma nel momento in cui molte aziende della zona hanno già concluso l’irrigazione di mais e pomodoro da industria o hanno messo a dimora le colture in serra.
Un margine di manovra stretto, calcolato per ridurre al minimo il disagio agli agricoltori ma che non ammetteva ulteriori rinvii: con la vecchia paratoia fuori uso, un temporale o un’alluvione anche solo paragonabile a quella di dicembre avrebbe potuto mettere sott’acqua i territori di Terracina e Sabaudia.
Il primo tassello di un cantiere più ampio
L’intervento di oggi, ha sottolineato il presidente Lino Conti, riguarda un’area strategica per l’agricoltura del territorio: la Centrale Sisto serve infatti circa duemila ettari, quasi interamente coperti da serre.
La sostituzione della paratoia è solo il primo di tre interventi programmati. Tra il 2026 e il 2027 il Consorzio realizzerà, con risorse proprie, l‘ammodernamento della struttura di pompaggio, ormai datata sia sul fronte elettrico sia su quello idraulico. A settembre 2026, invece, saranno aggiudicati i lavori per la sostituzione di alcuni tratti di condotta nel comparto Nespola, attraverso la tecnica del relining: l’inserimento di una nuova condotta all’interno di quella esistente, una soluzione che consente di velocizzare i lavori riducendo al minimo i disagi per le aziende agricole del comparto.
Nel suo intervento, il presidente Conti ha voluto inquadrare l’episodio in una cornice più ampia, quella del cambiamento climatico che definisce ormai «strutturale»: un clima che alterna alluvioni e siccità senza più le mezze stagioni di un tempo. E che impone ai consorzi di bonifica di restare costantemente efficienti. Da qui la rivendicazione di un ruolo che va oltre la manutenzione ordinaria: «I consorzi di bonifica oggi devono essere considerati come vere e proprie infrastrutture», ha detto Conti, capaci di garantire sicurezza idraulica, opportunità per le imprese e la disponibilità di una risorsa, l’acqua, che resta l’elemento fondamentale per fare agricoltura.
Conti ha ringraziato la Regione Lazio per l’incremento delle risorse destinate ai consorzi attraverso le opere di preminente interesse regionale, passate da 10 a 18 milioni di euro tra il 2024 e il 2026, auspicando che lo stesso livello di finanziamento venga confermato anche per il biennio 2027-2028.
Righini: investimenti record e risultati
Per l’assessore all’Agricoltura ed al Bilancio Giancarlo Righini l’inaugurazione della paratoia è stato finalmente anche il momento del raccolto e non più soltanto della semina. Ha chiesto al direttore generale di Anbi Lazio Andrea Renna l’andamento della campagna irrigua: l’irrigazione del mais è finita e per le produzioni di pomodoro è finita la fase di picco, l’acqua da ora in poi servirà sempre meno. E non ci sono state grandi criticità. Segno che gli investimenti in prevenzione e manutenzione stanno iniziando a dare i risultati.
Non a caso Giancarlo Righini nel suo intervento ha collegato la tenuta del comparto agricolo laziale durante l’estate torrida appena trascorsa proprio agli investimenti sui consorzi di bonifica realizzati dalla giunta Rocca negli ultimi tre anni e mezzo. Righini ha rivendicato inoltre l’ordinanza regionale che sospende l’attività lavorativa nei campi durante le ore più calde, definendola «all’avanguardia» ed ha ricordato che le risorse trasferite ai consorzi sono più che raddoppiate, dai 52,98 milioni di partenza, chiedendo in cambio serietà e corretto utilizzo dei fondi, provenienti in ultima analisi dalle tasche dei contribuenti laziali.
Il monito ai criticoni
L’assessore ha poi dedicato un passaggio a difesa esplicita dell’operato tecnico dei consorzi, respingendo con una battuta le critiche circolate sui social a proposito dei tempi dell’intervento. Ai leoni da tastiera ha mandato a dire «Un tempo in Italia tutti erano in grado di fare il Presidente del Consiglio e l’allenatore della Nazionale. Ora che da un po’ non ci qualifichiamo più ai Mondiali di calcio ci sono meno allenatori. Ma al tempo stesso vedo che sono aumentati quelli competenti in Consorzi di Bonifica, che parlano a sproposito non avendo la minima competenza tecnica sulla materia».
Righini ha invitato a rispettare le valutazioni di chi lavora «con competenza e serietà» su decisioni tecniche complesse. Ed ha dato atto del lavoro del team del Direttore Generale Andrea Renna e di tutta la squadra di Anbi Lazio. Ha ricordato la sfida raccolta un anno fa anche a Latina e che oggi dimostra la competenza di Anbi per realizzare progetti.
Due dossier in corso
Righini ha infine annunciato due ulteriori dossier in corso: una convenzione con il Ministero delle Infrastrutture per interventi nella tenuta del Presidente della Repubblica a Castelporziano insieme al Consorzio di Bonifica del Litorale Nord guidato dal presidente Niccolò sacchetti e dal direttore Andrea Renna. E la risoluzione di un problema sull’acquedotto gestito dal Consorzio dell’Etruria Meridionale e della Sabina guidato dal presidente Gianluca Pezzotti con il direttore Vincenzo Gregori, infrastruttura che rifornisce anche territori delle regioni limitrofe.
E la preoccupazione del presidente Anbi Lazio Lino Conti per i fondi con cui assicurare la manutenzione di fossi e canali? L’assessore rassicura che la Giunta Rocca anche nel prossimo triennio garantirà la disponibilità per i Consorzi di Bonifica.
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