La nitidezza dei contorni è quasi didascalica. Da una parte c’è l’aula di Palazzo Munari, dove il Consiglio comunale di Frosinone consumava per l’ennesima volta il rito sterile di uno scrutinio senza maggioranza, incapace di darsi un presidente. Dall’altra un grande pratone alla periferia della città, dove alcune centinaia di persone si sono ritrovate per la festa provinciale della Lega, tra famiglie, ragazzi, anziani e dirigenti di Partito arrivati da tutta la provincia e dalla Regione.
Non è un caso che il deputato Nicola Ottaviani, ideatore e voce politica della serata, abbia scelto proprio quel contrasto come chiave di lettura dell’intera giornata: mentre a Palazzo si discuteva di chi dovesse occupare una poltrona, in periferia si parlava delle cose che davvero riguardano la vita delle persone.
Il pratone contro il Palazzo
È il passaggio più politico della serata. Ottaviani lo enuncia quasi con orgoglio: mettere in scena un evento popolare di quella dimensione proprio nelle ore in cui l’assise cittadina si incartava su una questione di rappresentanza istituzionale è, nelle sue parole, la dimostrazione plastica di due modi opposti di intendere la politica. Da un lato chi riduce tutto a un “gioco a scacchi“, a un “risiko” per una poltrona in più; dall’altro chi sceglie di stare in mezzo alla gente, in un prato dove si canta e si discute di cose concrete.
Un concetto ripreso e rilanciato anche dal sindaco Riccardo Mastrangeli al suo arrivo alla festa, appena archiviato il Consiglio comunale a due velocità. Su un binario sono transitate come il Freccia Rossa le pratiche per amministrare la città e creare nuove opere; sull’altro ha arrancato la discussione tra i Partiti per scegliere chi doveva arbitrare quel dibattito, cioè il presidente d’Aula.
Un doppio binario che ha trovato terreno comune tra i due big locali del Carroccio, l’ex sindaco e il suo successore a Palazzo Munari.
Il canone leghista
Il resto dell’intervento di Ottaviani si muove sul terreno classico della comunicazione leghista, applicato però esplicitamente al territorio. La sicurezza, spiega, non è più soltanto quella “urbana” delle grandi città, ma riguarda ormai anche le periferie extraurbane: non a caso l’evento si è svolto in un’area periferica di Frosinone.
Da qui il collegamento con la cronaca internazionale e in particolare con le tensioni sui flussi migratori verso la Spagna, liquidate come frutto di scelte considerate avventate dal governo di Pedro Sanchez. Nicola Ottaviani è da tempo il volto democristiano della Lega, andreottiano ma pur sempre democristiano: solo lui può permettersi nella Lega di rivendicare la linea dell’immigrazione regolare, “necessaria — sostiene Ottaviani — perché le imprese del territorio non trovano manodopera sufficiente sul mercato interno”. Cita “i dati dei flussi degli ultimi quattro anni, tra 180 e 200mila regolarizzazioni”, indicando l’Italia come “primo Paese europeo per percentuale di regolarizzazione”.
Per rendere il concetto, ricorre a un’immagine che ha ripreso nelle ore successive al pratone di Frosinone anche in una intervista televisiva su SkyTg24. Spiega che “l’integrazione è come un vaccino, capace di rafforzare l’organismo se somministrato nella dose giusta, di produrre invece effetti negativi se iniettato in un corpo non pronto a sostenerlo”. Un’immagine destinata inevitabilmente a far discutere, che Ottaviani fa comunque rientrare, richiamando gli interventi del presidente Sergio Mattarella e di papa Leone XIV, nella cornice di un approccio non d’emergenza, fondato sull’integrazione attraverso il lavoro e gli enti locali.
Nazionale e territoriale
A Frosinone il dibattito è nazionale e territoriale. Ottaviani indossa i panni del mattatore in attesa che il suo successore a Palazzo Munari finisca di governare l’orda impazzita che discute su chi debba fare il presidente, mentre lui si assicura l’approvazione delle delibere sui conti e la creazione delle nuove aree dove i cittadini di Frosinone potranno parcheggiare in sicurezza la macchina per spostarsi in centro a bordo del nuovo bus BRT.
Ci pensa l’ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio Mario Abbruzzese ad infiammare la piazza. Cita l’ondata di immigrazione esplosa in direzione della Spagna confidando su una sentenza della magistratura, accusa la sinistra italiana ed europea di voler lasciare il mondo nel caos, dice si all’esperienza già avviata a Frosinone anni fa con il progetto delle cinquecento telecamere cittadine, difendendo il ricorso a strumenti di riconoscimento facciale e biometrico come garanzia per i cittadini onesti, non come minaccia alla privacy.
Il primo dei non eletti a Bruxelles nell’Italia centrale (gli hanno messo davanti Roberto Vannacci) sostiene la tesi del centrodestra unito: a Frosinone città, nel palazzo della Provincia ed in Regione Lazio. Invita i sindaci presenti (non tantissimi) a stare vicini all’assessore regionale al Bilancio Giancarlo Righini di Fratelli d’Italia (invitato e presente all’incontro) “che tanto ha fatto per i Comuni del territorio”. Se Abbruzzese non fosse il Coordinatore Organizzativo della Lega nel Lazio verrebbe da sospettare che il suo fosse un endorsment.
Il nodo Ciacciarelli-Abbruzzese
Con ogni probabilità, la sua lode a Righini è un modo per ribadire la sua freddezza nei confronti dell’assessore espresso in Regione dalla Lega, Pasquale Ciacciarelli. L’ex presidente d’Aula della Pisana è stato il talent scout che ha scoperto l’attuale assessore della Lega nella giunta di Francesco Rocca. In questo periodo hanno visioni ed orizzonti non proprio in sintonia. (Leggi qui: «La Lega in Ciociaria non è spaccata. E Mastrangeli sta facendo grandi opere»).
A raffreddare il clima è intervenuto anche Ottaviani, spiegando che la forza sta tutta nell’unità di quel Gruppo che stava insieme dai tempi di Forza Italia. Chiede a tutti di abbandonare un approccio ancora troppo “personalistico“, quasi “medievale“, diffuso nel Sud della provincia. A tutti ricorda la lezione di Silvio Berlusconi sulla necessità della sintesi e della generosità politica come collante di coalizione.
Non sembra preoccuparsi del clima l’assessore Pasquale Ciacciarelli. Sul prato di Frosinone riconosce una folta schiera di suoi sostenitori cassinati (e di Abbruzzese). Governa lui il dibattito politico con i politici regionali e lo porta su tanti temi che toccano da vicino il territorio provinciale. Perché “le idee non vanno in vacanza”, ma “continuano ad alimentare la linea politica di un gruppo che ha fatto dell’ascolto e delle idee il proprio punto di forza”.
Mastrangeli e la mobilità sostenibile
A distanza di poco arriva anche il sindaco Riccardo Mastrangeli. Ed il tema della festa leghista torna come premessa per un aggiornamento più amministrativo. Il primo cittadino conferma la lettura del passaggio di Ottaviani sul contrasto tra le beghe di Palazzo e la sostanza della politica reale. E coglie l’occasione per tornare su un dossier a lui caro, quello della mobilità sostenibile.
Il Consiglio Comunale appena terminato è stato un caos per la nomina del nuovo Presidente d’Aula? Per Riccardo Mastrangeli la cosa più importante non è questa: è invece l’approvazione della delibera sui due nuovi parcheggi pertinenziali, uno a nord e uno a sud della città, pensati per rafforzare la logica del “lascia l’auto, sali sul mezzo pubblico”. Una variante urbanistica che Mastrangeli definisce fondamentale, sia per non perdere i finanziamenti già stanziati, sia per completare progressivamente il mosaico della mobilità urbana cittadina.
Un tassello apparentemente tecnico, che però il sindaco lega volentieri allo stesso filo conduttore della serata: mentre in Consiglio si litiga sulle poltrone, in giunta — è il messaggio — si continua comunque a decidere.
Per il resto c’è l’insegnamento di Cassino: quando il sindaco Enzo Salera decise di pedonalizzare il centralissimo Corso della Repubblica i commercianti ne volevano le dimissioni: oggi il valore dei loro affari e dei loro immobili si è moltiplicato. Mastrangeli è certo che anche a Frosinone sarà lo stesso.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse. Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link Roberto Lante
Source link


