Nasce con l’ambizione di diventare uno dei protagonisti del mercato immobiliare italiano ed europeo e mette subito sul tavolo numeri di peso. Add Capital, la piattaforma fondata da Mario Abbadessa, ha raccolto 2,3 miliardi di euro di capitale discrezionale da destinare agli investimenti nei prossimi mesi e si prepara a svolgere un ruolo centrale nella componente privata del Piano Casa promosso dal Governo. Il potenziale complessivo degli investimenti, considerando anche la leva finanziaria, arriva a circa 5 miliardi di euro. A ricostruire la strategia è Il Sole-24 Ore.
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L’obiettivo della società è concentrarsi innanzitutto nelle aree dove la pressione abitativa è diventata più intensa. Napoli e Roma rappresentano le prime destinazioni degli investimenti, seguite da Milano e da altri grandi centri urbani italiani, con un’attenzione crescente anche ai principali distretti industriali del Paese.
La piattaforma, della quale Francesco Dini è stato nominato presidente, ha già presentato domanda per partecipare al Piano Casa da 100 mila abitazioni previsto nell’arco di dieci anni. Il progetto governativo si basa su tre pilastri: la riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica affidata al commissario Felice Squitieri, il Fondo Housing gestito da Invimit e la componente privata, nella quale Add Capital punta a ritagliarsi un ruolo di primo piano.
La compagine societaria riunisce alcuni tra i principali investitori istituzionali internazionali e italiani. Mubadala detiene una quota di circa il 15%, mentre il management controlla il 6%. Tra i sottoscrittori figurano inoltre Cassa Depositi e Prestiti, che ha investito 465 milioni di euro, Kuwait Investment Authority, family office, Poste Vita, casse previdenziali come Previndai e, secondo indiscrezioni riportate dal quotidiano economico, anche l’Istituto per il Credito Sportivo.
La società intende operare come principal investor, investendo direttamente insieme ai propri sottoscrittori e integrando all’interno della piattaforma tutte le competenze necessarie per selezionare, sviluppare e gestire gli investimenti. La strategia operativa si sviluppa attraverso due distinti fondi. Il primo, denominato Add Italy Living, sarà interamente dedicato al mercato italiano e investirà 1,1 miliardi di euro nella realizzazione di abitazioni destinate principalmente a studenti e lavoratori. Il fondo contribuirà alla costruzione di 10 mila nuovi alloggi nell’arco di tre anni attraverso un modello di investimento a impatto sociale, aderendo alla componente privata del Piano Casa.
Accanto a questo nascerà Add Value Fund, un veicolo paneuropeo di private equity focalizzato sul comparto residenziale destinato al libero mercato. In questo caso gli investimenti riguarderanno immobili da vendere o mettere a reddito attraverso la locazione, con rendimenti attesi compresi tra il 12% e il 15%.
Alla base della strategia vi è una convinzione precisa: aumentare l’offerta di abitazioni rappresenta il modo più efficace per contenere la crescita dei prezzi che negli ultimi anni ha interessato il mercato residenziale. Per questo motivo gli investimenti interesseranno tutte le principali declinazioni del living, dagli studentati alle abitazioni accessibili, passando per hotel e strutture ricettive a prezzi contenuti.
L’ambizione della piattaforma non si limita però al mercato nazionale. L’obiettivo dichiarato è esportare all’estero un modello industriale italiano, coinvolgendo nei progetti europei architetti, progettisti, imprese di costruzione e aziende dell’arredamento già partner delle iniziative sviluppate da Add Capital.
Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda il target individuato dal Piano Casa. Le nuove abitazioni saranno destinate a quella fascia di lavoratori con redditi stabili che oggi fatica ad accedere al mercato degli affitti nelle grandi città: insegnanti, infermieri, giovani medici, appartenenti alle forze dell’ordine e altri professionisti indispensabili per il funzionamento dei servizi urbani. Gli immobili saranno proposti con canoni calmierati inferiori del 33% rispetto ai prezzi di mercato, secondo quanto previsto dal Piano.
Per gli operatori immobiliari il nuovo quadro normativo rappresenta inoltre un’opportunità grazie all’introduzione di maggiori volumetrie edificabili e soprattutto di procedure autorizzative con tempi più certi, elemento considerato decisivo per accelerare gli investimenti.
Napoli è destinata a diventare uno dei principali laboratori della nuova strategia. Secondo le indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore, Add Capital starebbe già valutando operazioni nell’area orientale della città, oltre che a Fuorigrotta, nelle vicinanze dell’Università Federico II, e nell’area di Coroglio. La crescita del turismo e il crescente interesse internazionale, alimentato anche dall’assegnazione dell’America’s Cup prevista il prossimo anno, stanno infatti aumentando la pressione sul mercato immobiliare cittadino, con effetti sui prezzi di vendita e sui canoni di locazione.
Anche Roma rappresenta una destinazione prioritaria. Gli investimenti guarderanno soprattutto alle zone di Ostiense, Pietralata e Magliana, privilegiando interventi di rigenerazione urbana rispetto allo sviluppo del segmento di lusso. Il focus sarà rivolto a studentati, abitazioni accessibili, ostelli, budget hotel e residenze dedicate alla fascia media del mercato. Milano resta comunque tra le città strategiche del piano di sviluppo. La piattaforma guarda anche oltre le grandi aree metropolitane. Tra gli obiettivi figurano infatti importanti distretti industriali come Maranello, Modena, Sassuolo, Treviso, Brescia e Bergamo, territori dove la crescita delle imprese rende sempre più difficile reperire abitazioni a costi sostenibili per lavoratori e personale dei servizi.
Gli interventi varieranno in funzione delle caratteristiche dei territori. Nei distretti produttivi saranno privilegiati i nuovi sviluppi edilizi, mentre nelle città l’attenzione sarà rivolta soprattutto alla riconversione di immobili sottoutilizzati, come uffici e alberghi non più competitivi. Nei grandi complessi residenziali Add Capital prevede inoltre un equilibrio tra vendita e locazione, nella convinzione che la presenza di residenti proprietari contribuisca a rendere i quartieri più stabili e sostenibili nel lungo periodo.
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Cristina Giua
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