Può capitare che le dinamiche della viabilità generino dubbi fra gli automobilisti, soprattutto quando ci si trova a circolare lontano dai percorsi convenzionali. Ad esempio, è possibile ricevere una multa in una strada privata? Molto dipende dall’uso effettivo del tragitto. In linea generale, se la strada è stata concepita a uso esclusivo dei proprietari, e pertanto è delimitata da sbarre o cancelli, non è possibile comminare sanzioni. Tuttavia, se si tratta di una strada privata aperta al pubblico, come nel caso di un vialetto o di un parcheggio di un supermercato, le norme del Codice della Strada sono pienamente valevoli.
Quando una strada è privata
Innanzitutto, è necessario comprendere quando una strada possa essere considerata privata. Di norma, rientrano in questa categoria tratti viari, aree di manovra, vialetti e parcheggi la cui proprietà non è del demanio comunale o statale, bensì di soggetti privati: singoli cittadini, condomini o imprese.
Tuttavia, è bene distinguere fra due tipologie diverse di strada privata, in base alle modalità di effettivo utilizzo:
- le strade esclusivamente private, pensate al solo scopo di servire i proprietari, solitamente delimitate da sbarre, cancelli o altre forme di accesso vincolato;
- le strade private ma aperte al pubblico, come vialetti e rampe di esercizi commerciali, parcheggi dei supermercati, piazzali di sosta aziendali e via dicendo.
Le modalità d’accesso e di utilizzo determinano profonde differenze, anche e soprattutto dal punto di vista sanzionatorio. Il Codice della Strada opera infatti solo sulle strade pubbliche o, ancora, su quelle private ma pubblicamente accessibili.
Come funzionano le strade private
È inoltre interessante indagare come funzionino le strade private, anche dal punto di vista normativo. Questi percorsi operano infatti secondo un regime misto, che combina sia i diritti di proprietà dei singoli che gli interessi collettivi legati alla mobilità.
Riprendendo le tipologie precedentemente elencate, quando una strada si caratterizza per un uso esclusivamente privato – ad esempio, perché prevede barriere fisiche che impediscono l’accesso ai soggetti non autorizzati – non si applicano le consuete norme della viabilità. Per il Codice della Strada, l’area privata in questione non può infatti rientrare nella definizione prevista dall’articolo 2, che appunto identifica come strade soltanto i percorsi a uso pubblico.
Per contro, se la strada privata è accessibile a chiunque, le disposizioni del Codice della Strada rimangono pienamente valide. Di conseguenza:
- sarà necessaria una segnaletica conforme al Codice della Strada;
- si applicano i limiti di velocità e le regole di precedenza e circolazione vigenti;
- le responsabilità per incidenti seguono i consueti obblighi di legge, a partire dalla necessaria copertura assicurativa.
È però necessario sottolineare che, anche quando completamente esclusive, le vie d’accesso devono consentire il passaggio dei mezzi d’emergenza, come ambulanze e vigili del fuoco.
I vigili urbani possono intervenire in una strada privata?
Un interrogativo comune riguarda i reali confini d’azione delle Forze dell’Ordine a seconda della natura dell’area. Ad esempio, i vigili possono fare multe nelle proprietà private? In linea generale, vale sempre la distinzione pubblica prevista dall’articolo 2 del Codice della Strada:
- su strade private esclusive, completamente chiuse al pubblico, vigili e agenti di polizia non possono elevare sanzioni amministrative per infrazioni al Codice. L’accesso limitato da cancelli, sbarre o divieti espliciti ne esclude infatti la destinazione pubblica, limitando l’intervento delle autorità a situazioni d’urgenza o di reato;
- su strade private aperte al pubblico, le autorità possono intervenire per contestare violazioni e comminare multe. L’accesso libero rende infatti applicabili tutte le disposizioni del Codice, rendendo legittime le relative sanzioni amministrative.
Quando la multa in una strada privata non è valida
Entrando maggiormente nel dettaglio, affinché una sanzione pecuniaria non possa essere comminata, è necessario che l’area privata sia palesemente preclusa alla circolazione.
Con il parere 2507/2016, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti chiarito che il requisito decisivo è l’apertura al pubblico transito: in assenza di un uso pubblico effettivo, l’accertamento da parte delle autorità non è valido. In altre parole, se un complesso residenziale presenta un viale sbarrato a uso esclusivo dei residenti, le Forze dell’Ordine non hanno facoltà di multare i veicoli che si trovano al suo interno.
A essere determinante non è quindi la proprietà effettiva, bensì l’uso pubblico o privato: in questo caso, eventuali sanzioni comminate potranno essere annullate con un ricorso formale al Giudice di Pace o alla Prefettura.
Cosa succede se parcheggio in una strada privata
In virtù delle precedenti considerazioni, è più che naturale sorgano dubbi negli automobilisti, soprattutto sulle modalità di sosta. In particolare, si può parcheggiare sulla strada privata di un condominio?
Anche in questo caso, vale sempre la distinzione sulla natura pubblicamente accessibile dell’area:
- nelle strade e nei parcheggi esclusivamente privati, ad esempio perché recintati, la sosta non potrà essere sanzionata dalle autorità, tuttavia rimangono pienamente valide le principali disposizioni civili e i regolamenti interni. Ad esempio, se il mezzo ostacola un passo carrabile munito di formale concessione, i titolari possono richiedere l’intervento delle autorità per la sua rimozione forzata. Ancora, l’occupazione indebita di spazi altrui, soprattutto se prolungata, può sfociare in azioni civili per il risarcimento del danno.
- nell’area privata a uso pubblico, diritti e doveri rimangono uniformi a quelli previsti dal Codice della Strada. Di conseguenza, oltre al rischio di rimozione forzata o di cause civili, le Forze dell’Ordine possono intervenire per comminare sanzioni.
Quali sono le regole per le multe in parcheggi privati
Allo stesso modo, è utile conoscere quali siano le regole da rispettare per la sosta in aree private, ma pubblicamente accessibili. In altre parole, come funziona la multa nel parcheggio privato di un supermercato?
In questa situazione, è necessario distinguere fra due diverse tipologie di sanzioni:
- quelle amministrative, comminate dalle autorità per la violazione di disposizioni del Codice della Strada, come la sosta indebita nel parcheggio per disabili o fuori dalle apposite linee di demarcazione. Proprio perché si tratta di una zona pienamente accessibile, le multe sono pienamente valide;
- quelle comminate direttamente dal gestore del parcheggio, che non possono essere considerate sanzioni bensì clausole contrattuali basate sulle condizioni di utilizzo dell’area, ai sensi degli articoli 1382 e seguenti del Codice Civile. In questo caso, è possibile procedere a contestazione in sede civile.
È inoltre utile ricordare quali siano le infrazioni principali che possono dar luogo a multe in un parcheggio privato a uso pubblico:
- la sosta negli stalli riservati, come quelli per le persone con disabilità, per le donne incinte o altre categorie di cittadini, quando espressamente regolamentati;
- la sosta negli stalli dedicati al carico e scarico merci, durante gli orari di operatività dei fornitore;
- l’uso di parcheggi riservati ai veicoli elettrici, senza effettivamente effettuare la ricarica o con vetture termiche;
- l’intralcio alla circolazione interna, ostacolando le corsie di scorrimento o le rampe d’accesso;
- la sosta su marciapiedi, passaggi pedonali protetti o a ridosso delle uscite di sicurezza;
- il parcheggio di veicoli privi di copertura assicurativa o con revisione periodica scaduta;
- il mancato rispetto del senso di marcia stabilito dalla segnaletica orizzontale all’interno delle corsie di parcheggio.
Il condominio può comminare sanzioni su strade private?
Infine, è utile sapere che multe specifiche possono essere elevate anche nei contesti condominiali, seppur con alcuni limiti. L’articolo 70 delle Disposizioni di Attuazione del Codice Civile prevede infatti che, in presenza di norme esplicite nel regolamento approvato dall’assemblea, è possibile comminare sanzioni:
- fino a 200 euro per la singola infrazione;
- fino a 800 euro in caso di recidiva.
Di conseguenza, se il regolamento condominiale riporta esplicitamente la possibilità di multe per l’uso improprio dei parcheggi condominiali, l’amministratore può rivalersi su chi trasgredisce le regole di convivenza civile. Tuttavia, queste sanzioni sono valide unicamente per i condomini, non per i soggetti esterni allo stabile.
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Marco Grigis
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