Meno di 4 milioni di persone generano il 60% della spesa globale in beni di lusso — idealista/news


Il mercato globale del lusso sta attraversando una fase di graduale normalizzazione dopo gli anni di forte espansione post-pandemia. La crescita c’è ancora, ma è diventata più selettiva, più concentrata e strutturalmente diversa rispetto al ciclo precedente. È la lettura di GAM Investments, affidata all’analisi di Flavio Cereda, Investment Director Luxury Brands della società, che delinea un settore in cui i fondamentali di lungo periodo rimangono solidi ma in cui la capacità di creare valore dipenderà sempre più dalla qualità del posizionamento dei singoli brand e dalla loro abilità nell’intercettare i consumatori giusti.

Meno di 4 milioni di persone muovono il 60% della spesa

Il cambiamento strutturale più rilevante che GAM identifica nell’evoluzione del settore riguarda la progressiva concentrazione della spesa tra i consumatori ultra-wealthy e wealthy. 

Una quota significativa del mercato del lusso personale è generata oggi da un numero ristretto di individui con patrimoni elevati: meno di quattro milioni di persone contribuiscono a circa il 60% della spesa complessiva nel segmento del lusso personale. Un dato che, da solo, ridisegna le priorità strategiche dei brand.

Questa dinamica non è un fenomeno congiunturale legato alla normalizzazione post-pandemica, ma una tendenza strutturale destinata a influenzare il settore nel medio-lungo periodo. La maggiore concentrazione della ricchezza a livello globale si traduce direttamente in una maggiore concentrazione della spesa di lusso nella fascia più alta della piramide dei consumatori. La spesa media di un individuo ultra-high-net-worth (UHNWI) può essere centinaia di volte superiore rispetto a quella di un consumatore medio — il che rende la capacità di costruire relazioni durature con questa clientela un vantaggio competitivo di primaria importanza per i marchi che vogliono crescere in modo sostenibile.

USA al top, Cina in recupero graduale, Asia e Medio Oriente in crescita

Dal punto di vista geografico, gli Stati Uniti continuano a rappresentare uno dei principali motori della domanda globale di lusso. Il consumatore americano nelle fasce di reddito più elevate ha beneficiato di una maggiore disponibilità finanziaria rispetto al periodo pre-pandemia e mantiene una buona capacità di spesa, sostenuta dalla solidità dei mercati finanziari e dalla crescita della ricchezza netta delle famiglie più abbienti.

Sul fronte asiatico, i flussi provenienti dalla Cina stanno recuperando, ma in modo più graduale rispetto alle aspettative di qualche anno fa. Rimangono invece particolarmente vivaci i contributi di altre aree asiatiche, come la Corea del Sud, e del Medio Oriente — mercati che stanno acquisendo un peso crescente nelle strategie di espansione dei principali gruppi del lusso.

Il ruolo del turismo nello shopping di lusso

Un ruolo sempre più centrale è svolto anche dal turismo internazionale, soprattutto per i marchi europei con una forte presenza fisica nelle principali città dello shopping mondiale. 

I flussi turistici rappresentano una componente essenziale dei ricavi delle boutique nelle destinazioni più importanti, e i dati più recenti relativi al duty free in mercati come Italia e Spagna mostrano segnali incoraggianti. 

La presenza dei consumatori americani in Europa appare in particolare molto dinamica, e l’andamento dei consumi estivi sarà un indicatore importante per valutare la forza complessiva della ripresa del settore.

Polarizzazione tra i brand: vince chi ha esclusività

In un contesto di crescita più moderata, la polarizzazione all’interno del settore si sta accentuando. Saranno favoriti i marchi con maggiore esclusività, forte riconoscibilità globale e capacità di mantenere elevato il desiderio del consumatore nel tempo. Chi invece deve affrontare la normalizzazione della domanda dopo anni di crescita eccezionale, e si trova a dover rilanciare il proprio appeal presso i consumatori, è in una posizione più difficile.

I grandi marchi della pelletteria e della moda stanno mostrando segnali di stabilizzazione, con alcune maison che hanno già iniziato a recuperare dinamiche più favorevoli in mercati chiave come la Cina. La gioielleria si distingue per la sua resilienza, sostenuta dalla percezione dei gioielli come beni durevoli e dal posizionamento particolarmente forte presso la clientela più abbiente — una caratteristica che la rende strutturalmente difensiva in fasi di rallentamento dei consumi discrezionali.

Ferrari: il modello del lusso perfetto, tra liste d’attesa e pricing power

All’interno dell’ecosistema del lusso, GAM individua in Ferrari un caso emblematico della forza del lusso italiano e, più in generale, del modello di business più solido per affrontare la fase attuale. Il marchio di Maranello opera su tre leve che rappresentano l’ideale per qualsiasi brand di lusso: esclusività, scarsità dell’offerta e forte potere di pricing. Le liste d’attesa mantengono alta la domanda percepita, il brand value è tra i più elevati al mondo e i margini si confermano su livelli di eccellenza. Le prospettive rimangono legate alla capacità del gruppo di preservare questi margini e valorizzare il proprio portafoglio prodotti nel tempo, ma il modello di riferimento è solido.

Più in generale, il comparto delle automobili di lusso beneficia di dinamiche strutturali favorevoli: la domanda resta sostenuta proprio grazie alla combinazione di liste d’attesa e forte identità di marca, che isolano i prodotti premium dalla volatilità che colpisce i segmenti di fascia media.

Esperienze premium: crociere di lusso già sold out fino al 2027

Il trend più rilevante identificato da GAM per i prossimi anni riguarda la crescente importanza delle esperienze premium rispetto ai beni di lusso tradizionali. Viaggi di lusso, ospitalità di fascia alta, crociere esclusive e servizi dedicati al benessere stanno registrando una domanda in forte espansione, sostenuta dalla volontà dei consumatori più facoltosi di destinare una quota crescente della propria spesa a esperienze memorabili piuttosto che a oggetti fisici.

Il segmento delle crociere di fascia alta è particolarmente significativo in questo senso: mostra una crescita superiore rispetto al lusso tradizionale, grazie a una combinazione di domanda resiliente, capacità di attrarre nuovi consumatori e un rapporto qualità-prezzo percepito come favorevole rispetto ad altre forme di viaggio premium. Dopo un brevissimo periodo di incertezza legato alle tensioni geopolitiche internazionali, il settore è ripartito con grande forza: alcuni operatori registrano il tutto esaurito da tempo e parlano già di prenotazioni per il 2027 ben sopra la media storica — un dato che suggerisce come la domanda di esperienze di lusso ad alto contenuto esperienziale sia strutturalmente robusta e poco influenzata dalle turbolenze di breve periodo.

Le prospettive: crescita c’è, ma richiede selezione

Il mercato del lusso si trova davanti a una nuova fase in cui crescita e creazione di valore saranno sempre più selettive. Dal punto di vista di chi investe nel settore, non basterà più essere esposti al settore per beneficiare della sua crescita strutturale: sarà necessario identificare i brand e i segmenti meglio posizionati per intercettare le nuove dinamiche della domanda. La capacità dei marchi di attrarre i consumatori più abbienti, combinare prodotti esclusivi con esperienze memorabili e adattarsi ai cambiamenti generazionali rappresenterà il principale elemento distintivo nei prossimi anni. La domanda resta sostenuta dagli Stati Uniti, dalla progressiva evoluzione dei mercati asiatici e dalla crescente rilevanza delle esperienze premium — ma il lusso, come non mai, premia chi sa scegliere.


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 Floriana Liuni

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