Urbanistica, scontro in Aula sul Piano. Rottamazione, 50 milioni da incassare

È una cifra a raccontare il Consiglio comunale riunito nelle ore scorse a Gaeta. Lo fa meglio di qualsiasi atto amministrativo. Il Piano Regolatore che disciplina l’edilizia in città fu concepito per una popolazione di 50mila abitanti. Gaeta oggi ne conta meno di 19mila, sono in ulteriore calo. Eppure venerdì mattina il Consiglio ha discusso, tra le polemiche più accese della stagione, di nuovi insediamenti urbanistici a Calegna e in località Vindicio«Il fabbisogno abitativo non esiste e non si può pianificare solo perché c’è una domanda di case, senza residenti», ha detto il consigliere dem Franco De Angelis. Una frase che vale più di mille emendamenti.

Il piano depositato prima dell’incarico

Franco De Angelis

La notizia politicamente più esplosiva della serata riguarda la delibera di Giunta n. 155 del 25 giugno, che ha approvato il Piano Quadro di coordinamento urbanistico per i comprensori C2 e C3 a Calegna. È il preludio, ha sottolineato De Angelis, di interventi analoghi anche in località Vindicio. Il Consigliere ha segnalato innanzitutto che diversi componenti della Giunta non avevano partecipato a quella seduta per incompatibilità: alcuni terreni delle aree interessate appartengono a esponenti politici in carica e le previsioni urbanistiche rientrano in un Piano Regolatore che prevedeva una città di 50mila abitanti, non quella da 19mila che esiste oggi.

Il sindaco Cristian Leccese ha provato a spegnere la polemica spiegando la natura tecnica del Piano Quadro: uno strumento di verifica della coerenza urbanistica, non un atto di pianificazione generale. Il gelo è sceso quando De Angelis ha chiesto l’intervento del dirigente del settore Urbanistica Pasquale Serao. Il 5 giugno scorso Serao aveva firmato una determina di incarico a un’architetta di Formia per la redazione del Piano QuadroNello stesso giorno — il consigliere non esclude prima ancora della determina di affidamento — la professionista aveva già depositato al protocollo del Comune il Piano completo con tutti gli elaborati tecnici, cartografici e normativi. Il documento era pronto prima dell’incarico ufficiale. 

«Davanti a questa magia — ha commentato De Angelis — ogni commento potrebbe risultare superfluo». In realtà, nessuna magia: ormai è prassi che i tecnici lavorino risalendo la corrente della burocrazia, si portano avanti con il lavoro e quando l’iter per assegnare l’incarico giunge a conclusione hanno già sviluppato buona parte della missione.

La Rottamazione Quinquies

L’assessore Luca Gallinaro

L’altra grande battaglia della seduta ha avuto come protagonista l’adesione dell’ultimo minuto del Comune di Gaeta alla Rottamazione Quinquies, prevista dal decreto legislativo 38/2026, convertito con legge n. 88/2026. Il Partito Democratico aveva provato già giovedì sera a rinviarne l’approvazione con una PEC ai vertici dell’Amministrazione: «Non ci sono ancora le carte e non sappiamo l’entità delle cartelle rottamabili». La PEC non ha avuto alcun accoglimento: la proroga governativa per i Comuni scade perentoriamente il 31 luglio e l’Amministrazione ha scelto di non perdere il treno.

L’assessore al Bilancio Luca Gallinaro ha messo sul tavolo i numeri: in 23 anni, dal 2000 al 2023, il Comune ha inviato richieste di pagamento trasformate in cartelle esattoriali (e quindi rottamabili) per poco meno di 50 milioni di euro. Di questi, 44 milioni derivano da sanzioni per violazioni al Codice della Strada, i restanti 6 da mancati introiti di TARI, IMU e TOSAP. La legge prevede la rottamazione al 30% dell’importo dovuto: circa 12 milioni, portati ottimisticamente a 15 dall’assessore «se saremo fortunati».

Il municipio di Gaeta

Lo scontro non ha riguardato solo la procedura ma anche l’impatto reale che la rottamazione potrà avere. Il PD ha contestato che incassare 12-15 milioni su 50 di crediti certifichi non un successo gestionale ma la resa nei confronti di decenni di mancata riscossione. «Questa è una rottamazione elettorale — hanno detto Scinicariello e De Angelis. — Sui propri tributi il Comune si è comportato come lo struzzo che ha messo la testa sotto la sabbia». L’adesione è stata approvata coi soli voti della maggioranza. Il PD si è astenuto, contestando l’assenza di una seria azione preventiva di riscossione e «l’incapacità di combattere evasione ed elusione tributaria». Gallinaro ha replicato che la riscossione in outsourcing avviata dalla sua Giunta ha già prodotto risultati: i residui attivi sono scesi da 40 a 30 milioni nel 2025. «Stiamo andando nella direzione giusta».

Il post sul «camorrista» e la promessa non mantenuta

Passate le interpellanze, De Angelis ha chiesto chiarimenti su un post circolato sui social che citava «un noto camorrista locale che impedisce di manutenere il cimitero», chiedendo al sindaco di tutelare l’immagine dell’Amministrazione. Ha poi ricordato una promessa non mantenuta: nell’estate 2025 Leccese aveva garantito la costituzione di parte civile del Comune nel procedimento a carico di un turista che, per rivendicare un posto auto nel piazzale dell’ex vetreria Avir, aveva aggredito e investito un altro turista poi deceduto in ospedale. 

La costituzione di parte civile non è mai avvenuta.

La cittadinanza onoraria al PIME

Il santuario della Santissima Trinità a Gaeta

La parte più solenne della seduta è avvenuta in apertura, su richiesta del presidente Gennaro Dies che aveva chiesto l’inversione dell’ordine del giorno. Il Consiglio ha deliberato all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria al Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) per il centenario della sua presenza a Gaeta: 1926-2026. La cerimonia ufficiale si terrà il 14 settembre alle 10.30.

Il PIME gestisce il Santuario della Santissima Trinità alla Montagna Spaccata: uno dei siti religiosi e paesaggistici più straordinari della costa laziale, visitato ogni anno da decine di migliaia di pellegrini da tutto il mondo. In un secolo i missionari hanno custodito luoghi iconici come la Grotta del Turco e il giaciglio di San Filippo Neri, trasformato Monte Orlando in un centro di spiritualità e promozione ambientale, e portato il nome di Gaeta nelle periferie più difficili del pianeta. Figura fondativa fu il Beato Paolo Manna, che nel 1926 aveva individuato nella Montagna Spaccata il cuore dell’animazione missionaria italiana.

«Il PIME non lascia Gaeta» ha dichiarato il Rettore Padre Daniele Belussi, accompagnato dal superiore provinciale Padre Mario Ghezzi e dal vicario Padre Rogério Santana Neves. «Lo dimostra avendo completato in pochi mesi importanti interventi di restauro del Santuario».

Il sindaco Leccese ha chiuso con le parole più alte della serata: «Cent’anni di storia d’amore, di fede e di servizio reciproco. Il PIME ha spalancato le porte di Gaeta verso il mondo, facendone un centro propulsore di solidarietà e dialogo tra i popoli».


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