Per creare un giardino tropicale non serve vivere ai Caraibi: con la scelta giusta di piante, un terreno adatto e qualche accorgimento, un angolo esotico può nascere anche su un ampio terrazzo. Il segreto sta in tre elementi: piante dalle foglie grandi e scenografiche, un substrato ricco e ben drenato, e un microclima che trattiene umidità e calore. Ecco, quindi, come creare un giardino tropicale, in particolare: quali specie scegliere, come preparare il terreno, quali arredi e luci valorizzano lo spazio e come realizzare tutto spendendo il minimo indispensabile.
Le piante tropicali più eleganti per un giardino
Puntare su specie dal fogliame ampio, architettonico e sempreverde è la strada più rapida per ottenere quell’effetto lussureggiante che si riconosce subito come “tropicale”. Le piante più eleganti e sceniche da inserire nel progetto sono:
- Banano ornamentale (Musa): foglie enormi e sventaglianti, perfetto come punto focale verticale. Esistono, poi numerose piante simili al banano molto utilizzate.
- Strelitzia (uccello del paradiso): fiori arancioni e blu dalla forma inconfondibile, ideale per un tocco esotico raffinato.
- Alocasia e Colocasia (orecchie di elefante): foglie a cuore giganti e nervature marcate, spettacolari a bordo aiuola o in vaso.
- Cycas revoluta: dall’aspetto preistorico, robusta e a crescita lenta, aggiunge una silhouette scultorea.
- Dracaena e Cordyline: fogliame lanceolato dalle tonalità che virano al rosso e al porpora, ottime per il contrasto cromatico.
- Felci arboree: creano ombra e profondità, indispensabili per lo strato intermedio della “giungla”.
- Hibiscus rosa-sinensis: fioriture generose e coloratissime che richiamano subito l’atmosfera dei tropici.
Qual è il terreno migliore per le piante tropicali
Il terreno migliore per le piante tropicali è un substrato ricco di sostanza organica, leggermente acido (pH tra 5,5 e 6,5) e soprattutto ben drenato. Le radici tropicali amano l’umidità costante ma temono i ristagni d’acqua, che provocano marciumi e asfissia radicale.
La ricetta ideale mescola tre componenti. Una base di terriccio universale di qualità garantisce nutrimento, la torba o la fibra di cocco trattiene l’umidità, mentre perlite, sabbia grossolana o lapillo assicurano il drenaggio. Una proporzione collaudata è circa 50% terriccio, 30% materiale che trattiene l’acqua e 20% materiale drenante.
Aggiungere compost maturo o humus di lombrico fa una differenza enorme. Questi ammendanti imitano il suolo delle foreste pluviali, ricco di materiale in decomposizione, e rilasciano nutrienti in modo graduale.
Quali piante tropicali sono resistenti al sole
Non tutte le tropicali vivono all’ombra: diverse specie tollerano l’esposizione diretta, purché ricevano acqua a sufficienza. Tra le specie da scegliere per un giardino o un terrazzo assolato:
- Hibiscus: fiorisce meglio proprio in pieno sole, con esplosioni di colore per tutta l’estate.
- Bougainvillea: rampicante generosa e resistente, la bouganville regala cascate di bratee vivaci sotto il sole forte.
- Strelitzia reginae: sopporta bene la luce diretta e ne trae vigore per le sue fioriture scultoree.
- Yucca e Agave: succulente architettoniche, praticamente indistruttibili in condizioni assolate e aride.
- Canna indica: foglie ampie e fiori accesi, prospera al sole a patto di avere terreno umido.
- Plumeria (frangipani): la pianta simbolo dei tropici, che ama il calore e regala fiori profumatissimi.
Gli arredi ideali
La regola d’oro per un giardino tropicale è privilegiare materiali naturali che dialoghino con il verde: legno, rattan, bambù, fibre intrecciate e pietra. Un salottino in rattan o in teak resistente agli agenti atmosferici crea l’angolo relax perfetto. Inoltre, bisognerebbe aggiungere cuscini in tessuti resistenti dai toni caldi — terracotta, verde foglia, sabbia — per una maggiore sensazione di comfort.
Per quanto riguarda gli elementi decorativi si può optare per grandi vasi in terracotta o cemento, statue etniche, lanterne in metallo traforato e amache appese tra due sostegni. Per definire i camminamenti, la scelta spesso ricade per pedane in legno, pietre naturali irregolari o ghiaia.
Quale illuminazione scegliere per un giardino tropicale
L’illuminazione giusta raddoppia il valore del giardino, perché lo rende vivibile e spettacolare anche dopo il tramonto. Per un ambiente tropicale la scelta migliore è una luce calda (intorno ai 2700K), soffusa e stratificata, che valorizzi il fogliame senza appiattirlo.
Si può puntare anche su più fonti luminose anziché su un unico faro potente. Le luci radenti a terra che illuminano le piante dal basso creano ombre sulle foglie grandi, esaltando la loro forma. Le soluzioni più efficaci da combinare sono:
- Faretti spot orientabili puntati verso banani, palme e piante.
- Catene di luci sospese tra i rami o lungo il perimetro, per un’atmosfera intima.
- Lanterne solari appoggiate a terra o appese, pratiche e a costo zero.
- Segnapasso a LED lungo i camminamenti, per sicurezza e per guidare lo sguardo.
Progettare un giardino tropicale con pochi soldi
Realizzare un giardino tropicale con pochi soldi è assolutamente possibile: la chiave è partire da poche piante, moltiplicarle da soli e recuperare materiali invece di comprarli nuovi.
Il primo grande risparmio arriva dalla propagazione. Molte tropicali — pothos, monstera, dracaena, canna — si moltiplicano facilmente per talea o per divisione dei cespi. Da un solo esemplare, nel giro di una stagione, se ne ottengono diversi.
Anche l’acquisto va gestito con furbizia. Comprare piante giovani e piccole costa meno rispetto agli esemplari già grandi, e le tropicali crescono in fretta. I mercatini, i gruppi di scambio locali e i vivai in periodo di saldi di fine stagione sono miniere di occasioni.
Per contenitori e arredi si possono sempre usare cassette di legno, vecchie tinozze, bidoni in zinco e persino barattoli di latta diventano fioriere di carattere con un po’ di vernice. Un pallet smontato si trasforma in fioriera verticale o in seduta, mentre pietre e rami raccolti in natura arricchiscono la scena a costo nullo.
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Matteo Squillante
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