A Formia la campagna elettorale è già cominciata. Non ufficialmente (mancano quasi dodici mesi al voto) ma il Consiglio Comunale di martedì sera ha tolto ogni dubbio. PEF dei rifiuti e salvaguardia degli equilibri di bilancio sono diventati il campo di battaglia su cui maggioranza e opposizioni hanno scaricato mesi di tensione accumulata, con un’intensità che difficilmente si spiega con la sola tecnica amministrativa. Il sindaco Taddeo difende il calo della TARI e promuove Formia Rifiuti Zero. La Lega vota contro e lo fa insieme al PD. I Dem attaccano sulla sosta a pagamento: 420mila euro di entrate sparite. L’ex sindaca Paola Villa demolisce tutto. Traversi tiene. La serata è finita. La campagna no.
Taddeo, la migliore difesa è l’attacco
Si comincia con il Pef dei Rifiuti. È il Piano Economico e Finanziario con l’elenco di tutti i costi legati alla gestione comunale delle immondizie prodotte in città. Da quel documento poi scaturisce la tariffa che i cittadini andranno a pagare: la legge è chiara, tutti i costi sono a carico della comunità. Un modo per invogliare tutti a produrre meno immondizia, riciclare il più possibile, contenere le spese. Il Piano passa con i voti della maggioranza.
Il sindaco Gianluca Taddeo rimprovera le opposizioni. Gli contesta di «aver perso un’altra occasione di coltivare gli interessi dei cittadini»: il riferimento è al loro voto contrario. Perché? Grazie a quel Piano, sostiene Taddeo, la TARI «a Formia diminuisce nel 2026 del 2,88% per le famiglie e dell’1,08% per le imprese, con una riduzione prevista di un ulteriore 5% nel 2027». L’anno elettorale. Il gestore del servizio, la municipalizzata Futuro Rifiuti Zero, è diventata «grazie alla mia amministrazione una macchina perfetta — ha aggiunto il sindaco — riuscendo, con la raccolta differenziata salita al 71,9%, a ridurre i costi riguardanti il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti».
Per le famiglie il risparmio riguarderà sia la quota fissa che quella variabile; anche le imprese beneficeranno della riduzione in tutte le categorie produttive, dai ristoranti agli alberghi, passando per bar, negozi e stabilimenti balneari. I contribuenti potranno scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione entro il 31 ottobre 2026 o in quattro rate mensili con scadenza fino al 31 gennaio 2027.
Il centrosinistra mette in chiaro la sua linea: «Non abbiamo votato contro una riduzione delle tariffe. Abbiamo espresso voto contrario su un provvedimento complessivo che approvava il Piano economico finanziario del servizio rifiuti, un atto della programmazione della maggioranza, strettamente collegato al bilancio comunale, sul quale avevamo già espresso un giudizio politico contrario».
Il post notturno e il voto contrario della Lega
Sui social appare un messaggio notturno del sindaco: «Non ci volevo credere». A cosa si riferiva, cosa lo ha lasciato incredulo? Per gli osservatori è un messaggio rivolto indirettamente al gruppo consiliare della Lega: quattro anni fa ha perso le elezioni per una manciata di voti, sufficienti a decretare la vittoria di Taddeo sostenuto da Forza Italia e FdI, da allora il Carroccio è all’opposizione seppure in posizione talvolta dialogante. Quindi?
Nel Consiglio di martedì sera ha votato contro il PEF e lo ha fatto insieme al PD ed alla lista civica «Un’altra Città» dell’ex sindaca Paola Villa. Il significato politico di quella votazione? Prima che si aprisse una verifica su una possibile forma di dialogo con Forza Italia e Fratelli d’Italia, la Lega ha scelto, a meno di un anno dal voto, altre strade elettorali.
Le dichiarazioni del capogruppo della Lega Antonio Di Rocco non ammettono interpretazioni: «Ma cosa pretendeva il sindaco: che approvassimo un allegato al bilancio previsionale per il quale da quattro anni le nostre proposte ed emendamenti sono sempre e sistematicamente bocciati? Questa ventilata riduzione della TARI è una marchetta elettorale che non troverà tanti proseliti. La mia bolletta è di 450 euro annui: la riduzione del 3% equivale a poco meno di 12 euro. Il sindaco non ha detto che il ritiro dell’umido è passato da tre a due volte la settimana. E non ha spiegato perché la raccolta differenziata arrivata a sfiorare l’80% non si è tradotta in un alleggerimento più significativo del tributo».
La sosta nel caos: 420mila euro di entrate sparite
Si passa all’illustrazione degli equilibri di Bilancio. Se ne occupa l’assessore al ramo Francesco Traversi. Il documento prevede — nella lettura della maggioranza — più risorse per Sociale, Cultura, Turismo e Ambiente, oltre alla sosta gratuita fino all’avvio della gestione in house del servizio da parte di Formia Rifiuti Zero. Un servizio che era stato assegnato nel 2019 alla società K City di Portici, poi per due volte gli era stato prorogato arrivando alla scadenza dell’estate 2025. Dallo scorso aprile il servizio è di fatto liberalizzato, in attesa di completare la procedura di assegnazione alla Frz che è previsto per i primo dicembre.
Ed è proprio la sosta il terreno sul quale le opposizioni hanno sferrato l’attacco più intenso. La sospensione delle strisce blu, presentata come «un ulteriore sostegno a residenti, commercianti e visitatori», nasconde secondo le minoranze «preoccupanti risvolti contabili e gestionali», oltre a forme di abusivismo lungo i due litorali: turisti diretti a Ponza e Ventotene che occupano gli stalli un tempo a pagamento senza consumare «nemmeno un caffè» a Formia. I consiglieri dem Imma Arnone, Luca Magliozzi e Alessandro Carta hanno rimarcato come il mancato conferimento del servizio della sosta alla municipalizzata «promesso nel 2021 e approvato anche con i nostri voti», provocherà una diminuzione delle entrate di 420mila euro.
Il PD ha criticato la scelta di coprire queste mancate entrate con i 260mila euro destinati a nuove assunzioni nel 2026 e con la rinegoziazione dei mutui. Per i Dem «La forzata liberalizzazione dei parcheggi non è una scelta a favore dei cittadini: è il risultato di una procedura preparata male».
Villa demolisce. Traversi tiene
Caustica e ironica come sempre si è rivelata l’ex sindaca Paola Villa: «Con gli equilibri di bilancio votati lunedì l’amministrazione Taddeo-Cardillo Cupo ha ratificato il proprio completo fallimento nelle politiche sul personale e sulla gestione della macchina amministrativa, oltre che sulla gestione della sosta e della viabilità. Lasciando una città nel caos e nell’anarchia più totale».
Di parere opposto l’assessore Traversi: «La salvaguardia degli equilibri prevede la copertura di una serie di interventi a sostegno delle famiglie, dell’infanzia, degli anziani e delle persone con disabilità, oltre che di cultura, turismo e manutenzione del territorio. Le risorse sono state reperite anche grazie alla rinegoziazione dei mutui, senza incidere sui servizi erogati ai cittadini. I conti del Comune godono di buona salute e prevediamo per il 2027 un’ulteriore diminuzione del Piano Economico Finanziario».
È già aria di elezioni.
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