Riforma della disabilità, pubblicato il Manuale: il raccordo tra PEI scolastico e progetto di vita. PDF


È stato pubblicato il manuale Il progetto di vita. Tutto quello che c’è da sapere sulla riforma della disabilità e sul decreto 62/2024, curato da Gianfranco de Robertis.

Il volume nasce su impulso della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli e raccoglie i contributi elaborati nell’ambito della formazione nazionale dedicata alla riforma.


Il testo accompagna l’avvio della sperimentazione delle nuove procedure previste dal decreto legislativo n. 62 del 2024, dalla valutazione di base della disabilità alla costruzione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. Accanto all’inquadramento delle novità, il manuale propone esempi operativi, simulazioni, strumenti e scale di valutazione.

La pubblicazione si rivolge alle persone con disabilità e alle loro famiglie, ma anche ad associazioni, volontari, operatori, professionisti, docenti e studenti. L’obiettivo è estendere la formazione oltre le attività in presenza e le piattaforme digitali, offrendo un riferimento utilizzabile nei diversi contesti coinvolti nell’attuazione della riforma.

Tra i temi affrontati figura il rapporto tra il Piano educativo individualizzato e il progetto di vita. Il capitolo dedicato all’ambito scolastico, firmato da Francesca Palmas e Gianfranco de Robertis, esamina il coordinamento tra gli interventi realizzati a scuola e quelli attivati nei contesti sanitari, riabilitativi, sociali e familiari.

Il progetto di vita può iniziare dall’infanzia

Il progetto di vita può essere richiesto in qualsiasi fase dell’esistenza, anche per bambini di pochi anni. Non è quindi uno strumento riservato alla transizione verso l’età adulta, al lavoro o all’autonomia abitativa.

La sua elaborazione fin dall’infanzia consente di accompagnare nel tempo il percorso di crescita della persona, mettendo in relazione sostegni differenti all’interno di un quadro unitario. Gli interventi possono cambiare per natura, intensità e soggetto responsabile, ma devono concorrere a obiettivi compatibili.


Questa impostazione era già presente nella riforma dell’inclusione scolastica introdotta dal decreto legislativo n. 66 del 2017, che aveva previsto il coordinamento tra gli interventi inseriti nel PEI e quelli compresi nel progetto individuale, oggi ricondotto al progetto di vita.

Il coordinamento tra scuola e altri interventi

Un alunno con disabilità può essere destinatario, nello stesso periodo, di attività didattiche, educative, assistenziali e riabilitative. La presenza di più sostegni non garantisce però, da sola, un percorso coerente.

Il manuale richiama il caso di un ragazzo con disturbo dello spettro autistico seguito attraverso un PEI scolastico e un piano riabilitativo. I due percorsi potrebbero essere validi se considerati separatamente, ma adottare approcci, strumenti o obiettivi non pienamente compatibili.

In una situazione simile, il problema non consiste nello stabilire quale piano debba prevalere. È necessario individuare modalità di intervento capaci di dialogare tra loro, evitando richieste contraddittorie, sovrapposizioni o cambiamenti non coordinati.

Il progetto di vita assume quindi una funzione di raccordo. La scuola, i servizi sanitari, gli enti locali, gli educatori e la famiglia mantengono le rispettive competenze, ma sono chiamati a operare entro una prospettiva condivisa.


Il PEI entra nell’istruttoria del progetto di vita

Quando il progetto di vita deve essere elaborato, il PEI rappresenta uno degli elementi da acquisire. La scuola trasmette il documento all’amministrazione responsabile del procedimento, affinché le informazioni sul percorso scolastico siano considerate durante l’istruttoria.

Il coordinamento non si limita allo scambio documentale. Alla valutazione multidimensionale e alla definizione del progetto partecipa anche un rappresentante dell’istituzione scolastica interessata.

Il contributo della scuola permette di portare nel confronto elementi relativi all’apprendimento, alla comunicazione, alle autonomie, alle relazioni e al contesto frequentato dall’alunno. Consente inoltre di descrivere gli strumenti utilizzati, le risorse attivate e gli obiettivi già previsti nel percorso educativo.

Il raccordo funziona anche nella direzione opposta

Quando il progetto di vita è già stato definito, il gruppo incaricato di redigere il PEI deve considerare gli obiettivi e le linee di intervento contenuti nel documento più ampio.

Il Piano educativo individualizzato deve indicare le modalità con cui gli interventi scolastici interagiscono con il progetto di vita. Questa previsione è presente da anni nella normativa sull’inclusione e trova uno spazio specifico nei modelli nazionali di PEI.


Dall’osservazione quotidiana dell’alunno possono inoltre emergere elementi utili per aggiornare il progetto di vita. Il rapporto tra i due strumenti non è quindi statico, ma richiede verifiche e adattamenti nel corso del tempo.

Le sezioni del Piano educativo individualizzato

Il manuale richiama la struttura dei modelli di PEI adottati per i diversi gradi scolastici. Il documento comprende:

  • il quadro informativo;
  • gli elementi generali ricavati dal profilo di funzionamento;
  • il raccordo con il progetto individuale;
  • le osservazioni sull’alunno;
  • gli obiettivi educativi e didattici;
  • gli strumenti, le strategie e le modalità di intervento;
  • l’analisi delle barriere e dei facilitatori;
  • gli interventi sul contesto scolastico;
  • la programmazione del percorso curricolare;
  • l’organizzazione delle risorse e dei servizi di supporto;
  • la verifica finale e le proposte per l’anno successivo.

Per la scuola secondaria di secondo grado sono considerati anche l’orientamento, i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento e gli aspetti legati alla validità del percorso di studi.

Una progettazione non limitata all’orario scolastico

Il PEI resta il documento di riferimento per la progettazione educativa e didattica della scuola. Il progetto di vita amplia però la prospettiva, collegando quanto avviene in classe con gli altri interventi che accompagnano la persona.

Il raccordo serve a evitare che i singoli piani siano elaborati come compartimenti separati. L’obiettivo è costruire una continuità tra scuola, riabilitazione, assistenza, vita familiare e partecipazione sociale, nel rispetto delle esigenze e delle scelte della persona con disabilità.


Il corso

Riforma della disabilità: dal PEI digitale al progetto di vita a scuola e cosa cambia davvero in classe. Tre VIDEO


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Ilenia Culurgioni

Source link

Di