Ieri siamo stati “costretti” per quasi cinque ore in una delle aule della Corte d’Appello di Catanzaro a sorbirci le tragicomiche discussioni (non chiamiamole “arringhe”, per favore…) dei due avvocati difensori di Isabella Internò, imputata – in concorso con ignoti che in realtà conosciamo tutti – dell’omicidio volontario pluriaggravato di Denis Bergamini. I due legali rappresentano il peggio della classe forense calabrese: pomposa, ridondante e tutta tesa a “conservare” privilegi e impunità per i soliti elementi della borghesia mafiosa che incappano nel tritacarne della giustizia.
La famiglia Internò-Conte-Tiesi, per cercare di evitare le “forche caudine” di una condanna catastrofica alla “mantide” Isabella, che coinvolgerebbe fino al buco del culo il marito poliziotto (!) ma anche gli elementi rampanti della famiglia Tiesi, hanno coinvolto il penalista crotonese Cataldo Intrieri, soggetto decadente di un’avvocatura che – con decenza parlando – ha fatto il suo tempo. Ieri in aula per sostenerlo c’era la sorella Marilina Intrieri e, anche se avessimo voluto chiudere gli occhi, non era possibile non notarla. Classe 1955, è ormai da tempo fuori dalla politica che conta ma ha alle sue spalle un “curriculum” lunghissimo che coinvolge – ovviamente – sia il centrosinistra sia il centrodestra, parte addirittura dagli anni Ottanta e conta tappe nel consiglio comunale di Crotone, nel consiglio regionale, persino in Parlamento con tanto di relazioni “pericolose” e decisamente filoscopellitiane (nel senso di amici di Peppe “Dj” Scopellti), proiettili e minacce di morte e finanche accuse più o meno pesanti al “dio” Minniti di sdoganare soggetti presunti mafiosi nelle liste del Pd. Ora, non staremo certo qui a ricordare tutte le “imprese” della platinata politica ormai caduta nell’oblio e che per cercare di darsi un tono magifica addirittura le geste del sindaco… Voce approdato nel “cerchio magico” di Occhiuto, ma di sicuro questa presenza ha sollevato qualche interrogativo. No, non parliamo certo di interrogativi “preoccupanti” ma non era davvero possibile far finta di niente. A volte, anche una presenza da “Museo delle Cere” – con tutto il rispetto per… il Museo – fa riflettere… Magari ci piace pensare che l’enigmatica Marilina abbia “sostituito” in corsa la leggendaria Selvaggia Lucarelli (caduta da cavallo?) che dopo il vergognoso podcast pro assassini con relativa intervista alla mandante sembra avere decisamente mollato la presa, avendo capito la piega che sta prendendo il processo.
Ma torniamo a Cataldo, fratello di cotanta sorella. Il “trombone” di Crotone (scusate la rima involontaria) si è impegnato con tutta la sua scadente ars oratoria a continuare l’opera del suo collega cosentino Angelo Pugliese, che per tutta la durata del processo di primo grado ha portato avanti la tesi di un “complotto” contro Isabella Internò che sarebbe stato ordito dall’avvocato Fabio Anselmo e da non meglio specificati “poteri forti” per inchiodarla alle sue responsabilità. E per dimostrare questa tesi, gli avvocati di Internò hanno seminato per anni un sentimento di odio, critica, denigrazione e sistematica “demolizione” verso il pubblico ministero, i testimoni del processo, verso i legali di parte civile ma soprattutto sull’unica superstite della famiglia Bergamini ovvero Donata. In realtà, come ormai sanno tutti non solo a Cosenza ma in tutto il Paese, in questa vicenda il solo complotto che tutti hanno potuto toccare con mano è quello che ha portato a due assurde archiviazioni delle indagini nonostante fosse chiarissimo fin dall’inizio che ci si trovava davanti ad un omicidio fatto passare per suicidio. Un complotto ordito da 6-7 personaggi (con una regia superiore) che ha determinato un corto circuito simile a una sorta di muro di gomma nelle indagini subito dopo l’omicidio. La certificazione della morte e l’ispezione cadaverica sul nostro Campione sono clamorosamente false: l’hanno certificato in maniera sconcertante un medico e un maresciallo dei carabinieri, tanto che la presidente della Corte nel processo di primo grado era stata praticamente costretta a convocare e anche d’urgenza colui che all’epoca era il titolare delle indagini ovvero l’ex procuratore capo di Castrovillari Ottavio Abbate, che ha fatto quello che sanno tutti: ha confermato di essere un servitore infedele dello stato. Ormai è s
Ebbene, Cataldo Intrieri parlando per due ore in una sorta di “falsetto studiato” per la sua voce decisamente stridula e sgradevole, ha dato il peggio di se coinvolgendo nel suo delirio una sentenza da “radere al suolo” (testuale), l’avvocato Anselmo, il professore Fineschi, Donata Bergamini e Michele Padovano ovvero tutti coloro che hanno contribuito con tutto il loro coraggio e la loro lealtà a far conoscere la verità. E nel delirio ci sono state alcune autentiche “perle” che non possiamo proprio lasciar passare inosservate. Il fratello di Marilyn… ah no scusate, di Marilina, dopo aver bollato come “spazzatura” la scienza della medicina legale (non vedendo lo sterco che sedeva al suo fianco, sic!), si è prodotto in una serie di citazioni cinematografiche a dir poco avventurose. Perché la supercazzola del conte Mascetti con il professore Fineschi c’entra davvero poco e forse riflette il complesso freudiano del legale per le minchiate sparate a raffica nella sua discussione di ieri. Non abbiamo invece ben capito quale fosse il riferimento al cinema di Nanni Moretti mentre la “chicca” assoluta è stata quella dei testimoni del processo paragonati a “fantasmi”. E’ del tutto evidente che non abbia mai visto o quantomeno sentito parlare di “Questi fantasmi” ovvero una delle più importanti opere del grande Eduardo De Filippo. Magari, informandosi, il prode Intrieri ci potrebbe vedere qualche significativa similitudine con la vita e le opere della sua illustre sorella… E oltre non vogliamo andare per carità di patria. Al termine di due ore di spudorate menzogne, il “trombone” di Crotone ha assistito solo per qualche battuta il collega cosentino Pugliese nalla sua altrettanto delirante discussione, poi ha abbandonato il campo seguito dall’autista e da… Marilyn ah no scusate, da Marilina. Un teatrino senza né capo né coda che passerà agli annali del nulla mischiato col niente. PS: per la discussione di Pugliese serve un articolo a parte ma forse non è questo il momento giusto. Aspettiamo la sentenza, tanto ormai non manca molto.
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