Spaggiari celebra i suoi primi 100 anni. Orizzonte Scuola ci sarà


Cento anni non sono soltanto una ricorrenza. Sono una misura del tempo, della capacità di attraversarlo, di comprenderne i cambiamenti e, qualche volta, persino di anticiparli.

Il 9 luglio 2026, nella cornice straordinaria del Labirinto della Masone, a Fontanellato, in provincia di Parma, il Gruppo Spaggiari Parma celebrerà il proprio Centenario. Sarà una serata speciale, costruita per raccontare un lungo percorso e, soprattutto, per condividere uno sguardo verso il futuro dell’educazione. L’appuntamento inizierà alle ore 18 con una mostra esperienziale dedicata alla storia del Gruppo; seguiranno il networking cocktail, gli interventi istituzionali e la cena, fino al gran finale con musica e festeggiamenti in attesa del brindisi di mezzanotte.


Orizzonte Scuola ci sarà.

Sarà presente per raccontare l’evento, incontrarne i protagonisti, raccogliere voci, visioni e prospettive. Perché il Centenario di Gruppo Spaggiari Parma non riguarda soltanto la storia di un’impresa. Attraversa, inevitabilmente, la storia della scuola italiana e interroga tutti coloro che, ogni giorno, vivono l’educazione, l’amministrazione scolastica, la didattica e la trasformazione digitale.

E questo è soltanto l’inizio del nostro racconto.

Un secolo che attraversa la storia della scuola italiana

Era il 1926 quando Roberto Spaggiari fondò la Casa Editrice Spaggiari. L’Italia, la scuola e la società erano profondamente diverse da quelle che conosciamo oggi. Non esistevano il digitale, Internet, le piattaforme, il registro elettronico, l’intelligenza artificiale. La vita amministrativa e didattica della scuola si affidava interamente alla carta, alla scrittura manuale, alla precisione quotidiana di docenti e segreterie.


Proprio da un’esigenza concreta nacque una delle prime intuizioni destinate a segnare la storia dell’azienda: il registro scolastico e, successivamente, il celebre registro con le alette, pensato per rendere più semplice, rapida e funzionale la consultazione delle informazioni.

Da allora sono trascorsi cento anni.

In mezzo ci sono stati la guerra e la nascita della Repubblica, la Costituzione, il boom economico, la scuola media unica, il Sessantotto, l’apertura della scuola alla partecipazione e all’inclusione, l’autonomia scolastica, Internet, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, il registro elettronico, la pandemia, la didattica a distanza, il PNRR e, oggi, l’irruzione dell’intelligenza artificiale nei processi educativi e organizzativi.

In ognuno di questi passaggi la scuola ha dovuto cambiare. E, cambiando, ha avuto bisogno di nuovi strumenti, nuove competenze, nuovi linguaggi.

È dentro questa storia che il percorso del Gruppo Spaggiari Parma acquista il suo significato più profondo.


Dal registro di carta a una comunità educativa di milioni di persone

Il filo che unisce il 1926 al 2026 è sorprendentemente chiaro.

All’inizio c’era uno strumento di carta costruito per rispondere a un problema concreto della scuola. Oggi c’è un ecosistema digitale che mette in relazione studenti, docenti, famiglie, dirigenti, personale amministrativo, istituzioni, aziende e territori.

In mezzo c’è un secolo di trasformazioni.

Il Gruppo, nato nell’editoria scolastica, ha progressivamente ampliato il proprio campo d’azione attraverso la consulenza, la formazione, i software, i servizi e il supporto operativo. L’acquisizione di Infoschool nel 2005 ha segnato una tappa decisiva della trasformazione digitale; nel 2010 è arrivato il lancio di ClasseViva, divenuta negli anni una piattaforma di riferimento per la scuola italiana. Oggi l’ecosistema raggiunge oltre 4,5 milioni di utenti unici al giorno.


Sono numeri importanti. Ma il Centenario invita ad andare oltre i numeri.

Dietro ogni accesso c’è una persona. Un docente che entra in classe. Uno studente che consulta un’attività. Una famiglia che segue il percorso scolastico di un figlio. Un dirigente chiamato a governare organizzazioni sempre più complesse. Una segreteria che deve tenere insieme norme, scadenze, procedure e responsabilità.

La tecnologia, quando entra nella scuola, non è mai soltanto tecnologia. Diventa organizzazione, relazione, tempo, accessibilità, responsabilità.

Il Centenario non sarà una celebrazione nostalgica

C’è un modo semplice di celebrare cento anni: guardare indietro.


E ce n’è uno più difficile: utilizzare la storia per capire dove andare.

È questa la chiave con cui si annuncia il Centenario del Gruppo Spaggiari Parma. Nei materiali preparatori dell’evento emerge con chiarezza un principio: il Centenario come responsabilità, non come traguardo. La scuola del 2026 si trova infatti davanti a questioni che non consentono celebrazioni autoreferenziali: i divari digitali e territoriali, la formazione continua dei docenti, l’integrazione dell’intelligenza artificiale, la costruzione di ambienti di apprendimento realmente inclusivi e sostenibili, il rapporto tra tecnologie e crescita degli adolescenti.

La vera domanda, dunque, non è soltanto: che cosa è accaduto in questi cento anni?

La domanda è: che cosa accadrà adesso?

Quale scuola stiamo costruendo? Quale ruolo avranno le piattaforme? Come cambierà il lavoro dei docenti? Che cosa significherà dirigere una scuola nell’età dell’intelligenza artificiale? Quale equilibrio dovrà essere costruito tra innovazione e relazione umana? Come potranno dialogare scuola, università, imprese e territori senza snaturare la funzione costituzionale dell’istruzione?


Il 9 luglio sarà anche il luogo nel quale queste domande potranno incontrare persone, esperienze e visioni.

Il Labirinto della Masone, un luogo che diventa simbolo

Anche la scelta del luogo possiede una forza evocativa particolare.

Il Centenario sarà celebrato al Labirinto della Masone, a Fontanellato. Un luogo che sembra quasi trasformarsi, per una sera, in metafora dell’educazione contemporanea.

Viviamo infatti dentro un tempo complesso. Le strade possibili si moltiplicano. Le tecnologie accelerano. Le informazioni aumentano. L’intelligenza artificiale modifica linguaggi, processi cognitivi e professioni. Gli studenti devono orientarsi in scenari che cambiano mentre li stanno ancora attraversando.


La scuola è chiamata a fare esattamente questo: aiutare a trovare una direzione.

Non può eliminare la complessità. Deve insegnare ad abitarla.

Non può fermare l’innovazione. Deve governarla.

Non può conoscere in anticipo tutte le strade del futuro. Deve però fornire alle nuove generazioni gli strumenti per riconoscere quelle che meritano di essere percorse.

In questo senso, il luogo scelto per il Centenario appare quasi come un’immagine perfetta del tempo educativo che stiamo vivendo.


Una serata per incontrare il passato e discutere il futuro

Il programma inizierà alle ore 18 con il benvenuto e una mostra esperienziale dedicata alla storia del Gruppo. Non una semplice sequenza di date, dunque, ma il tentativo di attraversare cento anni di trasformazioni.

Poi il networking cocktail, gli interventi istituzionali e la cena. Infine la musica, i festeggiamenti e l’attesa del brindisi di mezzanotte.

Sarà il passaggio simbolico da un secolo all’altro.

Dal 1926 al 2026.


Dal registro di carta agli ecosistemi digitali.

Dalla scuola centralizzata del primo Novecento alla scuola autonoma, inclusiva, connessa e oggi chiamata a confrontarsi con l’intelligenza artificiale.

Ma sarà soprattutto un incontro tra persone. Perché nessuna innovazione educativa può essere raccontata soltanto attraverso i prodotti, i software o le piattaforme. La scuola continua a vivere attraverso relazioni, competenze, responsabilità, conflitti, intuizioni e comunità.

Orizzonte Scuola sarà presente per raccontare il Centenario

Orizzonte Scuola sarà al Centenario del Gruppo Spaggiari Parma.


Ci sarà per osservare, ascoltare e raccontare.

La presenza all’evento si inserisce in un percorso editoriale che non si esaurirà nella cronaca della serata del 9 luglio. Il Centenario sarà infatti l’occasione per aprire una narrazione più ampia: cento anni di storia, dieci grandi passaggi della scuola italiana, le trasformazioni dell’amministrazione, il rapporto tra carta e digitale, l’evoluzione del registro scolastico, l’autonomia, la nascita delle piattaforme, la pandemia, il PNRR, l’intelligenza artificiale e le nuove frontiere dell’orientamento.

Questo primo articolo è, dunque, un annuncio.

Ne seguiranno altri.

Racconteremo le tappe. Approfondiremo le trasformazioni. Metteremo in relazione la storia del Gruppo con quella della scuola italiana. Daremo spazio alle persone, alle idee e alle prospettive che emergeranno da questo appuntamento.


Perché cento anni meritano una celebrazione.

Ma meritano, soprattutto, di essere raccontati.

Il futuro della scuola non comincia domani

C’è una frase che potrebbe accompagnare idealmente l’attesa del 9 luglio: il futuro della scuola non comincia domani.

È già cominciato.


Comincia ogni volta che una tecnologia entra in un’aula. Ogni volta che una procedura cambia. Ogni volta che un docente ripensa il proprio modo di insegnare. Ogni volta che un dirigente deve governare una trasformazione. Ogni volta che uno studente incontra uno strumento capace di aprire possibilità nuove.

Nel 1926 tutto ebbe inizio da un gesto apparentemente semplice: rendere più funzionale un registro scolastico.

Cento anni dopo, la domanda resta sorprendentemente simile: come possiamo rendere la scuola capace di svolgere meglio la propria missione?

Le risposte, naturalmente, sono cambiate.

La responsabilità, no.


Il 9 luglio 2026, al Labirinto della Masone, il Gruppo Spaggiari Parma celebrerà cento anni di storia.

Orizzonte Scuola ci sarà. E comincerà da lì a raccontare i prossimi cento.


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 Antonio Fundarò

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