Chi paga i debiti con la finanziaria dopo la separazione?


Scopri come funziona la responsabilità solidale per prestiti e finanziamenti contratti durante il matrimonio e come tutelarsi dopo la separazione.

La fine di un matrimonio porta con sé una serie di complicazioni che vanno ben oltre la sfera affettiva. Quando una coppia decide di dividersi, uno dei nodi più difficili da sciogliere riguarda la gestione delle pendenze economiche accumulate nel corso degli anni. Molto spesso, durante la convivenza, i coniugi ricorrono al credito per sostenere le spese della famiglia, acquistare beni di consumo o far fronte a necessità improvvise. Tuttavia, al momento dell’addio, sorge spontaneo un dubbio che genera preoccupazione: chi paga i debiti con la finanziaria dopo la separazione? Questa domanda non ha una risposta scontata e mette in luce una realtà che molti sottovalutano mentre il legame è ancora solido. La legge e la giurisprudenza cercano di tutelare i creditori, come banche e società finanziarie, ma offrono anche strumenti agli ex coniugi per non restare schiacciati dalle inadempienze dell’altro. Capire come si ripartiscono le responsabilità economiche è un passo necessario per affrontare il post-separazione con maggiore serenità e consapevolezza dei propri diritti.

Cosa succede ai debiti contratti durante il matrimonio?

La regola generale che disciplina i rapporti economici tra gli ex coniugi stabilisce un principio di continuità della responsabilità. Per i debiti contratti con società finanziarie e banche, entrambi i soggetti rimangono responsabili anche dopo che interviene la separazione legale. Questo significa che l’atto formale della divisione non cancella magicamente gli obblighi presi verso i terzi creditori. La magistratura ha confermato questo orientamento, sottolineando come le pendenze nate durante l’unione coniugale continuino a gravare su entrambi i componenti della coppia (Trib. Bari sent. 15.11.2011).

Questo scenario desta un comprensibile allarme tra le persone che hanno appena concluso una relazione tormentata. Molte famiglie ricorrono oggi con estrema frequenza agli acquisti tramite indebitamento o attraverso il cosiddetto credito al consumo, magari per comprare l’arredamento, l’auto o elettrodomestici. Il fatto che la coppia sia “scoppiata” non rileva per la banca o per la finanziaria: per questi enti, il contratto di prestito rimane un impegno che deve essere onorato indipendentemente dal mutamento dello stato civile dei debitori. La separazione incide sui rapporti tra marito e moglie, ma non può modificare o eliminare i diritti acquisiti dai creditori esterni nel periodo della convivenza matrimoniale.

Sono responsabile se il prestito lo ha firmato solo il mio ex?

Un punto molto delicato riguarda la firma del contratto. Si tende a credere che l’obbligo di pagare ricada esclusivamente su chi ha apposto materialmente la propria sigla sul modulo della finanziaria. In realtà, la situazione è più complessa. Anche quando l’obbligazione è stata formalmente assunta da uno solo degli ex coniugi, la responsabilità può essere estesa a entrambi. Ciò accade se in sede di giudizio si riesce a dimostrare che vi era la volontà di entrambi di contrarre quel debito per le necessità della famiglia.


Questa prova non richiede necessariamente documenti scritti o contratti co-firmati. La volontà comune può essere dimostrata in tribunale anche attraverso il ricorso a testimoni. Se appare chiaro che il prestito serviva per un acquisto di cui hanno beneficiato entrambi o per gestire la quotidianità familiare, la coppia è considerata responsabile in modo unitario. La giurisprudenza riconosce che nel contesto della vita a due molti accordi avvengono in modo informale, ma questo non esonera l’altro coniuge dal farsi carico della sua parte di debito. Non conta quindi solo chi mette la firma, ma conta la sostanza dell’accordo che stava dietro quella richiesta di denaro.

Cosa significa essere responsabili in solido per un debito?

Il termine tecnico che definisce questa situazione è responsabilità in solido. Quando un debito è solidale, significa che entrambi i soggetti sono tenuti a versare al creditore l’intera quota della somma dovuta. Per semplificare, la banca può decidere di chiedere il pagamento dell’intero importo a uno qualunque dei due ex coniugi, a sua discrezione. Il creditore cerca solitamente di colpire il soggetto che ritiene più solvibile o che possiede beni aggredibili più facilmente.

Esistono alcuni aspetti pratici che spiegano bene questa condizione:

  • il creditore ha il diritto di pretendere il cento per cento della somma da un solo debitore;

  • chi paga l’intero debito libera l’altro coniuge nei confronti della banca;

  • il coniuge che ha pagato tutto acquisisce il diritto di rivalersi sull’altro per ottenere la restituzione della metà del denaro versato;

  • la solidarietà serve a garantire la massima sicurezza al sistema del credito, evitando che le liti personali tra ex coniugi penalizzino chi ha prestato i soldi.

Questa struttura legale impedisce a uno dei due coniugi di “lavarsi le mani” del debito semplicemente dicendo alla finanziaria di rivolgersi all’altro. Se la banca decide di agire contro di te, non puoi opporti dicendo che la separazione ti ha sollevato dagli impegni, ma dovrai pagare e poi cercare di recuperare la quota parte dal tuo ex compagno o dalla tua ex compagna.

Come posso difendermi se l’ex coniuge non paga la sua parte?

Quando uno dei due ex coniugi si rifiuta di pagare la propria parte del debito, la legge offre una tutela rapida, specialmente per quanto riguarda i piccoli prestiti. Il coniuge che si vede minacciato dall’azione del creditore può agire in anticipo. Non è necessario attendere che la banca abbia già pignorato lo stipendio o i beni. Se esiste il rischio concreto di essere chiamati a pagare l’intero importo, è possibile muoversi legalmente contro l’ex coniuge inadempiente.


Lo strumento principale è il decreto ingiuntivo. Si tratta di un provvedimento del giudice che ordina al debitore di pagare una somma determinata in tempi brevi. Chi teme di subire l’azione della finanziaria può richiedere questo decreto contro l’ex coniuge che non vuole versare la sua metà. Questo è possibile in previsione dell’esito positivo dell’azione intrapresa dal creditore danneggiato. In pratica, se sai che la finanziaria sta per agire contro di te per un debito comune, puoi chiedere al giudice di ingiungere al tuo ex di fornirti i mezzi necessari per pagare o di restituirti la parte che gli spetta. È un modo per bilanciare i pesi economici e non restare le uniche vittime delle pretese delle banche.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Paolo Florio

Source link

Di