Spiagge tranquille in Italia e poco affollate — idealista/news


Quante volte si cerca parcheggio al mare e, dopo mezz’ora, la giornata è già rovinata? In Italia le presenze balneari superano decine di milioni in poche settimane, mentre i tratti di costa libera si riducono. Eppure le spiagge tranquille in Italia esistono ancora: non sono invisibili, sono solo meno comode. Richiedono scarpe da ginnastica, qualche minuto di sentiero, magari una partenza all’alba o uno sbarco in kayak. Ecco 20 mete dove la folla resta lontana, con indicazioni chiare su accessi, servizi e periodi migliori.

Le 20 spiagge (quasi) deserte da conoscere

Ecco una selezione di luoghi dove andare in Italia al mare in spiagge poco affollate. In molti casi non si trovano bar o stabilimenti: è bene portare acqua, cibo e un sacco per i rifiuti. Scarpe chiuse consigliate quasi ovunque; in alcune calette il percorso richiede attenzione.

Sardegna: calette granitiche e golfi selvaggi

Nel nord e nel centro-oriente sardo le baie meno accessibili conservano acque di una trasparenza rara. Si tratta di tratti rocciosi o di ciottoli, da raggiungere a piedi o via mare. Proprio la logistica scoraggia la folla e aiuta a preservare il paesaggio.

  • Cala Tinnari (Costa Paradiso, Olbia-Tempio): si scende per 30-40 minuti su sentiero non sempre segnalato oppure si arriva con taxi-boat dal porticciolo. Ciottoli grigi e rosa, zero servizi, colori dal turchese al blu profondo.
  • Spiaggia dei Corbezzoli (Cannigione, Olbia-Tempio): minuscola insenatura non segnalata lungo la SP13 verso Palau. La sabbia è rosata, l’acqua limpida e presenza di cormorani a riva; non c’è nessuna struttura.
  • Cala Sisine (Baunei, Nuoro): la più impegnativa del Golfo di Orosei se si opta per i sentieri; in alternativa, barche da Cala Gonone o Santa Maria Navarrese. Ci sono ciottoli bianchi, fondali subito profondi e un contesto di falesie calcaree.

Calabria ionica: arenili liberi e mare cobalto

Sull’arco ionico calabrese resistono lunghi tratti liberi e paesaggi brulli alle spalle. L’afflusso è inferiore rispetto ai poli turistici tirrenici. Si trovano spiagge adatte anche a chi viaggia con bambini, con fondali regolari e acque chiare.


  • Spiaggia di Caminia (Stalettì, Catanzaro): ampia, prevalentemente libera, con pochi chioschi, parcheggio a pagamento in stagione. Il tardo pomeriggio è consigliato per l’ombra delle colline e per nuotate più lunghe.
  • Spiaggia di Ferruzzano (Ferruzzano Marina, Reggio Calabria): lunghissimo litorale dorato quasi privo di costruzioni. Pochi servizi essenziali e tanta tranquillità, frequentata anche da camperisti.

Sicilia occidentale e Agrigentino: rocce bianche e acque fredde

Nell’ovest dell’isola prevalgono calette rocciose senza stabilimenti. In alcune baie emergono sorgenti sottomarine fredde che abbassano la temperatura dell’acqua, anche a pochi metri dalla riva.

  • Punta Bianca (Agrigento): sperone calcareo e piccole calette sabbiose. Accesso finale a piedi su sentiero (circa 10 minuti). Nessun servizio, è consigliato portare acqua e scarpe adatte.
  • Cala Buguto (Custonaci, Trapani): nella Baia di Cornino, oltre il tratto sabbioso verso il Monte Cofano. Il fondo è roccioso, l’acqua limpidissima e termoclino marcato per via delle sorgenti. A 13 m si trova la statua della Madonna di Custonaci, meta per apneisti e sub.

Gargano e Ionio pugliese: sentieri nella pineta e torri costiere

Tra Vieste e Peschici le spiagge meno frequentate si raggiungono a piedi tra lecci e pinete, mentre sullo Ionio tarantino resistono tratti senza stabilimenti. La varietà di fondali impone attenzione dove affiorano scogli.

  • Spiaggia del Sospetto – Murgia della Madonna (Vico del Gargano, Foggia): baia sabbioso-ghiaiosa accessibile proseguendo dalla spiaggia dei 100 Scalini o via mare da Calenelle. Acque limpide e poche barche.
  • Cala della Sanguinara (Vieste, Foggia): si entra da un sentiero nella pineta e la cala è piccola, riparata e senza servizi, per questo sono indispensabili acqua e scarpe da trekking.
  • Spiaggia di Zaiana (Peschici, Foggia): breve discesa tra i lecci dalla SP52. Sabbia a grana grossa, nessuno stabilimento, fondo centrale sabbioso adatto ai bambini; scogli e ricci sul lato est.
  • Torre Borraco (San Pietro in Bevagna, Taranto): sabbia chiara, acqua turchese e nessun lido. Alla foce del torrente si formano giochi di corrente e colori particolari.

Centro Italia, Adriatico e Tirreno: riserve, falesie e argenti

Lontano dai lungomare cementificati, alcuni tratti di costa centrale conservano dune, macchia e scogliere basse. Gli accessi spesso richiedono discese ripide, premiate da trasparenze insolite per queste latitudini.

  • Punta Aderci (Vasto, Abruzzo): riserva naturale con due spiagge di ciottoli divise dal promontorio. Sentieri pianeggianti, paesaggio incontaminato e frequenti avvistamenti di uccelli marini.
  • Cala Grande (Monte Argentario, Grosseto): tre piccole spiagge di ciottoli bianchi sul versante est. Il sentiero è ripido dalla Panoramica di Porto Santo Stefano, non c’è nessun servizio; ci sono meno barche al mattino presto e al tramonto.
  • Mezzavalle (Riviera del Conero, Ancona): lunga spiaggia libera ai piedi della falesia, accessibile con discesa ripida di circa 20 minuti o via mare. Un solo bar e docce gratuite e dopo le 17 l’ombra arriva presto.
  • Punta Crena (Varigotti, Savona): caletta alla base del promontorio tra Varigotti e Baia dei Saraceni. Si entra a nuoto, in kayak o con sentiero molto tecnico con tratto su corda, niente motori e nessun servizio.

Isole Pontine e Campania: piscine naturali e baie protette

La limitata capacità ricettiva delle isole pontine e i sentieri della Penisola Sorrentina fanno da filtro naturale. In Cilento, le calette protette si raggiungono quasi solo via mare.

  • Cala Battaglia (Ventotene, Latina): spiaggia di sabbia scura accessibile soltanto dal mare. Isola piccola e numeri contenuti anche in alta stagione.
  • Cala Feola (Ponza, Latina): piscine naturali scavate nella roccia bianca, tra le più belle spiagge di Ponza. Si scende a piedi da Le Forna in circa 15 minuti; meglio andare a giugno e settembre per godersi il luogo con meno persone.
  • Cala Bianca (Promontorio di Palinuro, Salerno): ciottoli chiarissimi e acqua trasparente nell’Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta. Si arriva soprattutto in kayak o con piccole imbarcazioni.
  • Baia di Ieranto (Massa Lubrense, Napoli): sentiero FAI da Nerano (circa 45 minuti) verso una baia di ciottoli con vista sui Faraglioni di Capri. Nessun servizio, conservazione esemplare dell’area.

Basilicata ionica: dune, pinete e nidi di Caretta

Tra Scanzano e Policoro la costa è ampia e libera, con habitat dunali ancora presenti. La vicinanza con zone protette favorisce incontri ravvicinati con l’avifauna e, in alcuni tratti, la nidificazione delle tartarughe.


  • Spiaggia Terzo Cavone (Scanzano Jonico, Matera): lido sterminato di sabbia dorata con pineta alle spalle e accesso semplice dall’SS106. Area frequentata per birdwatching; possibili avvistamenti di Caretta caretta in stagione di deposizione.


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 Letizia Miani

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