Nelle sere d’estate, le luci e i suoni del cinema all’aperto chiamano a raccolta la comunità di Castelfiorentino nel cortile interno di CAMBIO, il versatile centro culturale gestito dalla Fondazione Cambiano ETS che da due anni sta rigenerando una porzione del centro storico di questo comune della Val d’Elsa. Strategicamente collegato a Firenze, Pisa e Siena, dal 2024 Castelfiorentino si sta proiettando verso il proprio avvenire con una visione autonoma e ambiziosa, svincolata dai modelli di sviluppo più di frequente associati alle località di dimensioni analoghe. “Uscendo dalla stazione, in un unico quadrilatero si incontrano il Museo Benozzo Gozzoli, il Teatro del Popolo con il suo cinema, e CAMBIO, con i suoi tanti spazi. Un autentico polo culturale gestito da realtà distinte, che collaborano in modo costruttivo” racconta Maria Cristina Giglioli, direttrice di CAMBIO, introducendo una delle peculiarità del luogo. Si tratta di esperienze accomunate “dalla volontà di creare delle opportunità per la nostra comunità e dallo spirito di servizio. Puntiamo sulla nostra cifra identitaria con una proposta culturale importante, orientata a tutta la Toscana e all’Italia” prosegue Giglioli.
Rigenerazione urbana e culturale nella provincia toscana: un ex cinema rinasce come polo culturale
Conferma questa vocazione il programma di progetti espositivi che nell’ultimo biennio CAMBIO ha accolto nei suoi spazi: 2000 mq distribuiti su quattro livelli, esito della ristrutturazione dell’ottocentesco Cinema Puccini, per generazioni epicentro della vita aggregativa di Castelfiorentino al pari del confinante teatro. Ai volumi accessibili fin dall’apertura, avvenuta nel giugno 2024, sul finire del 2025 si sono aggiunti ulteriori spazi, a loro volta esito del recupero di alcuni appartamenti privati situati a ridosso dell’ex sala cinematografica. Di conseguenza, oltre al cortile che agisce come piazza sopraelevata, oggi CAMBIO dispone di ulteriori sale espositive e per incontri, dell’omonima libreria (affacciata sulla strada) e di una successione di ambienti in cui si sono progressivamente insediate alcune associazioni storiche della città con le loro sedi e i loro archivi. Il passaggio dell’immobile principale da controverso vuoto urbano a hub in grado di intercettare un pubblico eterogeneo ha attivato un processo virtuoso: Castelfiorentino sta riconquistando un luogo legato alla propria memoria, dal quale oggi si propaga un’offerta culturale non calata dall’alto e, nello stesso tempo, estranea a derive nostalgiche o eccessi autoreferenziali.
Le mostre e i progetti culturali di CAMBIO, il Centro Culturale di Castelfiorentino
Chi ha fin qui varcato la soglia di CAMBIO, da Corso Matteotti, ha infatti potuto partecipare a esperienze artistiche e culturali capaci sia di ripercorrere pagine di storia del territorio, sia di condurre il pensiero altrove, abbracciando epoche, geografie, traiettorie umane. È accaduto con la mostra inaugurale degli spazi aggiuntivi di CAMBIO dedicata a Robert Doisneau, maestro di una disciplina dallo sconfinato potere attrattivo come la fotografia che, proprio a Castelfiorentino, si è espressa con un seguace dal sorprendente talento: David Bastianoni. Banca Cambiano 1884, che detiene l’archivio dell’artista composto da quasi 33mila opere, ha individuato negli spazi di CAMBIO una sede permanente per questo patrimonio, reso disponibile alla consultazione e soprattutto salvaguardato dal deterioramento, grazie alla digitalizzazione.
La collaborazione con il Museo Novecento Firenze e le prospettive per il futuro di CAMBIO
Analogamente a quanto descritto, anche la mostra in corso fino al 20 settembre prossimo – Cento opere dalla Raccolta Alberto Della Ragione. Da Morandi a Vedova – agevola questi “sconfinamenti” dalla dimensione toscana fino a quella nazionale. Curata da Sergio Risaliti e Eva Francioli, con la partnership di Banca Cambiano 1884, la rassegna dell’estate 2026 illustra la passione per l’arte del Novecento dell’ingegnere navale e collezionista di origini campane che, sul finire degli Anni Sessanta, donò alla città di Firenze parte del suo patrimonio. Sovrastata e affiancata dagli spazi riservati all’eclettica collezione artistica della banca, la sala riservata alle esposizioni temporanee accoglie un percorso tematico, articolato in dieci sezioni: è qui che sono riuniti, in un allestimento che evoca un’atmosfera quasi da quadreria di famiglia, i big dell’arte italiana del secolo scorso, alcuni dei quali presenti con opere dei loro esordi. La generosa selezione di dipinti è intervallata da sculture, incluso un cavallo bronzeo eseguito da Marino Marini. Tutte le opere provengono dal Museo Novecento Firenze, ovvero una delle istituzioni del territorio toscano (ma di respiro pienamente nazionale) con le quali CAMBIO sta intessendo relazioni destinate a concretizzarsi, in futuro, in progetti non solo a carattere espositivo. “Vorrei vederlo costantemente frequentato, proprio come accadeva quando c’era il cinema: è un luogo a disposizione di tutti per svolgere tante attività diverse” auspica Giglioli, incoraggiata ad immaginare CAMBIO da qui a dieci anni. “Questi posti, se non sostenuti e vissuti, rischiano di perdersi. È importante che l’impegno profuso per farlo nascere, non si arresti” conclude. E dopo le mostre, le presentazioni, i convegni, gli workshop, le proiezioni che si tengono in giro per la struttura, consigliatissima una tappa all’eccellente ristorante Corale posizionato in vetta all’edificio.
Valentina Silvestrini
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