Amplifon e Saipem guidano Milano


Il 3 luglio 2026 consegna a Milano una chiusura quasi da record: il listino resta sotto il fixing massimo del 19 giugno e torna nella stessa fascia numerica con Wall Street assente e scambi più sottili. La selezione interna al paniere è stata netta: broker e commesse hanno mosso i rialzi, giudizi negativi e prese di beneficio hanno isolato i ribassi.

Avvertenza editoriale: le quotazioni riportano la chiusura del 3 luglio 2026 e non propongono acquisti o vendite.

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Il prezzo del FTSE MIB: quasi tutta la salita tenuta fino al fixing

Borsa Italiana fissa l’ultimo valore del FTSE MIB alle 17:40: 52.818,85 punti, +0,75%. L’apertura a 52.614,50 aveva già collocato Milano sopra la chiusura di giovedì a 52.428,18. Anche il minimo a 52.477,10 è rimasto sopra quel livello, mentre il massimo di 52.845,88 è arrivato a ridosso del fixing.


Il massimo intraday dista 3,05 punti dal record di chiusura del 19 giugno a 52.848,93. La chiusura del 3 luglio si ferma invece a 30,08 punti da quel riferimento. Siamo nella stessa area di prezzo, con una distanza inferiore a un decimo di punto percentuale.

Volumi sottili con saldo pieno

Il controvalore di 2,74 miliardi di euro racconta una seduta meno densa del solito. La ragione non sta in una fuga dall’azionario europeo: NYSE e Nasdaq erano chiusi per la festività americana osservata il 3 luglio, calendario confermato dalle pagine ufficiali dei due mercati statunitensi. ANSA colloca lo stesso controvalore dentro una giornata a liquidità ridotta.

Il rialzo con volumi ridotti vale per la posizione finale dell’indice più che per l’ampiezza degli ordini. Radiocor registra il riavvicinamento al record del 19 giugno e al livello psicologico dei 53.000 punti: il numero di seduta ha rilievo proprio perché arriva senza il traino di Wall Street.

Amplifon: target Equita e prezzo di chiusura

Amplifon ha segnato il rialzo più alto del FTSE MIB: +4,71% a 10,555 euro, con massimo a 10,615 e apertura a 10,145. La promozione di Equita da hold a buy, con target alzato da 12 a 14 euro, fissa un riferimento numerico immediato: rispetto alla chiusura di venerdì il nuovo target incorpora una distanza del 32,6%.

L’operazione GN Hearing fa da sfondo al movimento: accordo da circa 2,3 miliardi di euro, passaggio dal puro retail a una catena integrata tra produzione e rete commerciale nelle cronache Reuters. Il report Equita riapre il confronto sul prezzo dopo mesi difficili per il comparto degli apparecchi acustici.


Saipem: il contratto Romania oltre la cifra da 700 milioni

Saipem ha chiuso a 4,397 euro, +3,63%, dopo un massimo a 4,43. Il contratto annunciato il 2 luglio assegna alla società il 35% di una joint venture con Itinera 40% e ICM 25% per il lotto 4 dell’autostrada A8 “Unirii” in Romania. Il valore complessivo è vicino a 700 milioni e la quota Saipem vale circa 245 milioni.

La commessa entra nei prezzi perché unisce infrastrutture civili e presenza locale: 21 chilometri di tracciato, circa 5 chilometri nel territorio della Moldavia, 14 opere, tre svincoli, una galleria artificiale da 500 metri e una canna doppia da circa 1,7 chilometri. Il comunicato Saipem collega l’opera alla rete TEN-T e al programma europeo SAFE.

Titolo Saipem tra ordine e merger Subsea7

Il rialzo di Saipem non si esaurisce nel lotto rumeno. Il titolo continua a muoversi anche sull’operazione industriale con Subsea7: il merger agreement prevede il nome Saipem7, pari controllo economico fra azionisti Saipem e Subsea7 e quotazione a Milano e Oslo. La società ha indicato ricavi aggregati intorno a 21 miliardi, backlog a 43 miliardi e sinergie annue intorno a 300 milioni a regime.

Il calendario indicato dalle società colloca il completamento nella seconda metà del 2026. Per questo l’ordine A8 agisce da conferma di esecuzione: vale meno della fusione per dimensione e consegna al mercato una nuova voce di raccolta ordini nell’area Sustainable Infrastructures.

Banche: Mps accelera e UniCredit frena dopo il balzo

La finanza quotata ha lasciato una mappa meno omogenea. Mps ha chiuso a 11,144 euro, +1,85%, con ultimo scambio alle 17:36. Mediobanca è salita dell’1,14%, Bper dell’1,10%, Intesa dello 0,75% e Banco BPM dello 0,72%.


UniCredit si è fermata a 81,96 euro, +0,10%. Il prezzo arriva nell’ultimo giorno per aderire all’offerta pubblica di scambio su Commerzbank, con premio indicato oltre il 5%. Il mercato non ha chiesto al titolo un altro allungo dopo il rialzo della vigilia.

Il lato debole: Stellantis e lusso sotto vendita

Stellantis è stata la principale zavorra del paniere con -3,55% a 4,9335 euro. La pressione è arrivata dal giudizio reduce di HSBC. Accanto al titolo auto sono scese Brunello Cucinelli -1,08%, Ferrari -0,60%, Azimut -0,52%, Recordati -0,48% e Moncler -0,35%.

La seduta ha premiato titoli con notizie societarie fresche o rialzi broker e ha colpito i nomi privi di nuovi appigli. Teleborsa allinea questa gerarchia con la classifica finale del paniere principale.

A2A e Prysmian: acquisti legati a infrastrutture e ricerca broker

Prysmian è salita del 2,96% a 146,30 euro, sostenuta da nuovi prezzi obiettivo delle banche d’affari. A2A ha guadagnato il 2,04% a 2,35 euro dopo l’intesa con Equinix sul recupero di calore dai data center milanesi.

Il progetto A2A-Equinix ha numeri industriali misurabili: circa 225 GWh/anno di energia termica, quattro pompe di calore per 72 MW, accumuli per 6.000 metri cubi e contributo stimato pari a circa il 20% del calore distribuito nella rete di teleriscaldamento A2A di Milano. Quel numero lega il titolo utility alla domanda energetica dei data center, uno dei temi che sta già entrando nei multipli del settore.


Mid Cap e Star: seduta più larga del FTSE MIB

Il rialzo non è rimasto chiuso alle quaranta blue chip. FTSE Italia Mid Cap ha chiuso a 64.009,03, +1,19%. FTSE Italia Star ha terminato a 49.655,21, +1,82%. Nel Mid Cap hanno corso Tamburi +6,86%, Danieli +6,30%, Piaggio +5,19% e Sesa +3,77%.

Fuori dal paniere principale The Italian Sea Group ha aggiunto il 10,26% e Piaggio si è fermata a 1,722 euro. Il lato opposto della seduta ha visto EPH -11,39% e OPS Ecom -8,75%. La giornata ha coinvolto anche segmenti fuori dal listino maggiore, aspetto che dà più corpo al +0,75% del FTSE MIB.

Il raccordo con il 1 luglio

Il confronto interno con la seduta del 1 luglio monitorata da Sbircia la Notizia Magazine mostra la rapidità della rotazione. Allora Milano perdeva lo 0,4% con spread a 78 punti e pressione su energia e lusso. Due giorni dopo lo stesso differenziale resta in area 77-78 mentre il denaro torna su titoli con notizie societarie o copertura broker favorevole.

La ripartenza del 3 luglio non ribalta il segnale di inizio settimana. Gli investitori restano selettivi: comprano nomi con evento societario e lasciano indietro titoli privi di notizie immediate. La seduta consegna un mercato più alto e comunque selezionato titolo per titolo.



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 Junior Cristarella

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