Icarus, aereo di carta da 20,04 metri al Guinness


Icarus non è una sagoma gigante esposta in fiera. È un aliante di carta omologato con volo misurato, costruzione ammessa dal regolamento e titolo registrato. La misura che guida tutto è l’apertura alare: 20,04 metri, cioè 1,83 metri oltre il primato del Braunschweig Institute of Technology del 2013.

Avviso redazionale: il pezzo riguarda titolo Guinness, sede di certificazione, architettura del velivolo, squadra pisana e margine sul precedente record.

Sommario dei contenuti

Il titolo registrato da Guinness

La scheda pubblica di Guinness World Records assegna il titolo Largest paper aircraft a Progetto Icarus e Jakidale, con luogo Bologna e data 25 giugno 2026. La misura che fissa il record è l’apertura alare di 20,04 metri, pari a 65,75 piedi.


L’omologazione riguarda un velivolo capace di lasciare la piattaforma, sostenersi in aria e chiudere un volo misurabile. Il tratto registrato è di 59 metri, quasi quattro volte la soglia di 15 metri indicata per l’ingresso nel registro di questa categoria.

Un gigante di carta e colla

La scheda dell’Università di Pisa colloca il progetto fra gli allievi di ingegneria dell’Ateneo. La formula costruttiva resta asciutta: solo carta e colla, lavorate a mano. Sul piano strutturale, però, il velivolo non assomiglia a un foglio piegato in scala enorme: usa centine, longheroni e pannelli a nido d’ape, con fibre incrociate con una configurazione vicina ai laminati compositi.

Quella scelta distribuisce il carico lungo l’ala e limita la torsione durante il lancio. In una struttura così ampia, il problema non riguarda soltanto il peso: la superficie deve evitare cedimenti del bordo d’attacco prima che la portanza si stabilizzi. Qui la carta lavora come superficie portante e come telaio interno.

BolognaFiere, Padiglione 36

Il volo si è svolto dentro il Padiglione 36 del WMF 2026, nei giorni in cui la fiera occupava BolognaFiere con area espositiva, palchi e dimostrazioni dal vivo. Il giudice ufficiale Lorenzo Veltri ha certificato il titolo davanti al pubblico presente; le misure ufficiali del velivolo sono state controllate dall’ingegnere Vittorio Baraldi. La stessa sequenza di certificazione compare nel resoconto di Adnkronos.

La sede ha pesato sul risultato. Un padiglione fieristico offre volume libero sopra la traiettoria e pavimento regolare; per un oggetto da quasi trenta chili lanciato come aliante, la continuità dello spazio conta quanto la piega iniziale.


Il margine sul primato tedesco

Il primato precedente apparteneva al Braunschweig Institute of Technology, che nel 2013 aveva portato in volo un aeroplano di carta con apertura alare di 18,21 metri. Icarus supera quella misura di 1,83 metri. Il margine nasce da un ampliamento che aumenta il momento flettente alla radice alare e moltiplica le sollecitazioni sui giunti.

Il titolo resta più severo di quanto suggerisca la parola “carta”. Una superficie ampia riceve maggiori carichi al lancio, pesa nella parte esterna dell’ala e tende a torcersi quando il flusso d’aria non investe entrambe le semiali con identica intensità.

Il prototipo Dedalo prima di Icarus

Prima dell’esemplare finale, il gruppo pisano aveva lavorato su Dedalo, prototipo in scala 1:2,5 con 8 metri di apertura alare. Quel test ha mostrato comportamento in beccheggio, interazione fra ala e canard e deformazioni della struttura quando la velocità iniziale cala.

Dedalo aveva un compito netto: far emergere cedimenti prima della scala reale. Nel passaggio da 8 a 20,04 metri cresce il braccio delle forze, cresce la reazione della carta all’umidità e cresce la fatica di mantenere simmetriche le semiali durante il lancio.

I 59 metri dentro l’ingegneria del volo

Un aeroplano di carta così grande non guadagna distanza con la forza bruta del lancio. La prima spinta serve solo a far entrare aria sull’ala; il resto nasce da assetto, massa distribuita, rigidezza torsionale e posizione del baricentro.


Il risultato di 59 metri racconta un rapporto riuscito fra portanza e stabilità longitudinale. Se il muso scende troppo presto, il velivolo finisce a terra; se sale oltre l’angolo tollerabile, l’ala stalla e l’energia iniziale si perde in pochi istanti.

Chi ha costruito Icarus

Il gruppo indicato dall’Ateneo pisano riunisce Filippo De Paoli, Lorenzo Cioli, Emanuele Campinoti, Manuel Santoro, Giovanni Chiarelli, Luca Moni, Andrea Cipriano, Martina Cacciotti, Greta Ferrante, Gianmaria Ferrante, Jacopo Sardi, Dario Nista, Daniele Rusconi Braga, Dario Del Carlo e Gabriele Frediani.

La serie dei nomi racconta la natura del progetto: un gruppo che ha diviso calcoli strutturali, costruzione manuale, prove in scala e governo del lancio. La presenza di Jacopo D’Alesio, in arte Jakidale, ha portato produzione e divulgazione senza sostituire il lavoro ingegneristico degli studenti.

Carta, colla e partner materiali

La costruzione ha usato carta fornita da Sappi e colla Vinavil, marchio della casa madre Bolton. La colla lavora da giunto strutturale: distribuisce gli sforzi fra pannelli e incollaggi, stabilizza le fibre incrociate e crea continuità fra parti che al lancio subiscono trazione e torsione.

La carta deve resistere a piega, umidità e taglio. Lavorarla a mano impone tolleranze strette: un’ala lunga oltre venti metri amplifica asimmetrie minime e le porta in imbardata durante il volo.


Il collegamento con il WMF già seguito da Sbircia

Il lancio di Icarus allarga la pagina già aperta da Sbircia la Notizia Magazine sul bilancio del WMF 2026. In quel pezzo avevamo registrato la scala della fiera, gli oltre 800 espositori e il peso delle dimostrazioni dal vivo nel trattenere pubblico e operatori fra padiglioni e palchi.

Il velivolo passa dalla prova scenica al registro Guinness con una misura, un luogo e una data. Per BolognaFiere diventa un caso di tecnologia dimostrata davanti al pubblico; per Pisa, un risultato universitario con firma studentesca.

L’Italia riprende il titolo dopo tredici anni

Il titolo lascia la Germania dopo tredici anni e arriva in Italia attraverso un oggetto volutamente fragile. La forza della prova sta nel vincolo: nessun composito nascosto e nessuna struttura metallica. Carta e colla costringono a far lavorare la geometria.

La gara del Guinness vale meno della lezione ingegneristica: un materiale povero, scalato male, cede subito; scalato con regole aeronautiche, sorregge un’apertura alare comparabile a quella di un piccolo aeromobile. Icarus ha vinto lì, nel rapporto fra fragilità apparente e calcolo.



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 Junior Cristarella

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