avanzo 1,7 mld e cassa a 47,5


Il conto Inail non racconta una crisi di cassa. Racconta un ente assicurativo con premi sufficienti a coprire le prestazioni correnti, una liquidità enorme e vincoli che orientano parte della provvista verso la finanza pubblica. Il tema da fissare riguarda il rapporto fra soldi accantonati e tutele erogate.

Avviso di lettura: le cifre in milioni conservano la forma dei prospetti Inail quando l’arrotondamento in miliardi rischia di schiacciare la misura reale. Le cifre in miliardi seguono l’arrotondamento usato nelle schede pubbliche.

Sommario dei contenuti

Il consuntivo 2025 in valori pieni

La coppia 13,6 miliardi di entrate e 11,9 miliardi di uscite copre solo la superficie del consuntivo. Il CIV registra 1.740,8 milioni di avanzo finanziario, 47.513,1 milioni di fondo cassa e 53.008 milioni di avanzo di amministrazione.


Dentro il fondo cassa, 47.180,6 milioni risultano depositati presso la Tesoreria dello Stato. La scala è netta: la cassa vale circa 3,5 volte le entrate annue e circa 4 volte le uscite dell’esercizio. Da qui nasce il confronto sull’impiego delle risorse accantonate.

La cassa da 47,5 miliardi dentro la Tesoreria

La liquidità non coincide con un salvadanaio spendibile a comando. La quota in Tesoreria rappresenta circa il 99,3% del fondo cassa e resta agganciata alle regole di finanza pubblica. Il CIV colloca qui la frizione fra autonomia dell’Istituto e vincoli esterni.

Le riserve risultano coperte al 124,7% nel saldo finanziario attuariale, con il 109,2% garantito dalle sole disponibilità liquide. Il conflitto nasce altrove: nel perimetro di spesa che separa provvista assicurativa e impiego istituzionale su prevenzione, prestazioni sanitarie e rendite.

Rendite e assistenza assorbono quasi il 60% delle uscite

Le 593.473 rendite in essere al 31 dicembre 2025 pesano insieme a prevenzione, assistenza sanitaria e protesico-riabilitativa per circa 7,1 miliardi. La quota vale quasi il 60% delle uscite complessive dell’anno.

La cifra chiarisce la natura dell’ente: l’avanzo arriva dopo la copertura di obbligazioni permanenti verso lavoratori infortunati, tecnopatici e famiglie. Trattare l’avanzo come una somma isolata dalla massa delle rendite altera la lettura contabile del consuntivo.


Il cambio sui coefficienti delle rendite pesa sul patrimonio

Nel 2025 entra nella contabilità anche l’esito della delibera del Consiglio di amministrazione n. 193/2024, con riduzione del tasso di capitalizzazione delle rendite dal 2,5% all’1,5%. L’aggiornamento dei coefficienti ha richiesto un accantonamento straordinario superiore a 6,7 miliardi e ha prodotto un disavanzo economico di oltre 3,1 miliardi nel primo esercizio di applicazione.

L’avanzo patrimoniale scende da 15.559,2 milioni al 31 dicembre 2024 a 12.451,3 milioni al 31 dicembre 2025. La partita contabile è pesante perché tocca la stima di lungo periodo delle prestazioni e non la sola spesa dell’anno.

Premi e spese: il rapporto del 185,14%

Il consuntivo consegna un valore poco visibile nelle versioni brevi: le entrate contributive coprono il 185,14% delle prestazioni economiche istituzionali e il 120,87% della spesa corrente. Nel 2024 il primo indice era al 177,62%.

La crescita segnala premi superiori al bisogno immediato delle prestazioni. Per le imprese nasce qui la richiesta di un carico tariffario più leggero. Per gli assicurati la stessa eccedenza misura lo spazio per indennizzi, servizi sanitari e reinserimento lavorativo.

Bandi Isi: lo stanziamento non chiude il problema dei residui

Dal 2010 i Bandi Isi hanno distribuito oltre 4,7 miliardi. Il salto recente è netto: 211 milioni nel 2020, oltre 600 milioni nel 2024 e 610 milioni nel 2025.


L’aumento non elimina il problema dei residui passivi, cioè somme stanziate che tardano a uscire dal circuito amministrativo. Il CIV chiede procedure più rapide, controlli ex post e voucher per interventi già classificati. La prevenzione incide quando arriva dentro i tempi di investimento delle imprese, soprattutto Pmi e microimprese.

Formazione, scuola e nuovo bonus/malus

Nel mandato 2022-2026 le risorse destinate alla formazione salgono da 10,5 a 50 milioni, con circa 40 milioni aggiuntivi. La copertura assicurativa si allarga alla scuola e ai percorsi di formazione scuola-lavoro.

Sul tavolo del nuovo ciclo restano la revisione dell’OT23, il sistema bonus/malus in vigore dal 1° gennaio 2026, le tutele per categorie emergenti e l’assicurazione domestica. Il disegno è unitario: usare premi, sconti tariffari e incentivi per spingere comportamenti preventivi prima che l’evento lesivo entri nei fascicoli Inail.

Investimenti immobiliari e rendimento sotto soglia

Il capitolo INVIMIT aggiunge una tensione ulteriore. A fronte di una previsione di 7 milioni di proventi dai fondi immobiliari gestiti da INVIMIT SGR, nel 2025 non risulta accertata né incassata alcuna entrata.

La gestione immobiliare rende l’1,87% netto, pari al 3,64% lordo, sotto il riferimento minimo richiamato dal regolamento. Per un ente che copre riserve tecniche e rendite pluriennali il rendimento alimenta le tutele, oltre a presidiare il patrimonio.


Le 86 delibere del CIV nel quadriennio

Nel quadriennio il CIV ha tenuto 32 sedute plenarie e 169 riunioni nelle Commissioni, adottando 86 delibere. La ripartizione segnala due blocchi dominanti: 28 atti su piani triennali e 28 atti su bilancio e consuntivo.

La vigilanza si è mossa sul binario che più incide sull’Inail: orientare missioni e controllare dove finiscono premi e cassa. In questo percorso entra anche il primo bilancio tecnico attuariale, adottato con delibera del Consiglio di amministrazione n. 18 del 26 febbraio 2026.

Dalla contabilità ai cantieri

La contabilità Inail incrocia la cronaca già seguita da Sbircia la Notizia. Nel servizio su Calderone alla Camera sui controlli abbiamo isolato il primo quadrimestre 2026: denunce complessive a 204.573, casi mortali da 291 a 278 e malattie professionali a 38.992.

Nel lavoro su cantieri e Pmi al Festival del Lavoro il centro era la prevenzione misurabile dentro contratti, filiere e imprese minori. Il consuntivo 2025 dà il retroterra finanziario a quelle pagine: ci sono risorse, cassa e copertura attuariale. La questione è la velocità con cui rientrano in interventi di tutela.



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 Junior Cristarella

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