Pineta di Arenzano in Liguria il comprensorio pensato dagli architetti (e il festival Abitare la vacanza)| Artribune


Un buen retiro per l’alta borghesia milanese, affacciato sul golfo di Genova e disegnato da architetti di rilievo. A metà degli Anni Cinquanta, su impulso della Marchesa Negrotto Cambiaso e del Marchese Marcello Cattaneo Adorno, un’area del Ponente Ligure diventa teatro di un percorso di sperimentazione architettonica che finisce per coinvolgere indiscussi maestri dell’architettura moderna italiana. Da Ignazio Gardella e Marco Zanuso, ai quali i due committenti affidano il piano di lottizzazione per il comprensorio della Pineta di Arenzano (redatto esattamente settant’anni fa), fino ad Anna Castelli Ferrieri, Luigi Caccia Dominioni, Vico Magistretti e Gio Ponti. Sono loro, tra gli altri, i progettisti che contribuiscono a dare forma all’ “atlante di architetture, forme, linguaggi e varietà tipologiche, dalla villa unifamiliare al condominio, dal condominio a gradoni fino a quello a sviluppo orizzontale” che oggi è la Pineta di Arenzano. Così la definisce Emanuele Piccardo, architetto, critico, fotografo e curatore del festival Abitare la vacanza. Pineta Modernissima (in programma dal 3 al 5 luglio, in vari luoghi della Pineta di Arenzano).

Il festival “Abitare la vacanza” approda alla Pineta di Arenzano in Liguria

Le tre giornate di restituzione pubblica in arrivo, scandite da talk, reading, proiezioni e visite ad alcune delle dimore costruite nella Pineta di Arenzano, vanno intense come parte integrante di un programma di ricerca triennale dedicato a questo sito e associato a un preciso obiettivo. Entro il 2028 si intende infatti costituire un archivio storico unitario di questa esperienza architettonica, raccogliendo documenti fotografici (storici ed esito di nuove campagne), studi, fondi pubblici e collezioni private per metterli a disposizione di tutti. Un traguardo necessario “per superare l’attuale dispersione e dare visibilità e il giusto spazio a progetti che fin qui non hanno avuto piena riconoscibilità nella storiografia architettonica ufficiale” prosegue Piccardo, che con l’associazione plug_in da tempo indaga le traiettorie delle architetture nei luoghi di vacanza, non solo costieri.

Perché la vacanza italiana tra gli Anni Cinquanta e Sessanta è importante per l’architettura?

Risale infatti al 2023 il debutto di Abitare la vacanza, all’epoca format interregionale, diffuso tra Liguria, Sardegna e Toscana, nonché tra i vincitori dell’avviso pubblico Festival Architettura, promosso dalla Direzione Generale Creatività contemporanea del MiC. Nel 2025, con il sottotitolo “Architetture per il tempo liberato” e il focus sulle architetture collettive nel litorale ligure, il progetto si è poi concentrato sulla costa ligure, con il racconto delle metamorfosi paesaggistiche legate ai complessi disegnati da Luigi Carlo Daneri, tra Sanremo e Ospedaletti, Capo Pino e Capo Nero (1952-1972), e al piano urbanistico e alle realizzazioni di Ignazio Gardella e Marco Zanuso per Piani di Invrea a Varazze (1958-1963). Dall’estate 2026, l’attenzione si sposta quindi sulla Pineta di Arenzano, “per definire cos’è stata la vacanza tra gli Anni Cinquanta e Sessanta per l’alta società milanese e iniziare a valorizzare un luogo fino a oggi poco accessibile, elitario, che rappresenta un patrimonio non solo per i proprietari” prosegue Piccardo, affermando che “dopo 70 anni dal piano di Gardella e Zanuso il rapporto tra il verde e il costruito da loro previsto resta ottimo. La natura è ancora predominante”.

Condominio La Rotonda, Gardella Castelli Ferrieri,1961-1964. Photo Emanuele Piccardo
Condominio La Rotonda, Gardella Castelli Ferrieri, 1961-1964. Photo Emanuele Piccardo

Storia e architettura della Pineta di Arenzano

Il portichetto di Ignazio Gardella, Casa Leto di Priolo di Marco Zanuso, Casa Arosio di Vico Magistretti, Villa Ercole di Gio Ponti, le Case a schiera di Roberto Menghi, l’Hotel Punta San Martino di Ignazio Gardella e Marco Zanuso, il Condominio La Residenza di Anna Castelli Ferrieri e Ignazio Gardella, Case gruppo Costa di Ignazio Gardella e la Residenza La Rotonda di Anna Castelli sono le architetture accessibili, attraverso visite guidate, nei giorni del festival. In larga parte, riconosce Piccardo, sono state oggetto di cure adeguate nel corso del tempo, salvandosi di conseguenza dall’essere sfigurate da azioni invasive. Un risultato non scontato alle nostre latitudini, specie in una fase storica in cui le architetture del Novecento non sembrano ancora godere di un pieno e consapevole riconoscimento, a tal punto che non mancano casi controversi di recupero, ampliamento o rifacimento delle facciate. Anche da questa premessa, nell’ambito del festival Piccardo ha scelto di lanciare un premio che persegue le medesime finalità del progetto di ricerca che anima l’iniziativa.

Il format “Abitare la vacanza”: progetto di ricerca, festival e ora anche premio

Attraverso il nuovo riconoscimento, articolato in tre sezioni, si vuole infatti favorire la conoscenza e accrescere la consapevolezza circa l’importanza di questa concentrazione di progetti (in particolare in una regione, come Liguria, in cui il tema della vacanza ha prodotti esiti eterogenei), e riposizionare la vicenda della Pineta di Arenzano nel posto che merita nella storia dell’architettura.

Nella sezione Restauro, viene premiato un progetto che si qualifica come best practice nel restauro dell’architettura per la vacanza. La sezione riservata ai proprietari riconosce la capacità e la perseveranza di uno o più proprietari nel mantenere e curare il bene architettonico senza alterarlo con modifiche profonde che alternino lo spirito originario dell’architetto che l’ha realizzato. La terza sezione è infine dedicata alla ricerca, ovvero premia ricercatori indipendenti o accademici che possano fornire un punto di vista nuovo e inedito sui temi dell’architettura per la vacanza” conclude Piccardo.


Valentina Silvestrini

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