cresce l’attenzione delle strutture ricettive sulla prevenzione


Milano, 1 luglio 2026 – Nel comparto dell’hotellerie, la reputazione è un asset intangibile ma dal valore economico inestimabile.

La presenza di infestanti all’interno di una struttura ricettiva rappresenta una delle minacce più severe per la continuità aziendale e l’immagine del brand. Nell’era digitale, in cui l’esperienza dell’ospite viene istantaneamente condivisa su piattaforme di recensione e canali social, il riscontro anche di un singolo esemplare può innescare una crisi d’immagine di proporzioni devastanti. Il danno reputazionale si traduce immediatamente in un calo verticale delle prenotazioni, con ripercussioni finanziarie a lungo termine che superano di gran lunga i costi di una corretta prevenzione.

Oltre all’impatto commerciale, il quadro legislativo impone rigidi standard di sicurezza biologica. Le strutture alberghiere, in particolare quelle dotate di servizi di ristorazione e banchettistica, sono soggette alle normative europee sull’igiene degli alimenti (Regolamento CE 852/2004) e all’obbligo di applicazione dei protocolli HACCP.

Pertanto, l’igiene nelle strutture ricettive non deve essere intesa come un mero adempimento formale, ma come un pilastro fondamentale della gestione del rischio biologico.


La biologia del topo domestico e la sua interazione con l’ambiente antropico

Per implementare strategie di controllo realmente efficaci, è fondamentale comprendere a fondo l’etologia e la fisiologia degli infestanti target. Tra le specie sinantrope che più frequentemente colonizzano le strutture ricettive urbane, la minaccia principale è rappresentata dal
topo
, una specie caratterizzata da un’incredibile capacità di adattamento e penetrazione negli spazi interni. Il Mus musculus, comunemente noto come topo domestico, possiede caratteristiche biologiche che lo rendono un avversario estremamente insidioso per i gestori di hotel e strutture ricettive.

Questo piccolo mammifero presenta uno scheletro estremamente flessibile e l’assenza di clavicole rigide, caratteristiche che gli consentono di attraversare varchi millimetrici: qualsiasi fessura o foro superiore ai 6 millimetri (la dimensione del diametro di una matita) è sufficiente per permetterne il passaggio. Dal punto di vista comportamentale, il topo domestico è un animale spiccatamente curioso rispetto ai nuovi oggetti nel suo territorio, ma estremamente cauto nelle sue rotte di spostamento, che avvengono quasi sempre lungo i perimetri delle pareti sfruttando la tigmotassi (il contatto fisico con le superfici verticali per orientarsi).

Le sue abitudini alimentari sono onnivore, sebbene prediliga semi e cereali; tuttavia, all’interno di un hotel, può nutrirsi di qualsiasi residuo organico disponibile nelle cucine, nei magazzini o persino nei cestini dei rifiuti delle camere degli ospiti. La sua eccezionale resistenza alla disidratazione gli consente di sopravvivere ricavando l’acqua necessaria direttamente dai cibi solidi consumati. Questo comportamento rende la specie indipendente dalle fonti d’acqua dirette, facilitando la sua nidificazione all’interno di intercapedini, controsoffitti, pavimenti galleggianti e canali di distribuzione degli impianti tecnologici (elettrici e di condizionamento), dove trova un microclima ideale e protezione dai predatori.

I rischi sanitari e strutturali legati alla presenza di roditori

La presenza di roditori non costituisce soltanto un problema estetico o di decoro, ma configura una vera e propria emergenza di salute pubblica a causa dei gravi rischi sanitari roditori associati.

I piccoli roditori sono noti vettori biologici di numerosi agenti patogeni trasmissibili all’uomo, sia direttamente – attraverso il contatto con feci, urina e saliva – sia indirettamente, tramite ectoparassiti come pulci, zecche e acari che abbandonano l’ospite roditore per colonizzare l’ambiente circostante.


Tra le patologie più rilevanti dal punto di vista epidemiologico figurano la Salmonellosi, causata dalla contaminazione batterica di alimenti e superfici di lavoro nelle cucine; la Leptospirosi, trasmessa principalmente attraverso il contatto con urina infetta; e diverse forme di coriomeningite linfocitaria (LCMV) e infezioni da Hantavirus, che possono essere contratte anche per via inalatoria attraverso l’aerosolizzazione di polveri contaminate da escrementi secchi durante le operazioni di pulizia ordinaria.

Accanto al rischio biologico, non va sottovalutato il potenziale distruttivo di natura meccanica. I roditori possiedono incisivi a crescita continua che li costringono a un’incessante attività di rosicchiamento per limitarne la lunghezza. All’interno di una struttura alberghiera, questa necessità si traduce in danni strutturali sistematici, come il danneggiamento dei cablaggi elettrici, la compromissione dei sistemi di isolamento e danni a impianti idraulici.

Pest-proofing: progettare l’esclusione fisica per una difesa a lungo termine

Nel moderno pest management, l’approccio reattivo basato esclusivamente sull’applicazione di formulati chimici è superato da una visione olistica e preventiva. Il pilastro fondamentale di questa strategia è il pest proofing, ovvero l’insieme di interventi mirati all’esclusione fisica infestanti per impedire l’accesso dei roditori all’interno degli edifici. Progettare e mantenere barriere fisiche invalicabili rappresenta l’unico metodo sostenibile per garantire una difesa a lungo termine, riducendo la necessità di ricorrere a trattamenti biocidi massivi.

Il processo di pest-proofing richiede un’ispezione tecnica approfondita della struttura, volta a identificare i punti di vulnerabilità architettonica. I passaggi di tubazioni idrauliche, cavi elettrici e condotti di aerazione devono essere sigillati ermeticamente utilizzando materiali resistenti ai denti dei roditori, come reti in acciaio inox a maglia stretta (inferiore a 5 mm), lana d’acciaio professionale o sigillanti poliuretanici additivati con particelle metalliche o di vetro.

Le porte esterne, in particolare quelle delle zone di carico/scarico merci e delle cucine, devono essere dotate di spazzole sottoporta in metallo rigido (ghigliottine) per azzerare la luce da terra. Le finestre e le prese d’aria devono essere protette da reti antiroditore robuste. Infine, i giunti di dilatazione degli edifici, i controsoffitti e i pavimenti tecnici devono essere compartimentati per evitare che si trasformino in vie di transito interne per i roditori.


Queste misure di esclusione fisica non devono essere considerate elementi isolati, ma devono integrarsi sinergicamente all’interno di un piano di monitoraggio e controllo professionale. La combinazione tra una struttura meccanicamente protetta e un monitoraggio costante consente di intercettare tempestivamente qualsiasi tentativo di intrusione, garantendo i massimi standard di sicurezza e igiene richiesti dal settore dell’hotellerie d’eccellenza.

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