Milano resta la sede del processo. La Corte non ha accolto la richiesta di spostare il fascicolo a Siena e ha negato il ritorno davanti al Tribunale dopo il ricorso per saltum della Procura. La causa prosegue in appello con una rinnovazione istruttoria mirata sulle deposizioni rese nei procedimenti collegati alle serate di Arcore.
Avvertenza giudiziaria: il testo separa decisioni del collegio, ipotesi accusatoria e posizioni difensive. Nessuna responsabilità penale è definitiva senza sentenza irrevocabile.
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La decisione del 29 giugno
La decisione processuale del 29 giugno 2026 consiste nella riapertura dell’istruttoria dibattimentale in appello. Il giudice di secondo grado ascolterà nuovi testi chiesti dalle difese per esaminare il contenuto delle dichiarazioni rese nei processi Ruby 1 e Ruby 2 sulle serate di Arcore.
La scelta non produce un verdetto di colpevolezza o assoluzione. Porta nella fase istruttoria la relazione fra deposizioni, pagamenti e ipotesi di corruzione in atti giudiziari ex art. 319-ter c.p., ossia il capo rimasto vivo dopo il vaglio della Cassazione.
Il calendario fissato dai giudici
Gli ascolti si concentreranno in tre udienze: 30 settembre, 8 ottobre e 29 ottobre 2026. Le discussioni delle parti sono fissate al 3 e al 26 novembre. La scansione scelta dal collegio colloca la prova orale in una finestra breve e separa l’ascolto dei testi dalla fase delle richieste finali.
La platea dei testimoni viene indicata con una formula prossima a quaranta persone. Il dato rileva perché il giudice d’appello ha accolto la rinnovazione del dibattimento ma ha mantenuto un calendario serrato. La nuova prova orale non assorbe l’intero giudizio di rinvio.
Perché la falsa testimonianza resta nel fascicolo
Il reato di falsa testimonianza risulta prescritto. La Corte lo esamina ugualmente perché la corruzione in atti giudiziari richiede di accertare se una deposizione sia stata alterata in funzione di un processo.
Senza l’accertamento sul contenuto delle frasi pronunciate in aula, il pagamento contestato resta privo della finalità giudiziaria attribuita dalla Procura. Il tema probatorio forma la saldatura fra denaro, falsità dichiarativa ipotizzata e vantaggio processuale.
La Cassazione e il ritorno a Milano
La sentenza n. 2231/2025 della sesta sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio il proscioglimento in relazione all’art. 319-ter c.p. e ha trasmesso gli atti alla Corte d’Appello di Milano per un nuovo giudizio sui capi residui.
Il Tribunale aveva escluso la qualità di testimoni delle giovani sentite nei procedimenti precedenti. La Suprema Corte ha ritenuto che quel ragionamento non chiudesse l’accertamento sulla corruzione in atti giudiziari, affidando al giudice del rinvio il compito di entrare nel merito delle condotte.
Le richieste respinte
La Corte d’Appello ha escluso lo spostamento del processo a Siena. Ha respinto anche la richiesta di tornare davanti al Tribunale dopo il ricorso per saltum della Procura. Le questioni costituzionali legate alla veste processuale delle dichiaranti restano affidate alla decisione finale del giudizio d’appello.
La sede resta Milano. Il grado resta l’appello. Il fascicolo entra nella prova orale dopo un’ordinanza letta in aula per oltre un’ora, indice di una decisione costruita su più eccezioni preliminari e su una selezione delle richieste difensive.
Chi è ancora nel processo
Fra gli imputati figurano Karima El Mahroug, conosciuta come Ruby, l’avvocato Luca Giuliante e alcune delle donne indicate negli anni come ex ospiti delle serate di Arcore. Silvio Berlusconi non è più parte del giudizio dopo la morte del 2023. Nei suoi confronti l’assoluzione è divenuta definitiva.
Il giudizio in corso riguarda le posizioni rimaste dopo la decisione della Cassazione. L’accusa ancora al vaglio è la corruzione in atti giudiziari, collegata alla tesi dei pagamenti destinati a orientare le dichiarazioni nei procedimenti originari.
La veste processuale delle dichiaranti
La disputa giuridica riguarda il momento in cui le dichiaranti avrebbero assunto la qualità di testimoni nei procedimenti Ruby 1 e Ruby 2. Le difese insistono sul profilo delle garanzie difensive: se una persona doveva essere trattata come indagata o come soggetto in fascicolo connesso, la sua deposizione cambia statuto.
La Procura sostiene la tesi opposta: la contestazione di corruzione prende forma quando la deposizione viene resa e viene ritenuta falsa in rapporto ai versamenti contestati. La Corte d’Appello dovrà misurare proprio questa relazione, che il primo grado aveva lasciato assorbita dalla questione dell’utilizzabilità dei verbali.
Pagamenti e dichiarazioni
La materia probatoria ruota attorno ai versamenti e agli aiuti economici attribuiti a Berlusconi in favore di alcune giovani legate alle serate di Villa San Martino. Per l’accusa quei flussi avrebbero inciso sulle deposizioni e avrebbero dato alla formula delle cene eleganti una funzione di copertura processuale.
Le difese li descrivono come sostegni economici privi di accordo corruttivo e chiedono che i testimoni vengano ascoltati su tale collegamento. La rinnovazione istruttoria serve a collocare ogni dichiarazione dentro la sequenza dei pagamenti contestati e dentro il calendario dei processi precedenti.
Tre udienze per la prova orale
La scelta di concentrare gli ascolti in tre date limita il margine per una nuova istruttoria diffusa. I giudici hanno accettato la riapertura del dibattimento ma hanno definito un calendario che impedisce alla fase orale di occupare l’intero appello.
Per le difese il tempo indicato non esaurisce tutte le direttrici probatorie. Per il collegio la rinnovazione deve restare compatibile con il grado e con la materia indicata dalla Cassazione. La decisione tiene il processo dentro una corsia stretta: nuovi testi, poi discussione.
L’alternativa giuridica indicata dalla Cassazione
La Cassazione ha consegnato alla Corte anche un’alternativa giuridica: accertare la corruzione in atti giudiziari oppure esaminare reati unilaterali di induzione se il fatto non regge in quella forma. La formula decide lo statuto delle dichiaranti e il rapporto fra chi avrebbe pagato e chi avrebbe deposto.
La Corte milanese dovrà lavorare sulle dichiarazioni già rese, sui riscontri patrimoniali indicati dalle parti e sulla loro collocazione temporale. La partita non ruota sulla notorietà del caso. Riguarda la qualificazione penale di condotte già entrate negli atti.
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Junior Cristarella
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