Inflazione giugno al 3,0%: prezzi fermi, energia sale


Giugno entra nei prezzi con una caratteristica netta: il livello medio non sale rispetto a maggio, eppure alcune voci continuano a mordere nei conti di famiglie e imprese. La media annua arretra di due decimali poiché gli alimentari freschi e alcuni servizi rallentano più del canale energetico.

Base statistica: stime provvisorie Istat diffuse il 30 giugno 2026, indici in base 2025=100. Il rilascio definitivo di maggio è usato solo per misurare il passaggio mensile.

Sommario dei contenuti

NIC fermo a 103,1: meno rincaro annuo, nessun aumento sul mese

Il NIC di giugno resta a 103,1, lo stesso valore di maggio. La variazione mensile è 0,0%. Il tasso annuo scende al +3,0%, due decimi sotto il mese precedente. Nella serie 2026 l’indice era a 100,4 a gennaio, 101,1 a febbraio, 101,6 a marzo e 102,7 ad aprile: giugno interrompe la risalita dei livelli ma non riporta indietro il paniere.

La frenata del tasso annuo nasce dal raffronto con un giugno 2025 già in aumento. Nel passaggio da maggio a giugno 2026 il livello medio non cresce: la pressione si ricompone tra voci in calo mensile e aumenti concentrati su servizi e bollette regolate.

Alimentari freschi e servizi turistici abbassano il ritmo

Gli alimentari non lavorati passano dal +5,5% al +4,5% e calano dell’1,4% sul mese. Dentro questa voce il gruppo frutta e frutta a guscio scende dal +5,3% al +1,7%, con un arretramento mensile del 4,1%. Ortaggi, tuberi, banane plantano, banane da cucina e legumi rallentano dal +4,3% al +3,9% e perdono l’1,8% su maggio.

Nei servizi la discesa arriva dalle voci più legate alla stagione. I servizi ricreativi, culturali e personali si portano al +2,7% dal +3,0%. Gli alloggi scendono al +2,1% dal +3,9%, pur salendo dell’1,6% sul mese. I servizi relativi ai trasporti vanno al +1,1%, con trasporto aereo passeggeri al -10,3% e trasporto marittimo passeggeri al +4,0%.

Energia: tutelato in rialzo, mercato libero più caro

Il blocco energetico sale al +12,7% dal +11,9%, pur segnando un -0,2% sul mese. La quota regolamentata passa dal +5,6% al +9,3%: elettricità in tutela al +7,1%, gas tutelato al +11,5%. Il salto della componente regolata pesa poiché arriva su utenze dove i contratti non reagiscono come il mercato libero.

Nella parte non regolamentata il ritmo annuo sale al +12,9%. Elettricità del mercato libero al +12,6% e gas di città e gas naturale del mercato libero al +9,9% formano la porzione più visibile nelle bollette fuori tutela. I carburanti restano alti ma meno tesi: gasolio da riscaldamento +26,6%, gasolio per mezzi di trasporto +21,5%, benzina +10,3%.

Carrello a +1,6%, acquisti ricorrenti a +4,1%

Il carrello della spesa, composto da beni alimentari, prodotti per la pulizia della casa e igiene personale, scende al +1,6% dal +1,9%. Il peso nel paniere NIC è pari a 204,361 millesimi, poco più di un quinto dell’indice generale. La flessione mensile dello 0,3% arriva in larga parte dagli alimentari non lavorati.

La spesa incontrata più spesso dalle famiglie racconta un ritmo diverso. I prodotti ad alta frequenza d’acquisto valgono 409,790 millesimi del paniere e segnano +4,1% sull’anno, con -0,2% sul mese. I prodotti a media frequenza salgono al +2,9%, quelli a bassa frequenza al +1,2%. Il divario fra carrello e alta frequenza nasce dalla presenza di carburanti e altre uscite ricorrenti fuori dalla spesa alimentare stretta.

Beni al +3,4%, servizi al +2,6%: divario a -0,8 punti

Il comparto dei beni resta al +3,4% annuo e scende dello 0,2% sul mese. I servizi rallentano al +2,6% dal +2,8%, con aumento mensile dello 0,4%. La distanza fra servizi e beni arriva a -0,8 punti percentuali, dopo il -0,6 di maggio.

Fra le divisioni di spesa il rincaro annuo più alto resta in abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, al +7,0%. Seguono trasporti al +4,7% e servizi finanziari e polizze al +4,3%. L’unica area in negativo fra le divisioni principali è informazione e comunicazione, al -1,2%.

IPCA a 103,7: un decimale sotto maggio

L’IPCA, misura usata per il raffronto europeo, sale a 103,7 in base 2025. L’aumento mensile è +0,1% e il tasso annuo si porta al +3,1%, dal +3,2% di maggio. La distanza dal NIC deriva dalle regole dell’indice armonizzato, soprattutto dal trattamento dei saldi e delle voci comparabili nell’Unione europea.

Nell’IPCA la componente di fondo, esclusi energia e prodotti alimentari non trasformati, scende al +1,6% dal +1,8%. L’indice senza energia va al +1,9%, dal +2,1%. Il rallentamento europeo dell’Italia si concentra nei segmenti meno volatili mentre l’energia conserva una coda ampia.

Dal definitivo di maggio alla stima di giugno

La stima definitiva di maggio, già raccontata nel pezzo interno sul rilascio Istat del mese precedente, fissava il NIC a 103,1, il carrello al +1,9%, l’alta frequenza al +4,4% e l’energia non regolamentata al +12,5%.

Giugno lascia fermo lo stesso indice generale ma cambia la composizione interna del mese: carrello e alta frequenza perdono tre decimi, la componente di fondo perde un decimo e l’energia non regolamentata guadagna quattro decimi. L’immagine del mese è più selettiva di quanto dica il 3,0%: il paniere arretra nelle voci quotidiane fresche e continua a pagare il canale energetico.

Il rilascio Istat e le conferme esterne

Il riferimento primario è il comunicato Istat sui prezzi al consumo di giugno. La stessa combinazione numerica su NIC, carrello, alta frequenza, componente di fondo e IPCA compare nelle cronache economiche di ANSA, Teleborsa, RaiNews, Sky TG24 e Reuters, con uno scarto soltanto lessicale tra “prezzi fermi” e “variazione nulla”.


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 Junior Cristarella

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