Five Nights at Freddy’s 3, copione a Gary Dauberman


Il terzo Five Nights at Freddy’s ha superato la zona delle frasi da convention e delle attese dei fan. La produzione ha scelto un nome definito per il copione e quel nome modifica il peso industriale del film: Gary Dauberman è abituato a lavorare su horror di marca, serialità cinematografica e mitologie con molti personaggi.

Avviso editoriale: il testo mantiene in campi distinti i fatti già fissati dal progetto e le caselle ancora senza annuncio pubblico: uscita, riprese, sinossi e ritorni del cast.

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Gary Dauberman scrive il terzo film

Gary Dauberman scrive il copione del prossimo capitolo di Five Nights at Freddy’s. L’ingresso di Dauberman colloca il progetto dentro una filiera horror molto riconoscibile: lo sceneggiatore ha lavorato a It, It Chapter Two, alla linea Annabelle, a The Nun, The Nun II e a Salem’s Lot. Dread Central ha registrato la conferma legata a Blumhouse Atomic Monster e The Hollywood Reporter ha ricondotto il terzo film allo stesso assetto produttivo.

La svolta si misura sui credits dei film precedenti. Il primo Five Nights at Freddy’s accreditava al copione Scott Cawthon, Emma Tammi e Seth Cuddeback; il secondo film è arrivato con Cawthon come autore unico. Il terzo capitolo affida la scrittura a un profilo esterno al nucleo iniziale della saga cinematografica.

Lo scarto creativo dopo due film firmati Cawthon

La presenza di Dauberman supera la semplice aggiunta di un nome nei credits. Blumhouse Atomic Monster sta portando nel franchise un autore allenato a comprimere mitologie horror vaste dentro film destinati a platee larghe. Nel caso FNAF, il problema è netto: la saga nasce da un videogioco con una trama stratificata, personaggi decifrati dai fan nel tempo e continui rimandi interni.

La scrittura del terzo film dovrà governare una materia meno immediata del primo turno di guardia alla pizzeria. Cawthon resta il proprietario creativo dell’universo FNAF, però la scelta di Dauberman consegna il copione a chi ha già lavorato su serie horror dove continuità, antagonisti ricorrenti e genealogie oscure incidono sulla comprensione dello spettatore.

Emma Tammi e Scott Cawthon restano nel circuito produttivo

Emma Tammi, regista dei primi due film, è indicata per tornare dietro la macchina da presa. La scelta tiene vicino al terzo capitolo la stessa grammatica visiva dei film precedenti, dalle scene notturne dentro gli spazi controllati alla centralità degli animatronics realizzati per la sala.

Scott Cawthon rimane nel progetto come produttore. La posizione non è marginale: il creatore del videogioco continua a presidiare il canone. Dauberman lavora sulla forma cinematografica. Questa divisione fotografa il movimento industriale: Cawthon custodisce l’universo FNAF e Dauberman lavora sulla macchina narrativa.

Cast, data e trama restano senza annuncio

Il copione ha un autore, il resto del pacchetto produttivo non è stato chiuso pubblicamente. Non compaiono una data d’uscita, una finestra di riprese, una sinossi ufficiale o un elenco di interpreti confermati. I nomi di Josh Hutcherson, Piper Rubio, Elizabeth Lail, Matthew Lillard e Skeet Ulrich appartengono alla traiettoria dei film già usciti, non a un cast annunciato per il terzo capitolo.

Qui il confine editoriale separa annuncio produttivo e desiderio della fanbase. La saga ha lasciato aperti diversi snodi, soprattutto attorno a William Afton e Henry Emily, però nessun ritorno diventa acquisito finché la produzione non lo inserisce in una comunicazione formale.

La frase di Skeet Ulrich ha anticipato il movimento

La pista Dauberman era stata preparata da una dichiarazione pubblica di Skeet Ulrich, che in una convention aveva parlato del terzo copione e di un autore collegato a It e It Follows. GamesRadar ha documentato l’equivoco: It e It Follows non hanno lo stesso sceneggiatore. Il nome emerso dopo quel cortocircuito è Dauberman, accreditato su It.

La frase di Ulrich resta interessante per un motivo preciso: mostra che il terzo film circolava già nelle conversazioni degli interpreti prima della formalizzazione del copione. Il contenuto creativo della storia, però, non si ricava da quella battuta. La produzione ha confermato lo scrittore, non la gerarchia dei personaggi.

Due film sopra quota 530 milioni globali

La scelta di accelerare sul terzo film nasce da una base economica già forte. Box Office Mojo assegna al primo Five Nights at Freddy’s un mondiale da 291,6 milioni di dollari; The Numbers colloca Five Nights at Freddy’s 2 a 239,6 milioni. Sommando queste due schede si arriva a circa 531,2 milioni.

Il primo film aveva raggiunto quel risultato con uscita in sala e disponibilità su Peacock nel mercato statunitense. Il sequel, distribuito nel 2025, ha confermato l’acquisto del biglietto come leva del franchise. Per Blumhouse, FNAF resta quindi una proprietà a costo controllato e pubblico fedele, due condizioni poco comuni nel mercato horror tratto da videogiochi.

Il videogioco del 2015 offre Springtrap e Fazbear’s Fright

Il terzo videogioco, uscito su Steam il 2 marzo 2015, porta l’azione dentro Fazbear’s Fright, attrazione horror costruita sulle leggende di Freddy Fazbear’s Pizza. La figura che domina quel capitolo è Springtrap, presenza centrale nel rapporto fra passato criminale, suit springlock e ritorno del trauma in forma animatronica.

Il film non ha annunciato un adattamento diretto di quella trama. La materia del gioco, però, chiarisce perché Dauberman sia una scelta coerente: il terzo capitolo videoludico richiede un lavoro su ambienti chiusi, oggetti recuperati dal passato e mitologia sepolta che torna a mordere il presente.

Il collegamento con Matthew Lillard

Sbircia ha seguito il rilancio recente di Matthew Lillard in Matthew Lillard: nostalgia e ritorno a Hollywood, dove William Afton veniva inserito fra i ruoli capaci di riattivare il suo profilo horror. Il terzo FNAF, se riporterà davvero Afton in posizione dominante, avrà una leva attoriale già pronta: un volto familiare al pubblico anni Novanta e insieme leggibile per gli spettatori arrivati dai videogiochi.

La presenza di Lillard resta da confermare per il nuovo film. Il ragionamento industriale, invece, è già chiuso: ogni capitolo FNAF che tocca Afton deve fare i conti con un interprete che ha dato al personaggio corpo, voce e riconoscibilità immediata nella sala.


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 Junior Cristarella

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