Trevi a +11% dopo l’Ops ICOP, concambio e soglia 90%


La seduta di Piazza Affari ha assegnato subito una traiettoria leggibile a Trevi: avvicinarsi al prezzo implicito dell’Ops e misurare il premio residuo sul nuovo prezzo di ICOP. L’offerta è costruita come scambio puro: azioni contro azioni. Chi aderisce riceve azioni ICOP di nuova emissione e passa da un titolo di Euronext Milan a una partecipazione nella società offerente, quotata su Euronext Growth Milan e già orientata al trasferimento sul mercato principale.

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Dal teorico +11% al prezzo di 3,926 euro

Alle 9:32 Trevi era indicata in asta con un teorico vicino al +11%. Alle 12:19 lo scambio passava da 3,80 a 3,996 euro durante la mattinata e si attestava a 3,926 euro, pari al +10,97%. Nello stesso rilevamento I.CO.P. quotava 30,50 euro con un calo del 3,17%, come segnato da Borsa Italiana/Teleborsa.

La prima reazione è lineare nella sua meccanica: il mercato ha comprato Trevi verso il corrispettivo annunciato e ha corretto ICOP per l’emissione di nuove azioni destinate allo scambio. Il teorico d’asta, nella fase iniziale, era un calcolo provvisorio degli ordini presenti sul book prima della riapertura degli scambi.

Il concambio: 133 azioni ICOP ogni 1.000 Trevi

La comunicazione regolamentata diffusa su eMarket STORAGE fissa un rapporto di 0,133 azioni ICOP per ogni azione Trevi portata in adesione, cioè 133 azioni ICOP ogni 1.000 azioni Trevi. Il prezzo ICOP di venerdì 26 giugno, pari a 31,300 euro, attribuisce a ciascuna Trevi un prezzo implicito di 4,163 euro.

Il premio ufficiale è pari al 20,1% sulla chiusura Trevi di 3,467 euro del 26 giugno. La stessa comunicazione indica anche un premio del 21,9% sulla media ponderata a un mese, del 28,9% sulla media a tre mesi, del 35,4% sul TERP di 3,074 euro e del 108,1% sul prezzo di sottoscrizione di 2 euro fissato per l’aumento di capitale.

Con adesione integrale, l’aumento al servizio dell’Ops arriverebbe a 8.721.903 nuove azioni ICOP, circa 21,5% del capitale fully diluted e 272.995.563,9 euro sul prezzo di riferimento.

Il premio residuo con ICOP a 30,50 euro

Il prezzo implicito di 4,163 euro nasce dal riferimento ICOP di venerdì. Con ICOP a 30,50 euro nella rilevazione delle 12:16, lo stesso rapporto di 0,133 incorpora una quota di 4,0565 euro per azione Trevi. Il confronto con Trevi a 3,926 euro alle 12:19 lascia uno spazio di circa 3,3%.

Il mercato sta trattando una distanza più stretta del premio ufficiale indicato nel comunicato. La distanza varia minuto per minuto con il prezzo ICOP, perché il corrispettivo è interamente in azioni e non in denaro. Ogni flessione della carta ICOP abbassa il prezzo implicito riconosciuto a Trevi, ogni recupero lo alza.

Aumento Trevi: diritti non esercitati venduti nella prima seduta

L’Ops arriva immediatamente dopo l’aumento di capitale Trevi. Nel periodo di opzione, iniziato l’8 giugno e chiuso il 25 giugno, sono stati esercitati 15.537.255 diritti per sottoscrivere 49.719.216 nuove azioni, pari al 99,51% dell’offerta, per 99.438.432 euro.

La parte residua era composta da 76.605 diritti, validi per sottoscrivere fino a 245.136 azioni, pari allo 0,49% delle nuove azioni. Il Sole 24 Ore Radiocor ha registrato alle 11:46 la vendita integrale nella prima seduta su Euronext Milan. La scadenza per l’esercizio cade il 30 giugno al prezzo di 2 euro per nuova azione, nel rapporto di 16 azioni ogni 5 diritti.

Soglia 90%, Consob e revoca dalla quotazione

L’offerta copre un massimo di 65.578.216 azioni ordinarie Trevi, numero calcolato includendo le azioni già sottoscritte nell’aumento di capitale e quelle ricavabili dai diritti residui. Alla data della comunicazione, ICOP indicava zero azioni Trevi in portafoglio e Trevi indicava zero azioni proprie.

L’avvio richiede il via libera dell’assemblea straordinaria ICOP convocata per il 28 luglio 2026, la delega al capitale al servizio dell’offerta, il documento d’offerta approvato da Consob, le autorizzazioni antitrust e l’assenza di stop pubblici compresi i profili golden power. Fra le clausole figura anche la tenuta del finanziamento Trevi da 180 milioni di euro.

Il calendario dell’adesione dura fra 15 e 40 giorni di Borsa aperta. Il corrispettivo in azioni ICOP viene liquidato il quinto giorno di Borsa aperta successivo alla chiusura. La riapertura dei termini ex art. 40-bis resta esclusa.

La soglia indicata è il 90% dei diritti di voto. Con quella quota ICOP punta al delisting e all’acquisto delle azioni residue quando ricorreranno i presupposti degli articoli 108 e 111 del TUF. Sotto quella soglia l’offerente mantiene margini di rinuncia alle clausole secondo quanto previsto nel testo dell’offerta.

ICOP verso Euronext Milan con una reverse takeover

Per ICOP l’operazione è qualificata come reverse takeover ai sensi del regolamento Euronext Growth Milan. La definizione nasce dal rapporto dimensionale fra offerente e società bersaglio: ICOP è quotata sul mercato per piccole e medie imprese e acquista una società già presente su Euronext Milan, con ricavi e attivo che superano gli indici fissati dal regolamento.

Il consiglio ICOP ha avviato anche il passaggio da Euronext Growth Milan a Euronext Milan. Il Corriere della Sera ha allineato la qualifica di reverse takeover al salto dimensionale indicato da ICOP: gruppo combinato sopra 1 miliardo di euro di ricavi pro-forma 2025 e portafoglio ordini superiore a 2,2 miliardi.

Fondazioni, microtunnel e geografie complementari

ICOP si presenta come gruppo nato nel 1920, con ricavi oltre 500 milioni di euro nel 2025 anche grazie alle acquisizioni di AGH negli Stati Uniti e Palingeo in Italia. Il perimetro geografico ICOP è centrato su Italia, Francia, Germania, area scandinava e Stati Uniti.

Trevi porta una presenza internazionale nell’ingegneria del sottosuolo attraverso Trevi e Soilmec, con presidio in Asia-Pacifico e Nord America. Le sinergie stimate da ICOP dal quarto anno successivo al perfezionamento dell’operazione sono pari a 120-140 milioni di euro di ricavi annui aggiuntivi e 55-75 milioni di Ebitda annuo.

Energia, chip e Ferrari nel resto del listino

Trevi è la storia di società fuori dal paniere principale ma la mattinata di Milano ha avuto altri motori. ANSA ha registrato alle 9:32 un FTSE MIB a 51.475 punti in rialzo dello 0,4%, con STM a +3,66% dopo il nuovo giudizio Barclays e con il greggio a sostenere Saipem ed Eni.

La fotografia delle 12:20 di Borsa Italiana vede Saipem a 4,29 euro in rialzo del 2,78%, Eni a 20,555 euro con +1,68%, STM a 64,87 euro con +3,63% e Ferrari a 323,45 euro con +0,40%. Le banche restano più fredde, con Bper a -0,77%, Banco BPM a -0,27% e UniCredit a -1,10%.

La scelta degli azionisti Trevi fra premio e carta ICOP

Aderire all’Ops significa consegnare azioni Trevi e ricevere nuove azioni ICOP. L’azionista passa da una società in ricapitalizzazione appena completata a una partecipazione nel gruppo che nascerà dall’aggregazione. La convenienza ormai segue la quotazione ICOP più che il premio del 20,1% calcolato sul prezzo del 26 giugno.

Il mercato ha già accorciato la distanza fra Trevi e il corrispettivo. A 30,50 euro per ICOP, il concambio vale 4,0565 euro; a 31,300 euro vale 4,163 euro. Il prezzo Trevi vicino a 3,93 euro dice che chi compra ora sta pagando quasi tutta la salita già incorporata nel rapporto di scambio.

Il movimento odierno si innesta su un segnale già apparso nel nostro pezzo del 19 giugno sul FTSE MIB oltre 53.000 punti: Trevi era già fuori dal paniere principale e segnava +8,9% alle 12:13. Oggi la spinta ha una matrice societaria: il concambio ICOP agisce da prezzo guida e l’ipotesi di delisting chiude la traiettoria industriale della mossa.


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 Junior Cristarella

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