Giugno si chiude con aria africana ancora radicata nei bassi strati e correnti più fresche pronte a entrare da nord-ovest. Il caldo non scompare nella giornata di oggi. Arretra per settori e lascia energia sufficiente per temporali rapidi.
Ore di riferimento: 11:59 di lunedì 29 giugno 2026. Le celle convettive nascono su scale locali: due comuni vicini ricevono accumuli molto diversi quando il temporale resta confinato a una valle o a un tratto di pianura.
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Ore 12 del 29 giugno: caldo e allerta gialla
Alle 11:59 il segnale nazionale è netto: il caldo rimane diffuso, i temporali crescono dal pomeriggio e l’allerta gialla per temporali riguarda Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto. Il Dipartimento della Protezione Civile aggiunge per la Calabria anche una criticità idraulica gialla sui versanti ionici e tirrenici indicati nel bollettino nazionale.
La fascia termica centrale resta compresa fra 30 e 37°C su molte aree, con punte di 38-40°C in Val Padana orientale e nelle zone interne. La traccia combacia con Meteo.it e con la cronaca meteo pubblicata da Adnkronos, che colloca il Centro-Nord oltre 36-37°C su porzioni estese.
Perché il temporale nasce prima sui rilievi
Alpi e Appennino funzionano da innesco perché il riscaldamento diurno spinge l’aria umida verso l’alto. La salita orografica raffredda la massa d’aria, forma nubi cumuliformi e concentra i rovesci nelle ore pomeridiane. Quando il flusso in quota taglia il bordo dell’anticiclone, le celle scendono verso le pianure vicine.
Oggi il Nord-Ovest conserva la probabilità maggiore di sconfinamenti in pianura fra Piemonte e Lombardia. Sull’Appennino il segnale si distribuisce a macchia, con episodi brevi sulle aree interne e sui rilievi siciliani.
Martedì 30: caldo alto, temporali più mobili
Martedì 30 non porta ancora il ricambio pieno. Nella mattinata rovesci isolati fra alto Piemonte e alta Lombardia lasciano spazio a schiarite più ampie su Emilia-Romagna, Liguria e Centro-Sud. Dal pomeriggio ripartono temporali su Alpi, Piemonte, Liguria centrale, zone interne del Centro, Appennino meridionale e rilievi delle Isole.
Le temperature scendono di poco. La Val Padana orientale e le zone interne del Centro-Sud conservano punte sui 37-38°C. La Sardegna riceve rinforzi di Maestrale, un segnale di ingresso d’aria meno calda sul bordo occidentale del Mediterraneo.
1 luglio: il fronte atlantico entra dal Nord
Mercoledì 1 luglio il cambio arriva dall’arco alpino. La perturbazione atlantica raggiunge i rilievi nelle prime ore, produce piogge al mattino e accelera dal pomeriggio verso Prealpi e pedemontane. In serata la traiettoria più esposta porta i nuclei verso Lombardia orientale e Triveneto.
3Bmeteo colloca sulle pianure del Nordest i temporali più severi, con grandine anche di medie dimensioni e colpi di vento. Il Nord-Ovest, dopo il primo passaggio, vede schiarite più ampie e un calo termico più marcato rispetto ai giorni precedenti.
Grandine e downburst: il motore delle celle
La grandine diventa credibile quando correnti ascensionali intense riportano più volte le gocce sopra la quota di congelamento. I chicchi crescono per strati e cadono quando il peso supera la spinta verso l’alto. Dopo molti giorni di suolo caldo e aria umida, l’energia disponibile rende più violento il rovescio.
Il downburst segue un meccanismo diverso. L’aria raffreddata dalla precipitazione precipita verso il basso e si apre al suolo con raffiche lineari. Così un temporale breve crea danni da vento anche lontano dal nucleo di pioggia più compatto. iLMeteo.it usa lo stesso termine per la finestra di mercoledì, legandolo al contrasto tra aria fresca in quota e caldo umido mediterraneo.
Emilia-Romagna: l’allerta per temperature estreme
La pagina regionale dell’Emilia-Romagna aggiunge un tassello territoriale: l’allerta 068/2026 emessa il 28 giugno alle 11:43 e valida dalle 00:00 del 29 alle 00:00 del 30, assegna il rosso per temperature estreme a Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara e Ravenna.
Il bollettino regionale attende massime attorno a 40°C nei settori centrali e segnala disagio bioclimatico diffuso. I temporali sono indicati come più probabili lungo i rilievi, soprattutto nel settore centro-occidentale, con effetti localmente dannosi.
2 luglio: Centro-Sud sotto la coda del fronte
Giovedì 2 luglio la linea temporalesca scivola verso il Centro-Sud. Appennino e Meridione ricevono rovesci localmente forti, grandine e sconfinamenti verso alcune coste, poi i fenomeni si attenuano in serata. Al Nord rientra una stabilità più ampia dopo il passaggio del giorno precedente.
La finestra fra mercoledì 1 e venerdì 3 luglio concentra il ricambio d’aria. RaiNews colloca in quelle ore la maggiore probabilità di grandine e ventilazione settentrionale più attiva, con massime destinate a scendere sotto i 35°C. Sky TG24 individua Lombardia, Triveneto ed Emilia-Romagna come settore iniziale più esposto mercoledì.
Il 19 giugno avevamo già fissato la durata del caldo
Il nostro pezzo del 19 giugno sul caldo oltre il 28 aveva fissato una durata superiore al weekend, con punte locali attorno a 39°C e temporali confinati ai rilievi. La pagina di oggi aggiunge il cambio di scala: dal 29 la convezione entra nelle allerte nazionali e dal 1 luglio il fronte atlantico aggancia il Nord.
La sequenza non cancella l’anomalia calda. La settimana 29 giugno-5 luglio nella tendenza MeteoAM mantiene temperature sopra la media su gran parte del Paese, con Sicilia centromeridionale più vicina alla norma pur dentro un cambio di circolazione con correnti occidentali più fresche e due passaggi perturbati.
Ore più esposte per salute e lavoro
La parte più pesante del caldo resta fra tarda mattinata e tardo pomeriggio, quando radiazione solare, asfalto e umidità sommano il carico termico. Nei cantieri, nei mercati, nella logistica e nelle consegne all’aperto la soglia critica arriva prima del valore massimo sul termometro, perché il corpo accumula stress già nelle ore precedenti.
Il Ministero della Salute monitora 27 città con livelli da 0 a 3. Il livello 3 indica ondata di calore con rischio elevato persistente per almeno tre giorni. Nelle notti tropicali il recupero fisiologico si accorcia e l’afa del giorno dopo parte da una soglia già alta.
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Junior Cristarella
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