Per decenni il piombo è stato un materiale diffusissimo nell’edilizia residenziale europea, apprezzato per la sua duttilità e la resistenza alla corrosione. Negli edifici costruiti prima degli anni Novanta, le tubature idrauliche in piombo possono essere ancora presenti, spesso nascoste nelle pareti o negli impianti condominiali. Il problema non è solo storico: questo metallo pesante può rilasciarsi nell’acqua potabile senza lasciare tracce visibili, odori o sapori anomali. Riconoscerne la presenza, comprenderne i rischi e sapere come muoversi è oggi più importante che mai, anche alla luce delle nuove normative italiane ed europee.
Tubature idrauliche in piombo: perché si usavano nei vecchi impianti?
Già in epoca romana il piombo era impiegato in parte dei sistemi di distribuzione idrica, e nel corso del Novecento ha continuato a essere usato per raccordi interni e diramazioni finali degli impianti domestici: veniva scelto per via di alcune sue caratteristiche, in particolare la facilità di lavorazione, la flessibilità e la tenuta nel tempo.
Solo a partire dagli anni Sessanta la comunità scientifica ha iniziato a documentare la tossicità di questo materiale in modo sistematico, portando a un progressivo abbandono delle tubature in piombo nelle nuove costruzioni tra gli anni Ottanta e Novanta.
Normativa sulle tubature in piombo italiana ed europea: i limiti di legge
La Direttiva UE 2020/2184 ha reso il quadro normativo progressivamente più stringente, fissando l’attuale soglia di 10 µg/L di piombo nell’acqua potabile e prevedendone la riduzione a 5 µg/L entro il 12 gennaio 2036.
In Italia, il D.Lgs. 18/2023 ha recepito questa direttiva, mentre il più recente D.Lgs. 102/2025 introduce obblighi di monitoraggio del livello di piombo per gli edifici prioritari (scuole, ospedali, strutture ricettive), mentre per i condomini privati ordinari fissa responsabilità gestionali più chiare e raccomandazioni operative, senza imporre piani di autocontrollo obbligatori analoghi.
Tra i nuovi requisiti europei figurano limiti specifici sul contenuto e sulla migrazione del piombo nei materiali a contatto con l’acqua potabile, secondo quanto previsto dalle Decisioni di esecuzione (UE) 2024/367 e 2024/368 applicabili dal 31 dicembre 2026.
Come avviene la contaminazione da piombo nell’acqua potabile
Il meccanismo alla base della contaminazione dell’acqua del rubinetto da parte del piombo si chiama cessione per corrosione: le pareti interne delle tubazioni si deteriorano nel tempo e il metallo si scioglie nell’acqua che le attraversa. Diversi fattori accelerano il rilascio di piombo nelle tubature, ed è utile conoscerli per capire in quali condizioni il rischio cresce:
- presenza di acqua con pH acido o povera di minerali, più aggressiva verso le superfici metalliche;
- stagnazione prolungata dell’acqua, frequente nelle ore notturne o dopo lunghi periodi di inutilizzo;
- temperature elevate, che aumentano la velocità di dissoluzione del metallo;
- tubature vecchie o in cattivo stato, con superfici interne più porose e reattive.
L’aspetto più insidioso è che si tratta di una contaminazione totalmente invisibile: l’acqua si presenta del tutto normale, senza variazioni di colore, sapore o odore rilevabili. L’unico modo per accertarla è un’analisi chimica specifica.
I rischi per la salute legati all’acqua contaminata da piombo
L’OMS inserisce il piombo tra le sostanze chimiche di maggiore rilevanza per la salute pubblica: il metallo si accumula nell’organismo nel tempo, agendo come neurotossico anche a concentrazioni molto basse.
- Nei bambini il rischio è più grave: il loro organismo assorbe una quota superiore di piombo rispetto agli adulti e il sistema nervoso in sviluppo è particolarmente vulnerabile.
- Negli adulti l’esposizione cronica al piombo è associata principalmente a malattie cardiovascolari, ipertensione e danni renali. Sintomi come affaticamento, cefalea e difficoltà di concentrazione possono comparire senza che il nesso con il piombo venga subito riconosciuto.
- Le donne in gravidanza sono a doppio rischio: il piombo accumulato nelle ossa può essere rimobilizzato durante la gestazione, raggiungere il feto attraverso la placenta e causare effetti negativi sul peso alla nascita e sullo sviluppo neurologico del neonato.
L’intossicazione cronica da piombo è nota in medicina come saturnismo e, nella sua forma più grave, provoca danni irreversibili al sistema nervoso. L’IARC classifica i composti inorganici del piombo nel Gruppo 2A, ovvero probabilmente cancerogeni per l’uomo.
Come riconoscere se si hanno tubature in piombo in casa
È possibile rendersi conto se le tubature idrauliche della propria abitazione sono realizzate in piombo riconoscendone alcune caratteristiche specifiche: esse hanno un colore grigio opaco che si scurisce progressivamente con l’ossidazione. La superficie delle tubature in piombo è cedevole: grattandola con un oggetto appuntito, emerge un interno di colore argenteo; inoltre, a differenza del rame o dei moderni tubi in PEX, si curvano senza spezzarsi.
Tuttavia, l’unica verifica affidabile dell’eventuale rilascio di piombo è l’analisi chimica dell’acqua, eseguita da un laboratorio accreditato su un campione prelevato dopo almeno 6-8 ore di ristagno. Molti gestori idrici pubblicano i propri risultati sul sito o sulla bolletta, utili come primo riferimento.
Come ridurre il rischio in attesa della sostituzione dell’impianto
Il Ministero della Salute indica alcune precauzioni concrete quando la sostituzione delle tubature in piombo – e la relativa certificazione dell’impianto idraulico – non sono immediate. Ecco i principali accorgimenti da seguire:
- far scorrere l’acqua per qualche minuto prima di utilizzarla, eliminando quella rimasta ferma nelle tubature e abbassando la concentrazione di piombo al rubinetto;
- non usare l’acqua calda per cucinare o preparare bevande, perché le alte temperature accelerano il rilascio del metallo;
- pulire e sostituire filtri e rompigetto regolarmente, per limitare l’accumulo di residui metallici;
- usare dei depuratori certificati secondo lo standard NSF/ANSI 53 o equivalenti riconosciuti: una soluzione temporanea efficace per depurare l’acqua dal piombo;
- prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili: donne in gravidanza, neonati, bambini piccoli, anziani e persone con insufficienza renale.
La soluzione definitiva resta comunque la completa sostituzione dell’impianto idraulico con materiali certificati e privi di piombo, come rame, acciaio inox, PEX o tubi multistrato.
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Gabriella Dabbene
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