Hormuz, cisterna colpita: danni alla plancia


Il nuovo colpo a Hormuz non blocca il passaggio ma cambia il grado di rischio percepito dalle compagnie. Il tratto in questione non è una rotta qualsiasi: collega il Golfo Persico al Golfo dell’Oman e porta nel mercato energia, assicurazioni, noli e diplomazia militare.

Avviso: il pezzo tratta un attacco a nave commerciale in area di guerra marittima e separa il danno accertato dalle attribuzioni politiche.

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Ore 08:00 UTC: il colpo alla plancia

L’avviso UKMTO 076-26 fissa l’incidente alle 08:00 UTC del 27 giugno e indica come origine della segnalazione il comandante della cisterna. Il testo parla di proiettile non identificato, di danni alla plancia, di equipaggio al sicuro e di assenza di danni ambientali segnalati al momento della comunicazione.


La mappa allegata all’avviso colloca l’area nello Stretto di Hormuz davanti all’Oman, cioè nella zona in cui il passaggio commerciale sta cercando di funzionare senza tornare alla libertà di movimento precedente alla guerra. Per una nave cisterna, la differenza fra scafo colpito, sala macchine intatta e plancia danneggiata orienta le ispezioni successive: capacità di governo, apparati radio e registrazioni di bordo vengono esaminate prima di decidere il proseguimento della navigazione.

Plancia colpita: comando e navigazione esposti

La plancia è il luogo in cui convergono guardia di navigazione, timoneria, radar, ECDIS, AIS, VHF e registratore di viaggio. Un impatto in quell’area obbliga l’equipaggio a ispezionare vetri, console, antenne, cavi e alimentazioni di riserva. La nave resta manovrabile solo se il ponte conserva strumenti sufficienti oppure se viene trasferito governo ad apparati di emergenza previsti dal piano di bordo.

Il danno alla plancia, in una cisterna carica o in zavorra, condiziona le scelte dell’armatore più di un urto periferico. Dopo un colpo in alto, il comandante registra posizione, rotta, ora UTC e funzionamento degli apparati. Entra poi la catena con P&I Club, società di classe, noleggiatore e porto di arrivo.

Kiku e bandiera Panama nel circuito shipping

Nel circuito shipping la cisterna viene indicata come Kiku, unità VLCC sotto bandiera Panama. La denominazione proviene dal perimetro specialistico di Vanguard Tech e viene ripresa da Seatrade Maritime. Il profilo VLCC dà la misura del caso: una superpetroliera trasporta volumi tali da far pesare ogni rallentamento su noleggio, assicurazione guerra e calendario di consegna.

La classe VLCC non riguarda soltanto la grandezza dello scafo. Una nave di quel tipo manovra con inerzia elevata, richiede anticipo nelle virate e dipende da una catena di comunicazioni stabile con rimorchiatori, marine militari e autorità portuali. Un danno nella zona comando, anche senza feriti, entra subito nei calcoli di chi compra il carico e di chi copre il viaggio.


Dal caso Ever Lovely alla cisterna colpita

Il colpo alla cisterna non nasce in una rotta tranquilla. Il 25 giugno la portacontainer Ever Lovely, battente Singapore, era stata colpita mentre usciva dallo Stretto lungo il margine omanita. CENTCOM ha collocato i raid americani del 26 giugno contro depositi missilistici, siti droni e radar costieri iraniani dentro la risposta a quell’attacco.

Nel pezzo pubblicato da Sbircia la Notizia il 26 giugno, Hormuz, dopo l’attacco calano i transiti dei tanker, la serata era già segnata da traffico ancora in movimento e passaggi petroliferi in frenata. La cisterna del 27 giugno aggiunge un secondo bersaglio commerciale dentro la stessa rotta meridionale, senza trasformare il passaggio in chiusura totale.

JMIC alza la minaccia e allarga il corridoio omanita

Il Joint Maritime Information Center ha alzato la minaccia su Hormuz a substantial dopo gli attacchi alle navi commerciali. L’avviso sul corridoio meridionale indica presenza di mine, operazioni di sminamento, maggiore traffico sulle rotte autorizzate e chiamate VHF da unità navali. La decisione di ampliare la rotta sotto costa omanita nasce dalla necessità di far convivere passaggi in ingresso e in uscita senza riportare le navi nel tratto centrale più esposto.

Associated Press colloca l’ampliamento della rotta subito dopo l’attacco alla cisterna e registra la frizione con Teheran, che pretende il rispetto dei canali indicati dall’Iran. La rotta omanita, sostenuta dagli Stati Uniti e dai Paesi del Golfo, tiene il passaggio in acque meno controllate da Teheran, con congestione e navigazione guidata dalle marine militari.

Nessuna rivendicazione pubblica sul colpo alla cisterna

Nessun attore ha rivendicato pubblicamente il colpo alla cisterna. La sequenza politica resta separata: l’Iran ha annunciato azioni contro posizioni legate agli Stati Uniti nel Golfo, Bahrain ha denunciato droni iraniani sul proprio territorio e Washington ha difeso i raid del 26 giugno come risposta all’attacco contro Ever Lovely.


Reuters registra il confronto tra le due accuse reciproche e colloca la cisterna dentro la prima fiammata dopo l’intesa provvisoria tra Stati Uniti e Iran. La distinzione è netta: il danno alla nave è documentato, l’autore materiale del lancio non è stato dichiarato in forma pubblica.

Energia: barili e GNL dentro la strozzatura di Hormuz

Hormuz è una strozzatura energetica prima ancora che una linea sulla carta nautica. Nel 2024, secondo la U.S. Energy Information Administration, dal passaggio sono transitati in media 20 milioni di barili al giorno fra greggio, condensati e prodotti petroliferi, pari a circa un quinto del consumo mondiale di liquidi petroliferi. Lo stesso corridoio ha assorbito circa un quinto del commercio globale di GNL, quasi tutto legato ai flussi dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti.

La International Energy Agency misura il passaggio in circa 20 milioni di barili al giorno e circa un quarto del commercio petrolifero via mare. La stessa agenzia colloca Asia come sbocco dominante dei flussi, con Cina, India, Giappone e Corea del Sud più esposte di Europa e Stati Uniti sul fronte del greggio. Per l’Europa il GNL qatariota resta la leva più esposta: i contratti fisici non si spostano con la velocità delle quotazioni finanziarie.

Armatori e assicuratori davanti alla plancia danneggiata

Per un armatore la plancia danneggiata apre una catena contrattuale che pesa quanto il danno materiale. Il comandante deve compilare rapporti di mare, preservare VDR e registrazioni radio, fotografare le aree colpite e informare assicuratore P&I, classe e noleggiatore. Una deviazione verso rada sicura o porto di ispezione altera laycan, demurrage e consegna del carico.

La voce commerciale più dura è l’assicurazione guerra. Dopo un colpo in plancia, il premio non sale soltanto per la nave colpita: si riflette su unità della stessa rotta, bandiera, proprietà economica o carico simile. Le compagnie che hanno contratti con consegna ravvicinata devono scegliere fra attendere scorta e usare un corridoio controllato. L’alternativa più controversa resta il passaggio con indicazioni iraniane.


Italia ed Europa davanti ai tempi dei carichi

Per Italia ed Europa la frizione su Hormuz entra nei calendari di raffinerie, trading desk, terminal GNL e compagnie di navigazione. Il petrolio acquistato nel Golfo non cambia rotta come un contratto future. Una VLCC ferma per ispezione toglie capacità al mercato spot, allunga le finestre di arrivo e comprime l’offerta disponibile sulle tratte successive.

Il collegamento interno è già visibile nella pagina Hormuz, navi in transito dopo l’attacco all’Ever Lovely, dove il corridoio meridionale veniva separato dalla scorta IMO sospesa. Il nuovo colpo alla cisterna conferma la stessa frattura. Il commercio procede sotto protezione navale più invasiva e con margini assicurativi più cari.

Riscontri pubblici usati nel pezzo

ANSA, Euronews e Xinhua mantengono lo stesso nucleo dell’incidente: cisterna colpita da proiettile non identificato, danni alla plancia, equipaggio al sicuro e nessuna segnalazione di danno ambientale. La convergenza tra agenzie e cronache internazionali rende più netto il confine da rispettare: il colpo alla nave è provato, la mano che lo ha lanciato non è pubblica.


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 Junior Cristarella

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