HIDARI arriva al pubblico internazionale con una geometria insolita: un attore globale su un’opera giapponese originale, una lavorazione a passo uno e un eroe modellato sul mito di Hidari Jingoro. Il primo segnale è arrivato al mercato di Cannes, poi il festival di Annecy ha dato al film una platea di addetti più esigente.
Avviso: il testo contiene la trama comunicata per il lungometraggio e alcune informazioni sul corto del 2023.
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Keanu Reeves, una voce cercata prima dell’accordo
Il ruolo affidato a Keanu Reeves riguarda Jingoro, protagonista del film. Il comunicato di Whatever Co. fissa la notizia in termini netti: Reeves guida il cast vocale e firma il suo primo incarico in una produzione originale giapponese. L’incastro ha una radice produttiva: Masashi Kawamura aveva scritto il nome dell’attore nella lista privata dei volti desiderati per il lungometraggio dopo aver usato John Wick come riferimento per l’energia del pilot.
Il videomessaggio mostrato al pubblico di Annecy ha dato a Reeves un ruolo di garante creativo. Le parole dell’attore girano attorno alla sceneggiatura già sviluppata e alla fisicità dello stop-motion, due aree che spiegano la scelta senza ridurla a presenza da locandina.
Cannes e Annecy, dal mercato alla sala di settore
La traiettoria pubblica del film ha due date ravvicinate. Il 17 maggio 2026, nel perimetro del Marché du Film del 79° Festival di Cannes, Kawamura e la produttrice Noriko Matsumoto hanno presentato il lungometraggio nella sezione Cannes Animation / Annecy Animation Showcase. Il 25 giugno, ad Annecy, il titolo è tornato davanti agli addetti con Reeves in video.
A Cannes si parlava a investitori e distributori. Ad Annecy il film è stato messo a contatto con la comunità che giudica la fattura dell’animazione. Il doppio passaggio ha separato bene le due partite: prima la ricerca di partner, poi la prova davanti a chi conosce set, pupazzi e ripresa a passo uno.
Il formato da 90 minuti e i tre studi
La scheda oggi fissata dal team parla di un lungometraggio da 90 minuti, formato action/drama, diretto e scritto da Masashi Kawamura. La regia condivisa e il character design sono di Iku Ogawa; sculture dei personaggi e production design portano la firma di Takeshi Yashiro. La produzione mette insieme dwarf studios, Whatever Co. e TECARAT.
dwarf porta il set stop-motion, TECARAT lavora sui pupazzi lignei e Whatever lega scrittura, regia e direzione artistica. In questa ripartizione il materiale narrativo arriva dal legno: armi, corpi, tagli e ferite nascono dalla stessa materia.
Jingoro e il legno vivo
Hidari Jingoro appartiene a una zona della cultura giapponese dove biografia e leggenda si sovrappongono. La tradizione lo colloca nell’Edo del XVII secolo e gli attribuisce sculture di animali talmente espressivi da animarsi di notte. Il titolo usa quel nucleo narrativo: se la leggenda parla di legno che prende vita, lo stop-motion mette davvero in moto un oggetto scolpito.
Il film sceglie un protagonista mutilato del braccio destro e lo arma con una protesi di legno. La mano perduta dialoga con il nome stesso: hidari significa sinistra. Qui la lingua giapponese entra come ingranaggio del racconto.
La trama, congiura a Edo e protesi armata
La storia colloca Jingoro nel cantiere di ricostruzione del Castello di Edo. Una congiura gli porta via il mentore, la donna amata e il braccio destro. Sopravvive e scivola verso la vendetta. Con la protesi armata, gli utensili del falegname cambiano uso e diventano ferri da guerra.
Accanto a lui viaggia il Sleeping Cat, richiamo diretto alla scultura attribuita a Jingoro nel santuario Nikkō Tōshō-gū. La vendetta entra poi nella politica dello shogunato: soldati meccanici, automi e un castello che muta forma allargano il film dal duello personale alla guerra di potere.
Il corto del 2023 ha già misurato il linguaggio
Prima del lungometraggio c’è stato un proof of concept di 5 minuti e 32 secondi. La pagina ufficiale del film lo collega a un anno e mezzo di lavorazione, a fondi propri e a due campagne di crowdfunding su Motion Gallery e Kickstarter. L’operazione ha superato 4,9 milioni di visualizzazioni su YouTube, con più di 120.000 iscritti al canale.
La durata ridotta del corto ha stressato la meccanica visiva. I combattimenti leggono l’anime come ritmo e lo stop-motion come attrito fisico: tagli, giunti, segatura al posto del sangue. Da qui nasce l’ambizione del lungometraggio, perché il pilot mostra già come un corpo di legno regge un’action ad alta velocità.
Wood Punk, regola di costruzione in legno
Il team ha chiamato Wood Punk l’estetica di HIDARI. La parola riguarda corpi, armi, protesi, robot e perfino la resa delle ferite. Quando un personaggio viene colpito, il materiale che esplode è segatura. La violenza resta leggibile senza spingere il film verso il gore.
La scelta taglia fuori la levigatezza digitale. Le superfici conservano giunture e venature. Il movimento ha una frizione impossibile da imitare con un pupazzo nascosto dietro una patina lucida. Kawamura lavora sulla presenza dell’oggetto, sul peso del materiale e sulle ombre scolpite nei volti.
IA e passo uno, la posizione di Kawamura
Ad Annecy, Kawamura ha legato la scelta dello stop-motion al lavoro manuale in un’epoca dominata dalle immagini generate. Il suo ragionamento è ruvido: quando l’IA offre tempi quasi istantanei, HIDARI difende il fotogramma costruito con mani e utensili, con pazienza da set.
Sul mercato, la mossa pesa. Un film del genere vende una differenza materiale: preferisce oggetti ripresi e ferite di segatura all’iperrealismo della CGI o alla grafica generata. Ogni fotogramma porta addosso il limite fisico della ripresa ed è proprio quel limite a dare al film un profilo netto.
Stato produttivo, fondi, partner e uscita
HIDARI resta in sviluppo. Questry è già indicata fra i partner finanziari e la squadra cerca ulteriori accordi per produzione, coproduzione e distribuzione. La data di uscita non figura nella scheda resa pubblica, così come non figurano un distributore internazionale o un calendario di doppiaggio.
La posizione del film, a giugno 2026, assomiglia a quella di un titolo già riconosciuto dal circuito professionale ma ancora aperto sul lato commerciale. Il dato che pesa è la presenza di Reeves prima della chiusura del pacchetto distributivo: il cast vocale diventa argomento di vendita nel momento in cui il film cerca partner globali.
Il filo interno con Keanu Reeves
Su Sbircia il percorso di Reeves passa anche dall’articolo su Matrix e Johnny Mnemonic, pubblicato il 26 giugno. Là il volto dell’attore serviva a misurare il tragitto dal cyberpunk di William Gibson a The Matrix; qui lo stesso interprete entra in un immaginario giapponese costruito su legno, cospirazione e vendetta.
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Junior Cristarella
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