Il caldo eccessivo rappresenta un rischio per le persone affette da demenza e, secondo alcuni studi, potrebbe anche anticipare la comparsa di sintomi negli anziani più vulnerabili. Le ragioni di questa aumentata vulnerabilità sono la ridotta percezione della sete e di altri sintomi dovuti al surriscaldamento, alterazioni dei meccanismi di termoregolazione e l’assunzione di farmaci, come antipsicotici e anticolinergici, che riducono la capacità dell’organismo di disperdere il calore.
Secondo uno studio, pubblicato nel 2025 su JAMA Internal Medicine, uno dei più ampi mai realizzati sull’argomento e condotto dai ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health e della Yale School of Medicine, anche solo una giornata di caldo estremo aumenta il rischio di ospedalizzazione. Il lavoro ha analizzato oltre 3,3 milioni di ricoveri di persone Alzheimer e altre forme di demenza, utilizzando i dati del programma Medicare statunitense raccolti tra il 2000 e il 2018. L’effetto del caldo non si esaurisce nelle 24 ore successive, ma persiste fino a tre giorni dopo l’esposizione; il rischio aumenta quando il caldo estremo si prolunga per più giorni. Dall’analisi emerge che l’aumento del rischio è più marcato nelle persone appartenenti a minoranze etniche, probabilmente anche per differenze nelle condizioni abitative e nell’accesso a sistemi di raffrescamento.
Ci si è chiesti anche se condizioni di calore estremo possano favorire la comparsa dei sintomi della demenza. Un team di giapponesi ha analizzato 57.178 anziani valutando l’esposizione cumulativa alle temperature estreme in rapporto al clima abituale delle diverse aree del Paese. I risultati, apparsi su Alzheimer’s & Dementia, mostrano chiaramente che non è tanto il singolo episodio di calore a rappresentare il problema, quanto la ripetizione di estati molto calde nel corso degli anni. Lo studio, che in quanto osservazionale non può stabilire relazioni causali ma solo associazioni, rafforza l’ipotesi che il cambiamento climatico possa contribuire ad accelerare i processi neurodegenerativi nelle persone più fragili.
Da queste e altre evidenze nascono i vari appelli da parte di clinici e ricercatori ai sistemi sanitari e alle autorità pubbliche a considerare le persone con demenza come una popolazione prioritaria nei piani di prevenzione delle ondate di calore, destinati a diventare sempre più frequenti con il cambiamento climatico.
Accanto alla prevenzione sanitaria, è fondamentale aiutare le famiglie a organizzare la quotidianità durante i mesi estivi. Per questo la Federazione Alzheimer Italia ha elaborato un decalogo di consigli pratici, pensato per consentire alle persone con demenza e ai loro caregiver di vivere l’estate in maggiore sicurezza e serenità, preservando il benessere quotidiano e favorendo occasioni di svago, condivisione e socialità, sia in casa sia all’aperto.
1. Partire dal vissuto della persona
Prima di scegliere un’attività è utile chiedersi che cosa la persona ama fare, quali sono le sue abitudini, che luoghi frequentava prima della diagnosi, cosa può metterla in difficoltà. Le proposte più efficaci, infatti, sono quelle che hanno un legame con la sua storia, i suoi interessi e il suo modo di vivere a prescindere dalle sue capacità attuali.
2. Scegliere esperienze familiari e riconoscibili
Non servono attività complesse o speciali: spesso le più adatte sono quelle legate alla quotidianità: preparare una merenda, innaffiare le piante, ascoltare musica, sfogliare fotografie, riordinare piccoli oggetti, leggere il giornale, cucire o prendersi cura del proprio animale domestico.
3. Adattarsi alle capacità attuali della persona
La stessa attività può essere proposta in modi diversi a seconda del livello di autonomia della persona. È importante osservare che cosa riesce ancora a fare, quali passaggi richiedono aiuto e come semplificare l’esperienza senza togliere dignità e piacere alla partecipazione.
4. Usare parole che invitano alla collaborazione
Il modo in cui si propone qualcosa da svolgere insieme può fare la differenza. Frasi come “Mi dai una mano?”, “Lo facciamo insieme?”, “Mi farebbe piacere che mi insegnassi” possono essere più efficaci di indicazioni direttive o correzioni. L’obiettivo è coinvolgere, non mettere alla prova.
5. Prevedere tempi brevi e pause frequenti
In estate, e soprattutto nelle giornate più calde, è importante non sovraccaricare la persona. Le attività possono durare tra i 15 e i 60 minuti, sempre con la possibilità di interrompere, fare una pausa o cambiare. Meglio qualcosa di breve ma riuscito che una proposta troppo lunga e faticosa.
6. Costruire una routine semplice e flessibile
Avere alcuni momenti riconoscibili durante la giornata o la settimana può aiutare a mantenere orientamento e tranquillità. La routine deve però restare flessibile: numero e durata delle attività vanno adattati alla stanchezza, al caldo, all’umore e alle condizioni della giornata.
7. Preparare in anticipo materiali facili da usare
Può essere utile tenere pronte piccole “scatole” con il materiale necessario per alcuni svaghi che possono piacere alla persona con demenza: fotografie, gomitoli, riviste, oggetti da riordinare, colori. Avere tutto a portata di mano aiuta anche quando serve cambiare programma all’ultimo momento.
8. Alternare tempo in casa e all’aperto
In casa si possono proporre semplici compiti di cura domestica, musica da ascoltare o cantare insieme, giochi di carte o di memoria, qualche esercizio di ginnastica dolce. All’aperto possono essere adatte semplici attività di giardinaggio, brevi passeggiate con una sosta al bar o in biblioteca o la partecipazione a un evento di comunità, avendo cura di scegliere luoghi conosciuti, tranquilli e accessibili.
9. Pianificare sempre in sicurezza
Prima di uscire è importante controllare temperatura, meteo e allerte, evitando le ore più calde e ricordarsi sempre di portare dell’acqua. È opportuno scegliere percorsi ombreggiati e verificare in anticipo la presenza di panchine e bagni e la possibilità di rientro rapido. In caso di caldo intenso, afa o temporali è meglio scegliere un’alternativa al chiuso.
10. Non fare tutto da soli
Amici, vicini, volontari, associazioni e servizi del territorio possono essere un aiuto prezioso nella quotidianità, offrendo occasioni di socialità, partecipazione e sollievo. Il caregiver non deve esitare a chiedere supporto: anche condividere piccoli momenti di cura può alleggerire il carico e aiutare tutta la famiglia a vivere con maggiore serenità.
Il decalogo sarà al centro del webinar gratuito «Vivere l’estate insieme. Consigli pratici e attività da svolgere a casa e all’aperto», in programma giovedì 2 luglio alle ore 18 sulla piattaforma Zoom. Durante l’incontro, Susanna De Biagi, terapista occupazionale della Federazione Alzheimer Italia, illustrerà strategie e attività da adattare alle diverse esigenze della persona con demenza, mentre Paola Ossola, vicepresidente di Progetto Rughe ODV e tra le promotrici della Comunità Amica delle Persone con Demenza di Gavirate (VA), presenterà esperienze e proposte concrete per vivere in sicurezza le attività all’aperto.
Per informazioni, supporto e consulenza, la Federazione Alzheimer mette a
disposizione di familiari e caregiver il servizio gratuito Pronto Alzheimer: chiamando lo 02809767 da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, è possibile parlare con esperti di diversi ambiti (da quello socioassistenziale e psicologico fino a quello previdenziale e legale) per ricevere ascolto, orientamento e consigli pratici.
Foto di tam wai su Unsplash
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Nicla Panciera
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