a Marsala la Summer School entra nel vivo


È entrata nel vivo a Marsala l’undicesima edizione della History & Politics Summer School dell’Università di Palermo. Iniziata martedì 23 giugno, la scuola estiva prosegue oggi, giovedì 25, al Complesso Monumentale San Pietro, con una nuova giornata di lezioni e confronto dedicata al futuro della democrazia, ai diritti fondamentali e alle tensioni del mondo contemporaneo.

 

 

Il titolo dell’edizione 2026 è “Politics After Tomorrow. Teorie e istituzioni per il XXI secolo”. Un tema che chiama in causa le grandi trasformazioni della politica, della rappresentanza e delle istituzioni in un tempo segnato da guerre, crisi internazionali, disinformazione, intelligenza artificiale e nuove fragilità democratiche.

 

Due giorni di incontri e dibattiti

Nei primi due giorni Marsala ha accolto studiosi, ricercatori, studenti e corsisti arrivati da tutta Italia. Una comunità che, anno dopo anno, ha fatto della Summer School un appuntamento riconosciuto nel panorama della formazione accademica e dell’approfondimento scientifico.

La domanda attorno alla quale ruota il percorso è diretta: le istituzioni politiche che conosciamo sono ancora in grado di governare la complessità del presente e del futuro prossimo? E se non lo sono più, o non del tutto, quali trasformazioni servono per evitare nuove forme di disgregazione sociale e politica?

 

Napoli: “Servono studi approfonditi”

Per Enrico Napoli, prorettore vicario dell’Università di Palermo, la Summer School è un progetto su cui l’Ateneo investe da tempo.

“È una Summer School sulla quale investiamo da molto tempo — ha spiegato — e che si ripete da più anni cercando di rafforzare un interesse ampio, interdisciplinare, capace di coinvolgere studiosi di diversi ambiti e discipline. In un momento estremamente difficile per tutto il sistema internazionale, si sente particolarmente l’esigenza di studi approfonditi su queste tematiche”.

Ed è proprio questa la cifra dell’iniziativa: non accontentarsi della cronaca degli eventi, ma provare a leggerli con strumenti più profondi.

 

 

Scichilone: “Una comunità nazionale”

Giorgio Scichilone, presidente del Polo Universitario di Trapani e direttore della Summer School, ha sottolineato il valore umano e scientifico dell’esperienza.

“Cinque giorni intensi di dialogo, confronto, empatia e riflessione su tematiche fondamentali del nostro tempo — ha detto — che affrontiamo con studiose e studiosi provenienti da tutta Italia, in dialogo con corsiste e corsisti che arrivano anche loro da tutta Italia”.

“La Summer School — aggiunge Scichilone — è ormai un riferimento nazionale. È un momento in cui ci fermiamo dalla nostra ordinarietà per vivere un’esperienza speciale che, di anno in anno, si rinnova con prospettive nuove, collaborazioni e una rete che è diventata una comunità itinerante a livello nazionale”.

 

 

Tra le riflessioni della prima giornata anche quella di Francesca Maria Corrao, docente della Luiss di Roma e presidente della Fondazione Orestiadi. Corrao ha richiamato il valore del confronto tra passato e presente, ricordando come la geopolitica richieda uno sguardo complesso, capace di tenere insieme economia, diritto, relazioni internazionali, cultura e storia.

Il suo intervento si è legato anche a Gibellina, oggi capitale italiana dell’arte contemporanea, e all’eredità di Ludovico Corrao. Una città distrutta dal terremoto che, grazie all’arte, alla creatività e all’humanitas, ha saputo dare un nuovo senso alla vita e rinascere dalle macerie.

Per Corrao, in un mondo attraversato dalle macerie della guerra e da domande angoscianti sul presente, serve ancora una visione. Un sogno mediterraneo capace di elaborare proposte e non solo paure.

 

L’impegno del Consorzio Universitario

“Il Consorzio Universitario continua a investire nella conoscenza e nelle opportunità di alta formazione — ha dichiarato Maria Pia Castiglione, presidente del Consorzio Universitario della Provincia di Trapani — perché crediamo che il futuro delle nostre comunità passi dalla capacità di attrarre competenze, creare occasioni di studio e favorire il dialogo tra università, istituzioni e società civile. La H&P Summer School rappresenta un esempio concreto di questo impegno e conferma il ruolo del nostro territorio come luogo di elaborazione culturale e scientifica di alto livello”.

Un passaggio importante, perché la Summer School non è soltanto un evento universitario ospitato a Marsala. È anche un modo per rafforzare il legame tra università e territorio, valorizzando la provincia di Trapani come spazio di ricerca, formazione e confronto pubblico.Corrao: Gibellina, l’arte e la rinascita

 

Tecnologia, verità e democrazia

Giovanni Borgognone, docente dell’Università di Torino, ha affrontato invece il nodo del rapporto tra tecnologia, democrazia e potere. Silicon Valley, algoritmi, dati, semiconduttori, competizione globale tra Stati Uniti e Cina: temi che sembrano lontani, ma che entrano ogni giorno nella vita di tutti.

Borgognone ha insistito anche sul rapporto tra informazione e verità. “Siamo in un’epoca nella quale la verità risulta sempre più sfuggente — ha osservato — a causa degli algoritmi, dei dati e della possibilità per ognuno di parlare attraverso i social media”. Una grande opportunità democratica, certo. Ma anche un rischio, quando la libertà di espressione produce caos nell’infosfera.

 

L’Europa davanti alla crisi

Nella seconda giornata, Sonia Lucarelli, docente di Scienza politica all’Università di Bologna, ha affrontato il tema della crisi dell’Unione Europea, inserendolo dentro una più ampia crisi dell’ordine liberale nato dopo la Seconda guerra mondiale.

Non si tratta, ha spiegato, di una crisi soltanto esterna. Accanto alle tensioni geopolitiche, pesano le spinte interne dei movimenti illiberali che in diversi Paesi hanno assunto anche ruoli di governo. L’Unione Europea, per reagire, si è trasformata in senso sempre più pragmatico. Ma il rischio è che questo pragmatismo finisca per allontanarla dai valori liberali che l’avevano ispirata.

 

Il programma di oggi

Oggi, giovedì 25 giugno, la Summer School prosegue con una giornata dedicata alla crisi della democrazia e alle tensioni internazionali.

In mattinata, dalle 10 alle 13, intervengono Marina Calloni, dell’Università di Milano-Bicocca, con una riflessione su “Dal sole dell’avvenire ai cieli incerti: crisi delle filosofie della storia e futuro della democrazia”, e Carla Bassu, dell’Università di Sassari, su “Diritti fondamentali e regressione democratica”.

Nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, spazio al panel dell’Istituto Affari Internazionali con Nona Mikhelidze, che affronterà il tema della politica estera italiana e della guerra in Ucraina, e Luca Puddu, dell’Università di Palermo, sui conflitti e la competizione di potenza nel Corno d’Africa.

 

Locandina Summer School 2026 by Redazione Tp24 

 

I prossimi appuntamenti

Venerdì 26 giugno si parlerà di guerra, intelligenza artificiale e nuovo disordine internazionale. In mattinata, dalle 10 alle 13, Francesco N. Moro, dell’Università di Bologna, interverrà su “La guerra di domani: intelligenza artificiale, competizione geopolitica e operazioni militari”. A seguire Umberto Gentiloni, della Sapienza Università di Roma, affronterà il tema delle sfide del nuovo disordine internazionale tra sovranità e interdipendenze.

Nel pomeriggio, dalle 15 alle 17, è previsto il panel “Vindication” con Luana M. Alagna, Thomas Casadei e Valeria Giordano, dedicato a corporeità, identità e regressioni patriarcali.

La conclusione è in programma sabato 27 giugno alle Cantine Florio. Interverranno Andrea Iacona, dell’Università di Torino, con una lezione su internet tra utopia e distopia, e Ornella Porchia, ordinaria di diritto dell’Unione Europea e già giudice della Corte di Giustizia dell’Ue, sul ruolo delle istituzioni europee davanti alle sfide contemporanee. Le conclusioni saranno affidate a Giorgio Scichilone.

 

Marsala laboratorio di idee

La Summer School conferma il ruolo di Marsala come laboratorio di pensiero e formazione. Per cinque giorni la città non ospita soltanto lezioni e seminari, ma un confronto vero su alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo.

Tra democrazie fragili, guerre, disinformazione e intelligenza artificiale, capire il mondo è diventato più difficile. Ma proprio per questo è diventato indispensabile.




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