Calabria, esplode il caso droni. Parla un pilota: “Tolleranza Zero”? Solo propaganda”. E spunta l’ombra di Ferrari e della Provincia di Crotone



Mentre i media di regime e le pseudo-opposizioni politiche tacciono, ad eccezione del consigliere regionale Pd Alecci, noi continuiamo la nostra inchiesta sui droni di Occhiuto per amore della verità e della giustizia. Senza paure e senza censure. Abbiamo avuto modo di fare una chiacchierata riservata con un pilota di droni cooptato quest’anno per gestire il servizio regionale antincendio. Nel corso del colloquio sono emersi alcuni dettagli interessanti, anche se il pilota, comprensibilmente, ha preferito mantenere l’anonimato e noi rispetteremo la sua volontà.

«Ci hanno contattato tramite annunci, ma senza fornirci una formazione adeguata. Alcuni di noi si sono certificati da pochissimo tempo; prima di questa esperienza ci arrangiavamo con riprese video per matrimoni o compleanni». Affermazioni allarmanti e preoccupanti, che ci portano a pensare che la tanto pubblicizzata campagna “Tolleranza Zero” sia soltanto propaganda. Piloti improvvisati — senza alcuna colpa, sia chiaro — in cerca di lavoro, catapultati probabilmente in una realtà più grande di loro.

Ancora il pilota da noi intervistato: «Non siamo stati sufficientemente formati e non conosciamo neppure i nostri datori di lavoro o, meglio, la ditta che si è aggiudicata l’appalto. L’episodio di Cleto ha peggiorato una situazione già precaria. Siamo quattro o cinque persone e non possiamo coprire l’intero territorio regionale. Abbiamo paura perché le forze dell’ordine si sono recate presso gli uffici regionali per acquisire il famoso video di Cleto. Noi pensavamo davvero che si trattasse di un piromane, ma poi abbiamo visto il trattore con l’autoclave d’acqua e abbiamo capito l’equivoco. Peraltro, il video risale a una data antecedente al 15 giugno e, da quanto mi pare di aver capito, in quel periodo era ancora possibile bruciare le sterpaglie. Tuttavia, un dirigente — di cui non voglio fare il nome — ha insistito per acquisire il video e divulgarlo in data 17 giugno. Un dipendente regionale mi ha confidato che questa azione affrettata da parte del dirigente avrebbe irritato non poco le forze dell’ordine, che avrebbero dovuto acquisire il filmato prima che venisse imprudentemente divulgato».

Le parole inedite del pilota di droni confermerebbero, in sostanza, le nostre ricostruzioni degli ultimi giorni. Questo dirigente regionale, che noi sappiamo rispondere al nome di Raffaele Mangiardi, avrebbe quindi studiato un’operazione a tavolino per dimostrare l’efficienza del servizio che coordina dalle stanze della Cittadella regionale. Una coincidenza proveniente dal decimo piano. Nel silenzio assordante di Occhiuto.

Ma perché Mangiardi avrebbe dovuto esporsi a un rischio così elevato? Accusare ingiustamente una persona non è cosa da poco, soprattutto quando le conseguenze potrebbero essere di natura penale. Probabilmente Mangiardi aveva già analizzato i dati critici esposti dal consigliere regionale Ernesto Alecci, dati e numeri inequivocabili: il 2025 è stato un anno terrificante, un anno che avrebbe decretato il fallimento di un progetto innovativo voluto direttamente dal presidente Roberto Occhiuto. Ed il 2026 non sembra partito meglio.

Ci sarebbe anche un’altra motivazione. Tra pochi mesi scadrà il contratto di lavoro dello stesso Mangiardi e abbiamo raccolto alcune informazioni in merito. Il superdirigente non vorrebbe rinunciare alla sua poltrona d’oro da 90.000 euro annui non soltanto per ragioni economiche. Tornare alle sue origini, tornando a svolgere il ruolo di funzionario presso Calabria Verde, significherebbe ritrovarsi nuovamente alle dipendenze del direttore generale Giuseppe Oliva.

Tra i due non correrebbe buon sangue. Da Calabria Verde ci riferiscono che Oliva non nutrirebbe particolare stima nei confronti di Mangiardi, ritenuto da alcuni un personaggio che millanta competenze che non possiede. Un lavoratore «meschino e bugiardo», così viene descritto da alcuni ex colleghi. Uno che si sarebbe fatto strada esclusivamente attraverso un costante lavoro di compiacenza -per non dire lecchinaggio- nei confronti di Occhiuto. Ma prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e oggi la Calabria scoprirebbe tutta l’inadeguatezza e l’inconsistenza di un super dirigente improvvisato. Uno sceriffo dei droni che non sarebbe all’altezza del ruolo ricoperto e che non conoscerebbe adeguatamente le dinamiche di ciò che dovrebbe coordinare sul piano tecnico.

Il pilota segreto ci svela poi un particolare inquietante: «Un sindacalista regionale ci ha detto che la ditta vincitrice dell’appalto avrebbe dovuto assumerci, come previsto dal capitolato. All’inizio questa cosa ci era stata garantita da una persona di Roma che ci aveva contattato, ma alla fine stiamo lavorando tutti con partita IVA. Senza garanzie. Questa situazione non mi sembra corretta, perché la ditta percepisce somme considerevoli per noi e per i servizi che svolgiamo». Un ulteriore elemento che dovrebbe suscitare non poco imbarazzo. Si organizzano conferenze in pompa magna, si celebrano legalità ed efficienza, ci mettono la faccia addirittura Occhiuto, Gallo e Pallaria e poi… questi piloti di droni non risulterebbero neppure assunti. Presidente, se ci sei, batti un colpo. Opposizione, se ci sei, batti un colpo.

Un ultimo particolare — almeno per ora — emergerebbe. Questa volta non dal pilota segreto, ma direttamente da una gola profonda della Cittadella regionale: un dipendente serio e di lunga esperienza, nauseato dagli ultimi episodi. La famosa gara finalizzata all’appalto inerente il “Potenziamento del sistema di monitoraggio del territorio per la prevenzione delle calamità – segnalazione precoce di incendio” non sarebbe stata gestita dalla Stazione Unica Appaltante della Regione Calabria, bensì — udite, udite — dalla SUA della celeberrima Provincia di Crotone, gestita all’epoca dei fatti (anno 2025) dalla coppia Fabio Manica-Sergio Ferrari e compagnia bella. Giusto per non farci mancare nulla. E noi stiamo lavorando per capire e approfondire anche questa singolare anomalia. Perché la Regione avrebbe dovuto affidare la gestione di una gara così importante alla Provincia di Crotone? Lo scopriremo.


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