La sfilata si è tenuta alle 16:00 in via Privata Rezia 2, nella seconda giornata di Milano Moda Uomo. Camera Nazionale della Moda Italiana registra luogo e orario nel calendario ufficiale. Nowfashion colloca la presentazione nello stesso slot e la classifica come collezione uomo e donna. La rete esercita tensione sul capo e lascia esposto il lavoro del nodo.
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Un nodo quadrato ripetuto su tutta la superficie
Il Japanese Square Knot collega i cordoni in cuoio lungo una maglia regolare. Kuwata adotta un nodo che conserva forma quadrata anche quando la rete si muove. La distanza fra gli incroci impedisce alla sovrapposizione di confondersi con una frangia. Ogni punto rimane separato dal successivo e il reticolo mantiene la propria geometria davanti al corpo.
Vogue Runway presenta la rete sopra abiti sartoriali a tre pezzi e chemisier. Nelle fotografie di Getty Images la stessa sovrapposizione passa davanti al volto e lungo gli orli. L’indumento sottostante conserva le proprie cuciture mentre il reticolo introduce un disegno autonomo che non coincide con pinces o aperture del capo.
Il vuoto circolare mette il jersey in trazione
Nei top e negli abiti, rettangoli di jersey sono attraversati da cavità tonde di dimensioni diverse. Il tessuto viene tirato fra i bordi curvi e le parti piane. Alcune zone aderiscono alla figura. Altre rimangono sospese e creano asimmetrie misurabili senza ricorrere a imbottiture.
La stessa costruzione appare nelle note pubblicate da JTDapper Fashion Week. La forma dipende dal perimetro del foro e dalla quantità di jersey lasciata attorno. Un’apertura più grande assorbe superficie e sposta la tensione sul bordo. Il drappeggio nasce prima della vestibilità perché il vuoto è già scritto nel pezzo steso in piano.
L’orlo espone il tempo impiegato nell’annodatura
I cordoni proseguono verso il basso quasi fino a terra. Le estremità sono raccolte in piccoli avvolgimenti colorati. La finitura espone il numero di passaggi manuali richiesti dal reticolo e introduce un peso mobile nella parte bassa. Il maggiore tempo di esecuzione dichiarato da Kuwata compare anche nell’intervista pubblicata da The Impression.
La sequenza manuale produce un vincolo industriale immediato. Più superficie significa più incroci e più ore per capo. Una simile lavorazione si accorda con serie ristrette o pezzi destinati alla passerella. Le grandi tirature comprimerebbero il tempo dedicato a ogni nodo. La rete diventa anche un registro del tempo produttivo perché la quantità di lavoro rimane esposta invece di essere nascosta nella cucitura interna.
Tailoring e abiti ricevono la stessa sovrapposizione
Kuwata applica il reticolo a categorie che reagiscono in modo diverso. Sulla giacca, la rete attraversa una costruzione già affidata a revers e spalle. Sull’abito, segue superfici più continue e si allunga con maggiore libertà. WWD riconosce nella sovrapposizione dei cordoni l’asse della sfilata. FashionNetwork conferma l’uso del nodo quadrato sulla fettuccia in cuoio.
Il passaggio fra uomo e donna avviene senza cambiare tecnica. È la base del capo a modificare il comportamento della rete. La giacca mantiene una sagoma netta sotto il reticolo. Il jersey cede nei punti aperti e accentua la trazione. La collezione costruisce una grammatica condivisa senza uniformare le due famiglie di abiti.
Il Gabon entra nel progetto attraverso un oggetto reale
La pesca in Gabon è la matrice della collezione di Kuwata. ANSA collega le reti alla trasferta del designer nel Paese e alla sua attività di pesca. L’Officiel registra lo stesso titolo Caught in the Nets e il rapporto con il Paese africano. Setchu conserva l’oggetto nella sua forma tridimensionale. Il richiamo passa dall’annodatura e dalla caduta verso terra.
Una stampa rimarrebbe aderente al tessuto. Qui la maglia oscilla con un ritmo proprio e crea distanza dalla base sartoriale. Dalla trasferta in Gabon nasce una tecnica applicabile a più tipologie di capo anziché un’immagine isolata. L’origine geografica rimane riconoscibile attraverso la costruzione e non attraverso una decorazione aggiunta.
Geta e cappelli ridisegnano la figura
Le calzature richiamano le geta dei pescatori giapponesi attraverso una base lignea rialzata. I cappelli hanno tese tanto larghe da intercettare la rete. Glass associa le scarpe alla tradizione giapponese e registra la presenza dei copricapi fuori scala. Il fondo rigido separa il piede dal suolo e scandisce il passo.
La tesa aggiunge un piano orizzontale nella parte alta. La rete scende in verticale e collega i due estremi della figura. Gli accessori traducono la pesca nell’appoggio e nell’ingombro. La loro scala impedisce che il reticolo rimanga confinato al busto.
La seta nasconde chiusure dentro i tagli
Alcuni pannelli in seta coprono parzialmente i punti di chiusura. Le aperture seguono assi laterali e costringono il tessuto a ruotare attorno alla figura. L’asimmetria nasce dal taglio steso in piano. Durante il passo, un lato apre mentre l’altro trattiene.
Il sistema del jersey lavora togliendo materia. Il reticolo in cuoio aggiunge una superficie sopra il capo. Kuwata usa sottrazione e sovrapposizione come lavorazioni indipendenti. Sottrazione e sovrapposizione separano la quota di forma affidata al tessuto da quella affidata alla rete.
Setchu porta la propria storia dentro il nodo
Satoshi Kuwata ha fondato Setchu a Milano nel 2020 e ha vinto il LVMH Prize nel 2023. Il nome deriva da wayo setchu, espressione giapponese legata all’accordo fra Oriente e Occidente. Nella PE27 l’accordo assume forma materiale. Il nodo giapponese avvolge capi costruiti con vocabolario sartoriale europeo.
La continuità con il lavoro precedente passa dalla piega e dalla modularità. La PE27 aggiunge una struttura esterna che non appartiene alle cuciture del capo. Setchu colloca un reticolo annodato sopra la superficie. La doppia radice del marchio rimane riconoscibile senza ridursi a una citazione geografica.
Milano segue il debutto di Firenze
La sfilata PE27 arriva dopo il debutto in passerella di Setchu a Pitti Uomo 107 nel gennaio 2025. Il marchio torna a Milano con un formato raccolto e con una selezione uomo e donna. Il nostro articolo su Pitti Uomo 110 segue la sequenza commerciale che collega Firenze e Milano nel calendario PE27.
La collezione restringe il repertorio e ripete pochi interventi su basi diverse. Le variazioni del nodo e del foro circolare restano accostate senza disperdersi in molte famiglie prodotto. Milano offre così a Setchu uno spazio in cui la costruzione prevale sulla dimensione del catalogo.
Il nodo restringe la scala e aumenta la riconoscibilità
L’annodatura a mano obbliga il marchio a scegliere dove impiegare la rete e quanta superficie coprire. La variabile riguarda anche la produzione. Ogni centimetro aggiunto richiede nuovi incroci. In un assortimento commerciale, questa relazione orienta la rete verso pezzi a maggiore margine o lavorazioni su ordinazione. L’inferenza nasce dalla tecnica esposta in passerella. Setchu non ha comunicato volumi di vendita per questi pezzi.
La stessa rete conserva una riconoscibilità forte in fotografia. I nodi rimangono visibili a distanza e il cordone colorato crea un perimetro separato dal capo. Per un marchio indipendente, una costruzione così riconoscibile estende la presenza editoriale senza richiedere un logo esteso. La passerella usa lo stesso componente sul prodotto e nell’immagine pubblica.
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Junior Cristarella
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