Gioia Tauro. La Capasanta, il marito Mangione, i depistaggi e tutti i pacchiani conflitti d’interesse al Comune



IL TEATRO DELL’ASSURDO Cronache di Resistenza Politica e Verità Documentate a cura di Aldo Alessio (Ulisse) ◆ Comunicato N°44 ◆ 19 giugno 2026 MISS BALLE SPAZIALI alias La Capasanta – (Samān) Cronaca di un governo all’insegna dell’arroganza — Quarantaquattresima Edizione —

1. FACCIAMO CHIAREZZA UNA VOLTA PER TUTTE SUL CAPITOLO PISU – Tra il 2007 e il 2013 furono stanziati nella Piana di Gioia Tauro fondi comunitari per € 41.975.360,70, destinati ai Progetti Integrati di Sviluppo Urbano (PISU, capofila Rosarno, con Gioia Tauro e San Ferdinando). Alla Città di Gioia Tauro la Regione trasferì € 12.484.391,74 per realizzare 8 opere pubbliche. Di quegli 8 appalti, 5 — pur formalmente conclusi — non sono mai stati collaudati o sono risultati non funzionanti; il Centro Polifunzionale del Waterfront, che doveva ospitare anche un teatro, è rimasto in fase embrionale: l’opera incompiuta per eccellenza. A seguito del carteggio richiesto dalla Regione — l’ultimo, nota prot. 32471 del 21 maggio 2020, a firma del tecnico responsabile del IV Settore, arch. Francesco Mangione, prima del suo arresto — la Regione Calabria ha giudicato la documentazione insufficiente, chiedendo la restituzione di € 10.384.105,44 per le seguenti opere non collaudate: 1. Riqualificazione ambientale del torrente Budello; 2. Realizzazione del centro polifunzionale a servizio della città del porto sul Waterfront; 3. Centro polisportivo sinergico-integrato della città porto; 4. Sviluppo Water-Front della città di Gioia Tauro. Sistemazione del palazzetto dello sport con annessi parcheggi e viabilità; 5. Sviluppo Water-Front della città di Gioia Tauro. Opere collaudate e chiuse al 31 marzo 2017: 6. Realizzazione del centro polifunzionale al servizio della Città del porto. Sistema funzionale “Le Cisterne”; 7. Realizzazione dell’edificio multimediale per “Urban Center”, con annessi arredi e attrezzature; 8. Sistemazione del Palazzetto dello Sport con annessi parcheggi e viabilità. Chiuso al 31 dicembre 2015.

N.B. Il parcheggio interrato con piazza sopraelevata sul Waterfront, di cui al punto 2), è privo di collaudo e di attestazione di funzionalità. È stato realizzato in difformità dal progetto approvato, con materiali scadenti. Una cattedrale nel deserto, senza neanche la cattedrale. Di tutto questo dovrebbe rispondere l’Amministrazione Alessio? L’ultimo dei suddetti progetti doveva essere consegnato entro il 31 marzo 2017. Comodo — ma i nomi dei responsabili, i processi e i sequestri sono ben noti. Incolpare chi c’era prima resta comunque uno sport antico quanto la politica.

Chissà perché nessuno ricorda mai che tutte queste opere furono portate avanti sotto l’Amministrazione Bellofiore, quando l’attuale Sindaca era la responsabile tecnica dell’ufficio ragioneria, e il marito, l’architetto Franco Mangione, è oggi imputato nel processo Waterfront 2 in qualità di RUP e Direttore dei Lavori degli appalti PISU contestati, per i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio e falso, con un danno stimato per l’Ente superiore a 10.000.000 di euro.

2. IL CONFLITTO DI INTERESSE STRUTTURALE DELLA CAPASANTA Il primo conflitto d’interesse della Capasanta è con sé stessa: si è candidata — e fatta eleggere — per togliersi alcune pietruzze dalla scarpa. Peccato che le pietre se le sia messe lei. A seguire un conflitto d’interessi insormontabile: 3. I PISU, la decertificazione dei finanziamenti e la responsabilità contabile Il Comune di Gioia Tauro fu commissariato per infiltrazione mafiosa (D.P.R. 15.5.2017, prorogato a giugno 2019). L’epicentro fu la gestione dei fondi PISU, oggetto di tre indagini della DDA di Reggio Calabria: • Operazione Cumbertazione: ha accertato il cartello criminale nella fase di aggiudicazione degli appalti (2013); • Operazioni Waterfront 1 e 2: hanno rivelato criticità sistemiche nell’esecuzione e rendicontazione, con utilizzo di materiali scadenti, gravi errori progettuali e assenza di collaudi validi. Le consulenze tecniche disposte dalla Procura — in particolare quella del dott. Luciano Caridi, già membro della Commissione d’Accesso del 2017 — hanno collegato le difformità nei cantieri alla gestione finanziaria dell’Ente, rilevando irregolarità contabili e anomalie nei mandati di pagamento.

3.1. I profili di incompatibilità della Sindaca Capasanta – La posizione dell’attuale vertice politico del Comune presenta un conflitto d’interessi insormontabile: • Coniuge imputato: l’Arch. Francesco Mangione, marito della Sindaca, è imputato nel processo Waterfront 2 come RUP e Direttore dei Lavori dei PISU contestati, per associazione a delinquere, truffa aggravata, abuso d’ufficio e falso, con danno per l’Ente superiore a 10.000.000 di euro; • Ruolo passato della Sindaca: all’epoca dei fatti (2013 e seguenti) l’Avv. Scarcella era Responsabile del Settore Ragioneria, lo stesso che emise i visti di regolarità contabile oggi contestati; • Il paradosso istituzionale: l’Amministrazione Scarcella deve oggi promuovere le azioni di recupero danni PISU contro i responsabili, tra cui figura il coniuge della Sindaca: controllore e controllato coincidono, in spregio al principio di imparzialità dell’art. 97 Cost.

4. IL DEPISTAGGIO NELLA GESTIONE DEL CONTENZIOSO PISU E LO SMANTELLAMENTO DELL’AVVOCATURA – 4.1. Lo smantellamento dell’Avvocatura comunale – Insediata la Giunta, l’Avvocatura comunale è stata chiusa de facto tramite procedimenti disciplinari pretestuosi contro il legale interno — proprio chi avrebbe dovuto difendere il Comune nelle cause PISU. Il TAR di Reggio Calabria (Sentenza n. 4/2026) ha dichiarato illegittima la chiusura, ma l’Amministrazione non ha eseguito la sentenza, assegnando l’avvocato all’Ufficio Stato Civile in manifesto spregio dell’art. 2103 c.c. e dell’auctoritas del giudicato. Costi: il legale interno costava circa 36.000 euro l’anno; gli incarichi esterni ne sono costati oltre 120.000 in un solo anno — un risparmio al contrario, in violazione della Legge 49/2023 (equo compenso) e del D.M. 55/2014.

4.2 La nomina dei legali esterni e i conflitti di interesse – La difesa nei processi PISU è stata affidata a un legale di fiducia (Del. GM 137, 138 e 139/2024), chiamato a gestire cause in cui è coinvolto il marito della Sindaca: chi dovrebbe difendere il Comune sceglie chi deve difenderlo dal coniuge. Un secondo legale, designato per il contenzioso Waterfront, avrebbe collaborato in passato con il primo in procedimenti penali: se confermato, il conflitto d’interesse sarebbe completo.

4.3. Sui PISU: La costruzione di una “verità alternativa” e il depistaggio – Con Delibere n. 111/2024, 159/2024 e 90/2025, la Capasanta ha promosso azioni giudiziarie sostenendo che il definanziamento dei PISU dipenda da una presunta omessa rendicontazione della gestione Alessio. Tesi smentita dai fatti: • La nota prot. 32471 del 21.05.2020: dimostra che la rendicontazione era stata curata dal marito della Sindaca durante il mandato Alessio: imputare la carenza alla gestione precedente è falso; • Le perizie tecniche (CTU Ing. Violi): confermano che il definanziamento è frutto di esecuzione fuori norma e frodi: gli appalti erano “incollaudabili”, nessuna rendicontazione avrebbe potuto salvarli; • I fondi PAC e “Città tra i due fiumi”: la Regione bloccò l’erogazione dopo arresti e sequestri, segnalando le infrazioni UE (OLAF): la tesi della colpa Alessio è priva di fondamento. • Secondo il cronoprogramma l’ultima opera dei PISU, la “Realizzazione del centro polifunzionale a servizio della città-porto sul Water-Front” si sarebbe dovuta completare e chiudere entro il 31 marzo 2019. • Il Sindaco Alessio si è insediato il 10 giugno 2019. Questa condotta appare finalizzata a spostare la responsabilità del danno erariale verso la componente politica successiva, creando conflitti tra giudicati: ipotesi di favoreggiamento personale (art. 378 c.p.) e, se accertata la finalità di favorire imputati con l’aggravante mafiosa, di concorso esterno in associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.).

5. Il caso Hybris: il Comune assente nelle conclusioni del processo – L’Amministrazione Alessio, a sostegno delle Forze dell’Ordine e della DDA di Reggio Calabria, organizzò il 31 marzo 2023 una partecipata manifestazione pubblica, annunciando la costituzione di parte civile del Comune nel processo Hybris. Gesto nobile — peccato che, alla prova dei fatti, l’Amministrazione attuale si sia presentata all’udienza decisiva con ben altro slancio. Il 13 gennaio 2026, al Tribunale di Palmi, il Comune risultava parte civile ma assente — come un fantasma che paga l’abbonamento ma non entra mai. A verbale figurava ancora il legale interno, il cui ufficio era stato chiuso da novembre 2024. Solo un rinvio tecnico e il clamore mediatico hanno evitato la decadenza dalla costituzione di parte civile. Fondato il timore che la stessa sorte tocchi altri fascicoli (processo “Nuova Narcos”, procedimenti “Andrea Doria 1 e 2”).

6. LA REINTEGRA ANTICIPATA E IRRITUALE DELL’ARCH. MANGIONE – In concomitanza con le misure cautelari sui PISU, la Commissione disciplinare sospese dal servizio l’Arch. Francesco Mangione; sospensione confermata dal Giudice del Lavoro di Palmi nell’aprile 2021 e prolungata fino al 31 dicembre 2024. Su sua richiesta, gli fu concessa un’aspettativa senza assegni dal 20 maggio 2021, prorogata fino al 18 maggio 2024. Il 3 luglio 2023 Mangione ha revocato l’aspettativa con effetto immediato, ben prima della scadenza. Nel frattempo aveva lavorato presso il cugino Antonio, titolare della Biemme Infissi — la ditta che, per ordine del boss Pino Piromalli, avrebbe dovuto assumere 18 dipendenti indicati dal clan. Che non ne sapesse nulla appare, eufemisticamente, improbabile. Eletta Sindaca, l’Avv. Capasanta ha esautorato l’esperto esterno dell’UPD (dott. Edoardo Barusso) a favore di una gestione interna, la cui composizione è stata modificata tre volte senza motivazione tecnica — un record che farebbe invidia a un governo di transizione.

Mangione è stato reintegrato il 2 settembre 2024, quattro mesi prima della scadenza, senza fatti nuovi e in disparità di trattamento rispetto alla collega Ing. Nicoletta, ancora sospesa per gli stessi fatti. Evidentemente i calendari, in Comune, funzionano in modo selettivo. La reintegra è stata disposta tramite comunicazioni di Vicesindaco e Assessore, anziché con atti gestionali del Settore Personale o dell’UPD: una violazione della separazione tra indirizzo politico e funzioni gestionali (art. 107 TUEL). Il TUEL prevede il contrario, ma evidentemente nessuno in Comune ha avuto il tempo di leggerlo. Il collegamento tra il boss Pino Piromalli e i vertici di Biemme Infissi è emerso dalle indagini: ordini, assunzioni pilotate, ingerenze aziendali. Difficile credere che in azienda nessuno se ne sia accorto. A questo punto, sorge spontanea una domanda — anzi, una di quelle domande che restano nell’aria come il profumo del cemento fresco al Waterfront: da chi è stata finanziata la campagna elettorale della Capasanta? Con stima selettiva, Aldo Alessio (Ulisse) già Sindaco di Gioia Tauro


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Iacchite

Source link

Di