Saman Abbas, Cassazione rinvia la pronuncia al 15 luglio


Il processo arriva in Cassazione dopo due sentenze con esiti diversi per lo zio e i cugini. Il giudizio di legittimità deve confrontarsi con la premeditazione e con il trattamento delle dichiarazioni rese dal fratello di Saman.

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La pronuncia è fissata al 15 luglio

Il collegio della Prima sezione penale ha ascoltato le parti sui cinque ricorsi. Terminata la discussione ha differito il dispositivo richiamando il numero e la natura delle questioni sottoposte al collegio. ANSA registra la stessa formula comunicata dalla Corte.

Il rinvio non sospende l’intero processo e non riapre l’istruttoria. L’intervallo appartiene alla deliberazione della Cassazione. RaiNews riporta che il differimento è stato disposto dopo gli interventi delle parti.

Il pg chiede il rigetto dei cinque ricorsi

Marco Dall’Olio ha chiesto il rigetto delle impugnazioni proposte dagli imputati. L’accoglimento della sua richiesta lascerebbe intatta la sentenza d’appello. Sky TG24 riproduce la formula della requisitoria, diretta al passaggio in giudicato delle pene pronunciate a Bologna.

Nella tesi dell’accusa l’omicidio fu deliberato in ambito familiare e preparato prima dell’azione. Il pg lo ha definito un «atto corale e premeditato» collegando il movente alla volontà di punire l’autonomia della diciottenne. Dire dà conto della medesima qualificazione formulata in aula.

La requisitoria esprime la posizione della parte pubblica nel giudizio di legittimità. Non vincola il collegio e non anticipa il dispositivo. La richiesta di rigetto acquista effetti soltanto se la Corte la accoglie.

Le pene sottoposte al vaglio della Suprema Corte

La Corte d’assise d’appello di Bologna ha condannato all’ergastolo i genitori di Saman. La stessa pena è stata inflitta ai due cugini. Lo zio Danish Hasnain è stato condannato a 22 anni di reclusione. La cronaca di Repubblica Bologna riporta gli stessi esiti.

Sono condanne d’appello sottoposte a ricorso. La Cassazione non le ha ancora rese irrevocabili. Alla data del 18 giugno 2026 la formula «ergastolo confermato in via definitiva» attribuirebbe alla Suprema Corte una pronuncia che il 17 giugno non è stata emessa.

Dal primo grado all’appello

Il 19 dicembre 2023 la Corte d’assise di Reggio Emilia aveva condannato all’ergastolo i genitori. Per Danish Hasnain la pena era di 14 anni mentre i due cugini erano stati assolti.

Il 18 aprile 2025 la Corte d’assise d’appello ha confermato gli ergastoli dei genitori. Ha condannato all’ergastolo i cugini e ha portato a 22 anni la pena dello zio. Il secondo grado ha inciso sulle posizioni che il primo verdetto aveva trattato diversamente.

Il divario fra le due sentenze riguarda soprattutto la premeditazione. Esclusa a Reggio Emilia, l’aggravante è stata riconosciuta a Bologna. Gazzetta di Reggio documenta questo scarto e lo collega ai motivi delle impugnazioni.

La premeditazione contestata dalle difese

Le difese contestano le ragioni con cui l’appello ha riconosciuto la premeditazione. La Corte di Bologna ha ravvisato una decisione familiare maturata prima dell’azione e mantenuta fino alla notte dell’omicidio. La censura investe la validità giuridica della motivazione che ha superato l’esclusione pronunciata in primo grado.

Il ricorso in Cassazione denuncia violazioni di legge o difetti della motivazione della sentenza impugnata. Il riesame pieno dei fatti appartiene ai gradi di merito. Le difese chiedono alla Suprema Corte di giudicare la tenuta delle ragioni usate a Bologna senza celebrare un terzo dibattimento sulle prove.

Le dichiarazioni del fratello nei due giudizi

Nel primo grado la Corte trattò la posizione di Ali Haider come quella di un possibile indagato ed espunse le dichiarazioni pregresse. In appello il fratello di Saman è stato ascoltato e la Corte ha giudicato attendibile il suo racconto.

Le impugnazioni attaccano il passaggio fra i due gradi. La stessa persona è passata da una posizione processuale problematica a testimone ritenuto credibile. La Cassazione dovrà stabilire se la sentenza d’appello abbia motivato quel mutamento senza vizi giuridici. Reggionline ricostruisce lo stesso passaggio tra le dichiarazioni espunte nel primo grado e la testimonianza valorizzata in appello.

Inutilizzabilità e inattendibilità indicano problemi diversi. La prima riguarda l’ingresso della dichiarazione nel processo. La seconda riguarda l’affidabilità del racconto dopo che la dichiarazione è ammessa. Confondere i due termini nasconde la portata della censura difensiva.

Il perimetro del giudizio di legittimità

L’articolo 606 del codice di procedura penale delimita i motivi del ricorso per Cassazione. Il testo vigente su Normattiva comprende le violazioni di legge e i vizi della motivazione tra le censure ammissibili. La Suprema Corte controlla la tenuta giuridica della sentenza impugnata senza sostituire un nuovo processo di merito ai due già celebrati. Il glossario del Ministero della Giustizia assegna alla Cassazione il controllo sulla corretta applicazione della legge.

Gli esiti comprendono il rigetto e l’annullamento, totale o limitato a singoli capi. Con il rinvio la parte annullata tornerebbe al giudice indicato nel dispositivo. Senza rinvio la Suprema Corte chiuderebbe la questione interessata senza un ulteriore giudizio.

I cinque ricorsi conservano posizioni autonome. Il collegio può respingerne alcuni e annullare la sentenza per altri imputati. Un annullamento parziale riaprirebbe soltanto i capi indicati dalla Corte senza travolgere in automatico ogni statuizione dell’appello.

Dispositivo e motivazioni hanno tempi distinti

La data del 15 luglio riguarda la pronuncia del dispositivo. Quel testo indicherà l’esito assegnato a ciascun ricorso. Le ragioni giuridiche della decisione saranno conoscibili con il deposito della sentenza motivata.

La distinzione incide sul modo di riferire la notizia. Il dispositivo comunica subito se una condanna supera il vaglio della Cassazione oppure subisce un annullamento. La motivazione illustrerà in seguito il ragionamento seguito dai giudici.

Il differimento non anticipa il dispositivo

La formula resa pubblica per il rinvio contiene una sola indicazione: il collegio ha riservato altro tempo alla deliberazione. Non contiene un giudizio favorevole alle difese né un’adesione alla requisitoria del pg.

Il commento di una parte processuale sul rinvio conserva il peso di una valutazione difensiva. Il dispositivo del 15 luglio sarà l’unico atto capace di attribuire un esito giuridico ai ricorsi. Corriere di Bologna riporta la reazione del difensore dello zio. Quella dichiarazione non appartiene alla Corte.

Il processo sulle nozze forzate è separato

Il giudizio di Cassazione sull’omicidio procede su un binario distinto dal processo autonomo sulla tentata costrizione al matrimonio riaperto nei confronti del padre. Quel fascicolo riguarda condotte anteriori alla morte di Saman e non modifica l’oggetto dei cinque ricorsi discussi il 17 giugno.

Il legame fra i due procedimenti riguarda le pressioni familiari già denunciate da Saman. Le decisioni rimangono separate. Il 15 luglio la Cassazione si pronuncerà soltanto sulla sentenza d’appello per l’omicidio.


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 Junior Cristarella

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