Mastercard presenta nuove soluzioni AI per i pagamenti digitali


L’evoluzione dei pagamenti digitali negli ultimi anni è stata quasi sempre incentrata sulla velocità: pagare più in fretta, con meno passaggi (e possibilmente senza tirare fuori il portafoglio). Oggi, però, il cambiamento sembra giocarsi su un altro terreno. Non si tratta più soltanto di rendere una transazione più semplice, ma di trasformare l’intera esperienza che la precede e la segue. Ebbene si, anche i pagamenti digitali hanno scoperto l’AI.

È questa la direzione emersa dal Mastercard Innovation Forum 2026, dove l’intelligenza artificiale è stata presentata come il filo conduttore di una nuova generazione di strumenti per consumatori ed esercenti. Dai POS che analizzano i dati di vendita in tempo reale fino agli agenti AI capaci di completare acquisti e prenotazioni. Insomma, il pagamento tende sempre più a diventare un elemento integrato nell’esperienza quotidiana, quasi invisibile.

Ormai l’agente AI compra (effettuando autonomamente i pagamenti digitali)

Una delle novità più significative riguarda l’espansione in Italia della Mastercard Agentic Suite, piattaforma che porta l’intelligenza artificiale direttamente nel percorso d’acquisto.

Il punto di partenza è un cambiamento che si sta già manifestando online: gli utenti utilizzano sempre più strumenti AI per cercare prodotti, confrontare opzioni e orientarsi tra offerte e servizi. La prospettiva presentata da Mastercard spinge questo processo un passo oltre. Gli agenti digitali non sono più semplici assistenti conversazionali, ma diventano soggetti in grado di eseguire determinate operazioni in autonomia.

Attraverso la soluzione destinata ai merchant, disponibile tramite Merchant Cloud, gli esercenti possono integrare nei propri ambienti digitali agenti di shopping basati su IA generativa. In questo scenario, gli agenti possono arrivare a completare prenotazioni, acquisti ricorrenti e pagamenti, purché all’interno dei limiti e delle autorizzazioni stabilite dall’utente.

Dietro le quinte entrano in gioco tecnologie come tokenizzazione, autenticazione avanzata, gestione del consenso e monitoraggio delle transazioni, elementi necessari per rendere operativo un modello in cui l’AI non si limita a consigliare ma interviene direttamente nell’azione d’acquisto.

Il POS non registra soltanto vendite: prova a spiegarle

Se l’intelligenza artificiale sta cambiando il lato consumatore, sul fronte dei negozi fisici la trasformazione passa dai dati.

Tra le soluzioni presentate c’è la demo Xofis Data Analytics, sviluppata dalla startup friulana Xofis e integrata nei POS di nuova generazione. L’idea è semplice: molti commercianti raccolgono già enormi quantità di informazioni, ma spesso faticano a trasformarle in decisioni operative.

La piattaforma utilizza l’AI per leggere in tempo reale indicatori come vendite, scontrino medio e flussi di clientela direttamente sul terminale POS. Non si limita però a mostrare numeri. Incrociando i dati di vendita con informazioni provenienti dal network Mastercard e da fonti esterne – tra cui meteo, eventi locali, festività e stagionalità – prova a individuare le dinamiche che influenzano le performance del punto vendita.

Il risultato è un sistema che suggerisce possibili azioni operative: dalla pianificazione dei turni del personale all’adeguamento degli orari di apertura, fino alla costruzione di iniziative promozionali più mirate.

La naturale evoluzione tech dei pagamenti digitali

C’è poi un’altra tendenza che attraversa tutte le innovazioni presentate al Forum: la progressiva scomparsa del momento del pagamento come gesto separato. Nel mondo degli abbonamenti, Mastercard ha mostrato POP – Payment Alerts, una soluzione che utilizza dati di rete e analisi AI per individuare il momento più favorevole per ritentare una transazione ricorrente rifiutata, spesso a causa della momentanea indisponibilità di fondi. L’obiettivo è ridurre i tentativi inutili e aumentare le probabilità di completare il pagamento senza interrompere il servizio.

Ma il concetto di “pagamento invisibile” emerge anche in contesti molto diversi. Al Forum sono state presentate soluzioni per le donazioni digitali integrate in oggetti di uso comune e dispositivi wearable contactless come anelli, bracciali, guanti e portachiavi in grado di effettuare pagamenti senza necessità di carte o smartphone.

Il quadro che ne emerge è quello di una tecnologia che tende a occupare meno spazio nella percezione dell’utente. Non perché diventi meno importante, ma perché si integra sempre più nell’ambiente circostante. Il pagamento resta al centro dell’esperienza, ma smette progressivamente di essere il protagonista visibile della scena.


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 Marco Brunasso

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