Inflazione al 3,2% — idealista/news


Gli aumenti non si fermano e colpiscono le spese di ogni giorno. A maggio l’inflazione torna ad accelerare: l’indice dei prezzi al consumo (Nic, al lordo dei tabacchi) cresce dello 0,4% su base mensile e del 3,2% su base annua, in rialzo rispetto al 2,7% di aprile, secondo le stime confermate dell’Istat. La spinta arriva dall’energia, in particolare dai carburanti, mentre l’onda lunga si estende a servizi e prodotti acquistati più spesso. Le associazioni dei consumatori parlano di fino a 1.461 euro in più l’anno per una famiglia con due figli. Elettricità Futura precisa però che per molte utenze domestiche la bolletta della luce resta stabile, grazie ai contratti a prezzo fisso.

Inflazione al 3,2%: cosa c’è dietro l’accelerazione

Il rialzo di maggio ha una matrice chiara: benzina, gasolio e derivati del gas spingono il paniere. I beni energetici non regolamentati accelerano dal +9,6% al +12,5%, mentre quelli regolamentati passano dal +5,3% al +5,6%. Le tensioni geopolitiche e la volatilità dei mercati restano uno sfondo rilevante, creando instabilità lungo l’intera filiera. Nel frattempo, i servizi relativi ai trasporti mostrano un’accelerazione dal +0,6% al +1,7%, segnale di come i costi energetici si trasmettano rapidamente a mobilità e logistica. Si muovono anche i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, in aumento dal +2,6% al +3%, a conferma di una pressione che ormai supera i soli capitoli energetici.

Il dato mensile (+0,4%) certifica una progressione graduale ma diffusa, che si riflette su scontrini e abbonamenti. Sul fronte dei consumi quotidiani si osserva un doppio binario: da un lato i beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano al +1,9% annuo; dall’altro, i prodotti a alta frequenza d’acquisto accelerano fino al +4,4%. Proprio quest’ultima categoria rende più visibile l’inflazione, perché riguarda voci non rinviabili, che incidono subito sul bilancio familiare.

Bollette: perché la luce non sale (per ora)

Il rialzo fotografato dall’Istat non si traduce automaticamente in un aumento delle bollette elettriche. Elettricità Futura sottolinea che le variazioni osservate non riguardano direttamente l’energia elettrica in fattura: per gran parte delle famiglie le tariffe risultano bloccate da contratti a prezzo fisso. Nel segmento regolamentato si registra stabilità per la luce e incrementi più contenuti sul gas.

Resta comunque forte il fattore-energia lungo la catena dei prezzi: l’impatto di carburanti e gas emerge nei costi di produzione, trasporto e distribuzione, e finisce per alimentare la dinamica di servizi e beni collegati alla mobilità e alla vita quotidiana. Questo scenario aiuta a capire perché ci si ritrovi con bollette elettriche relativamente stabili ma con trasporti e servizi in accelerazione, in una fase in cui ogni anello della filiera assorbe e trasferisce parte dei rincari. 

Quanto costa davvero: le stime delle associazioni

Le cifre delle principali associazioni convergono su un impatto economico significativo, con differenze legate alla composizione del nucleo e ai consumi energetici. Si tratta di stime che provano a tradurre l’indice dei prezzi in euro aggiuntivi a carico delle famiglie, rendendo più tangibile la portata degli aumenti.

Il quadro che emerge è coerente nella direzione: la pressione maggiore cade sui redditi medio-bassi e sulle famiglie più numerose, per la maggiore incidenza delle spese non rinviabili.

  • Codacons: impatto fino a 1.461 euro annui per nuclei con due figli; oltre mille euro in media per famiglia.
  • Unione Nazionale Consumatori: tra febbraio e maggio prezzi a +2%; equivalenti a 505 euro per famiglia tipo, 734 euro per una coppia con due figli e 660 euro per una coppia con un figlio.
  • Federconsumatori: ricaduta di circa 1.056 euro annui per nucleo; segnalato il rallentamento del “carrello della spesa” a +1,9%.

In parallelo, si conferma l’accelerazione dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (+4,4%): un fattore chiave perché incide su esborsi ripetuti con cadenza settimanale o mensile, più difficili da comprimere senza ridurre i consumi. Da qui l’allarme di Assoutenti sulla propagazione dei rincari lungo la filiera dei beni di prima necessità e l’appello di Adoc a interventi su carburanti, fiscalità ed energia per contenere l’impatto sui consumatori.

Dove salgono i prezzi: i rincari voce per voce

Dietro l’indice generale si muovono voci molto diverse, con scarti anche ampi. Alcuni settori del paniere registrano scatti ben sopra la media, soprattutto nella componente legata all’energia.

Ma non mancano sorprese: fra le variazioni più elevate spiccano anche alcuni beni non essenziali, segnale di una dinamica che si è fatta trasversale e che riflette una filiera dei costi ancora sotto pressione.

  • Gasolio per riscaldamento: +36,8%.
  • Gioielli: +29,5%.
  • Gasolio per mezzi di trasporto: +25,4%.
  • Legumi: +22,8%.
  • Carciofi e pomodori: +18,4%.

In questo contesto, i servizi relativi ai trasporti passano da un aumento dello 0,6% all’1,7% e i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona dal 2,6% al 3%. Si tratta di segnali coerenti con una fase in cui i rincari energetici non si fermano alla pompa o alla caldaia, ma si trasferiscono al biglietto, all’abbonamento e alle attività del tempo libero. 

Impatto sui bilanci: cosa cambia per chi vive, lavora e si sposta

L’effetto combinato di energia e servizi riduce il potere d’acquisto con una dinamica progressiva: piccoli scarti mensili che, sommati, erodono il margine disponibile per altre spese. L’incidenza è maggiore su famiglie numerose e redditi più bassi, dove le quote destinate a alimentari, trasporti e utenze pesano di più. Questo si traduce in scelte più caute sugli acquisti e in un’attenzione crescente ai consumi essenziali.

Per il comparto casa, la stabilità relativa della bolletta elettrica rappresenta un fattore di respiro nel breve periodo, ma il rincaro di carburanti e gas si riflette su condomini, manutenzioni e logistica, incidendo sui costi di gestione. 

Sul versante mobilità, l’innalzamento dei servizi connessi ai trasporti pesa su pendolarismo e spostamenti quotidiani, in un momento in cui molte famiglie stanno già ricalibrando budget e priorità. 

Articolo visto su (ilmessaggero.it) Prezzi in rialzo a maggio, l’inflazione sale al 3,2%. Per le famiglie rincari fino a 1.400 euro annui


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