Confronto e simulazioni per comprendere come trasformare i principi teorici del DM 77 in percorsi operativi concreti, favorendo una reale comprensione delle modalità di funzionamento delle Case della Comunità e della loro capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione. È stato questo il principale obiettivo del percorso formativo dedicato alle Case della Comunità appena concluso Vibo Valentia, promosso dall’Azienda Sanitaria Provinciale e realizzato con il contributo di Agenas, nell’ambito delle azioni previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Missione 6 Salute e dal Decreto Ministeriale 77/2022, che definisce i nuovi modelli organizzativi dell’assistenza territoriale.
L’iniziativa, svoltasi nelle giornate del 15 e 16 giugno presso Palazzo Gagliardi, ha rappresentato un importante momento di confronto, formazione e progettazione partecipata che ha coinvolto professionisti sanitari, personale tecnico e amministrativo, rappresentanti delle istituzioni locali, ordini professionali, organizzazioni sindacali, organismi di partecipazione civica, organizzazioni di volontariato, enti del terzo settore e rappresentanti delle famiglie, in un percorso condiviso finalizzato alla costruzione della nuova sanità territoriale. “Il valore dell’esperienza realizzata – spiega l’Asp in una nota – assume un rilievo ancora maggiore alla luce del riconoscimento attribuito da Agenas, che ha individuato l’Asp di Vibo Valentia quale prima Azienda Sanitaria in Italia per la diffusione degli eventi formativi dedicati alle Case della Comunità, riconoscendo il forte impegno organizzativo e la capacità dell’Azienda di promuovere percorsi di crescita professionale orientati all’innovazione e alla concreta attuazione della riforma territoriale”.
La realizzazione dell’evento è stata fortemente sostenuta dalla Direzione Strategica Aziendale e dal Commissario Straordinario, Dott. Angelo Vittorio Sestito, che ha promosso un percorso di coinvolgimento esteso a tutte le strutture aziendali, nella consapevolezza che la trasformazione del sistema sanitario territoriale richieda una partecipazione attiva, multidisciplinare e condivisa. Determinante anche il contributo della Direzione del Servizio delle Professioni Sanitarie, guidata dalla Dott.ssa Serafina Fiorillo, e della Direzione Gestione e Sviluppo Risorse Umane e Formazione, attraverso il lavoro del Dott. Andrea Petta e della Dott.ssa Vania Di Gesù, che hanno curato la programmazione e l’organizzazione dell’intero percorso formativo.
La prima giornata di lavori è stata dedicata all’approfondimento dei principi e degli obiettivi delle Case della Comunità, nuovo modello di assistenza territoriale destinato a diventare il punto di riferimento per l’accesso integrato ai servizi sanitari e sociosanitari da parte dei cittadini.
Nel corso degli interventi è stato evidenziato come le Case della Comunità non rappresentino semplicemente nuove strutture sanitarie, ma veri e propri luoghi di prossimità, partecipazione e integrazione, nei quali professionisti, istituzioni, associazioni e cittadini collaborano per costruire percorsi di salute più efficaci, accessibili e centrati sulla persona. Significativo, spiega la Asp, è stato il richiamo al concetto stesso di “Casa della Comunità”, che supera la dimensione esclusivamente strutturale per assumere un valore sociale e relazionale: “Un luogo aperto alla comunità e costruito insieme alla comunità, nel quale la partecipazione attiva dei cittadini diventa elemento fondamentale per il benessere collettivo”.
La giornata inaugurale ha visto la partecipazione del Commissario Straordinario dell’ASP di Vibo Valentia, del Direttore Sanitario Aziendale, del Direttore del Distretto Sanitario Unico, del Sindaco di Vibo Valentia, del Presidente della Conferenza dei Sindaci, del Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, dei Presidenti degli Ordini professionali, del Presidente del Comitato Consultivo Aziendale Misto, dei rappresentanti delle Organizzazioni sindacali e del mondo associativo, Organizzazioni di volontariato, Enti del terzo settore, Federsanità, Medici di medicina generale, Pediatri libera scelta, Specialisti ambulatoriali, Medici di continuità assistenziale, Infermieri, Assistenti sociali, Ostetriche e Fisioterapisti e altro personale sanitario, tecnico e amministrativo, confermando la volontà di costruire un modello organizzativo fondato sul dialogo istituzionale e sulla piena integrazione tra l’Azienda e tutti gli attori del territorio.
“Di particolare rilevanza – riferisce la nota dell’Asp – sono stati gli approfondimenti dedicati al Punto Unico di Accesso (PUA), individuato quale snodo strategico per l’accoglienza e l’orientamento dei cittadini all’interno della rete dei servizi, e al ruolo dell’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), fondamentale per garantire percorsi di presa in carico integrata delle persone fragili e non autosufficienti. Grande apprezzamento è stato espresso per il contributo scientifico e metodologico fornito da Agenas, che ha accompagnato l’intero percorso illustrando gli indirizzi strategici nazionali e le migliori esperienze applicative sviluppate sul territorio italiano”.
La seconda giornata è stata invece caratterizzata da un innovativo Workshop Operativo di Simulazione Territoriale, che ha consentito ai partecipanti di sperimentare concretamente scenari organizzativi e percorsi assistenziali delle future Case della Comunità.
Per Agenas erano presenti la Dott.ssa Giusi Casazza, la Dott.ssa Damiana Pepe e il Dott. Vincenzo Lavecchia, che hanno guidato le attività laboratoriali e di simulazione offrendo competenze, metodologie e strumenti operativi di elevato valore professionale.
“L’esperienza è stata vissuta dai partecipanti con entusiasmo, pragmatica passione e forte spirito collaborativo”, riferisce ancora la nota sottolineando come “le simulazioni hanno permesso di trasformare i principi teorici del DM 77 in percorsi operativi concreti, favorendo una reale comprensione delle modalità di funzionamento delle Case della Comunità e della loro capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione”.
“L’esperienza realizzata nelle due giornate formative – conclude l’Asp – costituisce un importante investimento sul capitale umano aziendale e rappresenta un passo concreto verso la costruzione di una sanità territoriale moderna, inclusiva, sostenibile e pienamente orientata ai bisogni delle persone e delle comunità”.
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