Alisya e Sarah, 300 veicoli nelle immagini di Alfedena


Il caso passa ora dai boschi ai filmati, senza abbandonare i sopralluoghi. Quando due minorenni spariscono da un paese montano privo di ferrovia e con corse notturne assenti, il traffico registrato dai varchi comunali diventa la traccia più netta per capire una direzione.

Tutela delle minori: nel pezzo entrano soltanto notizie già pubbliche e collegate alle ricerche. Ogni segnalazione deve arrivare al 112, evitando rilanci social con immagini o indirizzi non confermati.

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Le 21:26 del 6 giugno

Le immagini delle 21:26 del 6 giugno, riprese da un locale di Civitella Alfedena e riprese da Tgcom24/Mediaset Infinity, collocano le ragazze nel paese poche ore prima della sparizione. La ripresa non mostra l’uscita dalla struttura. Dopo quell’orario entrano i varchi esterni e le telecamere dei comuni vicini.

Quella scansione oraria restringe la serata a un tratto riscontrabile. Prima della finestra notturna in cui le due ragazze avrebbero lasciato la comunità, esiste almeno un ancoraggio visivo. Da lì il lavoro si sposta sulle strade percorse e sui mezzi transitati nelle ore compatibili.

Alfedena, 300 transiti nella finestra 20-8

I 300 passaggi non equivalgono a 300 auto sospette. Un varco registra entrate, uscite e talvolta la stessa vettura in più momenti. Il lavoro sulle targhe separa i transiti ripetuti dal traffico occasionale e aggancia ogni mezzo a una fascia oraria. È qui che la notte tra il 6 e il 7 giugno diventa misurabile.

Il Comune di Alfedena offre un appiglio perché si trova vicino alla struttura e intercetta una parte dei movimenti stradali dell’Alto Sangro. La fascia 20-8 copre sia l’ultimo tratto della serata di sabato sia le ore in cui le ragazze avrebbero lasciato la casa famiglia. In un’area con poche direttrici, anche un transito isolato assume peso se coincide con orari e direzione oppure con ripetizioni già notate dagli investigatori.

Il numero dei passaggi e la consegna delle informazioni comunali agli investigatori coincidono con quanto pubblicato da ANSA e Il Centro, che fissano il vaglio sulle targhe e sui modelli d’auto.

Dalla massa dei transiti alla targa che conta

Una stessa auto talvolta compare più volte nello stesso intervallo, oppure attraversa il borgo per ragioni ordinarie. La selezione avviene guardando ricorrenze e senso di marcia, poi confrontando tutto con la fascia stimata per l’uscita. Se un mezzo compare in un orario vicino alla finestra notturna e riappare su una direttrice compatibile con l’allontanamento, diventa materiale da isolare.

Il numero grezzo dei passaggi conta meno delle coincidenze orarie. In una zona di montagna, con pochi varchi e molte strade secondarie, una targa letta nel posto sbagliato al minuto sbagliato perde forza. Una targa letta nel punto giusto vicino alla finestra di uscita diventa invece una domanda precisa per chi conduce gli accertamenti.

Il vuoto video nella struttura

Il fronte più fragile resta quello interno alla struttura: non sono state indicate immagini di videosorveglianza della casa famiglia né un allarme capace di segnare l’ora esatta dell’uscita. La sequenza viene cercata all’esterno, nei passaggi stradali e nelle riprese lontane dalla stanza.

Una struttura senza varchi video lascia un vuoto difficile da colmare dopo giorni. Per gli investigatori significa lavorare su telecamere di bar, sistemi comunali, esame delle targhe e segnalazioni. La distanza tra Civitella Alfedena e Alfedena, pochi chilometri su strade montane, motiva l’attenzione sui transiti esterni.

Fuga preparata e aiuto esterno

Gli indizi pubblici che pesano sulla fuga preparata sono materiali: abiti e trucchi, oltre ad altri effetti personali, sarebbero stati portati via. I telefoni sarebbero invece rimasti nella struttura. La combinazione orienta verso una partenza pensata per sfuggire alla localizzazione immediata e per sostenere le ore successive.

La pista della fuga preparata convive con l’ipotesi di un aiuto esterno. Due minorenni senza telefono, in un’area montana e in orario notturno, avrebbero avuto bisogno di un punto d’appoggio. Sky TG24 ha insistito sul materiale mancante dalla stanza e sui foglietti cifrati, mentre gli accertamenti restano concentrati su chi abbia favorito lo spostamento.

Ricerche estese tra lago e sentieri

Le squadre sul campo hanno battuto boschi e sponde lacustri. Nei giorni scorsi i sommozzatori hanno effettuato una ricognizione nel lago di Barrea, nei punti sotto i ponti. I controlli a terra proseguono lungo sentieri e aree prossime al centro abitato.

La ricerca a terra resta indispensabile quando l’uscita avviene in un parco con boschi, salite e corsi d’acqua. Dopo dieci giorni, però, un sopralluogo senza traccia fisica spinge il lavoro verso materiali meno deperibili: video, tabulati, telefoni rimasti nella struttura e oggetti mancanti dalla stanza. Il tempo consuma orme e odori ma non cancella un passaggio registrato da una telecamera.

LaPresse ha documentato l’ingresso di sei soccorritori del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Roccaraso, impegnati in Val di Rose. News Town collima sul coinvolgimento dei tecnici specializzati e sulla ricerca lungo i versanti vicini alla struttura, con estensioni verso Passo Godi e lungo le direttrici stradali di collegamento.

Il fascicolo sulla struttura

Accanto alla sottrazione di minori compare il fascicolo per abbandono di minore collegato alla denuncia del padre contro la struttura. RaiNews lo descrive come atto dovuto. La parte da accertare riguarda vigilanza, assenza di allarme, mancanza di immagini interne e tempi di comunicazione alla famiglia.

La qualifica non anticipa responsabilità personali. Apre l’esame della catena di custodia nella comunità, gli strumenti di controllo presenti, la gestione della notte e il momento in cui l’allontanamento è stato comunicato ai familiari.

Il falso avvistamento su TikTok

La segnalazione arrivata da un video pubblicato su TikTok ha raggiunto il padre tramite l’associazione Penelope. Le due giovani riprese somigliavano a Sarah e Alisya. Gli accertamenti hanno escluso la coincidenza.

Il falso avvistamento dimostra quanto un rilancio social possa sottrarre ore al lavoro reale, soprattutto quando coinvolge minorenni e immagini di ragazze estranee al caso. Qui la prudenza non è una formula: è protezione di persone che non c’entrano con la scomparsa.

I tempi contestati dalla madre

Il legale della madre, Enrico Mastantuono, sostiene che le ricerche siano partite con ritardo e colloca la frattura nelle perquisizioni del 10 giugno, tre giorni dopo la scomparsa. Il profilo delle responsabilità resta affidato agli atti, il rilievo giornalistico è temporale: nelle scomparse minorili le prime ore separano immagini ancora disponibili da sistemi già sovrascritti.

La critica sui tempi ha un riflesso anche sul lavoro dei varchi. Più il vaglio parte tardi, più aumentano i materiali da rivedere e più aumenta la possibilità di sovrapporre passaggi ordinari a movimenti collegati alla notte dell’allontanamento.

Il lavoro già pubblicato da Sbircia

Il pezzo del 12 giugno aveva fissato l’allontanamento tra Abruzzo e Lazio, il fascicolo per sottrazione di minori e le aree tra Minturno, Scauri, Fondi e Cassino. Il 13 giugno erano entrati l’appello della madre, l’acquisizione dei cellulari rimasti nella struttura e l’ascolto del fidanzato della maggiore.

Il segmento odierno aggiunge il blocco dei video di Alfedena, con il numero dei transiti e il lavoro sulle targhe. La linea resta la stessa: niente dettagli familiari estranei al ritrovamento, niente indirizzi, niente ipotesi trasformate in fatto.

Segnalazioni, solo 112

Il numero da usare resta il 112. Chi pensa di aver visto le ragazze o un’auto collegata alla notte dell’allontanamento deve consegnare orario e luogo, aggiungendo la direzione di marcia se nota. I rilanci sui social, privi di contatto immediato con le forze dell’ordine, moltiplicano falsi positivi e mettono in circolo immagini di minorenni.

La segnalazione migliore è asciutta: dove, quando, cosa è stato visto e perché quel passaggio viene collegato al caso. Foto e video vanno consegnati agli investigatori senza pubblicazioni autonome.

Riscontri pubblici

Adnkronos collima sul fascicolo per sottrazione di minori e sulla ricerca tra Abruzzo e Lazio. Chi l’ha visto? resta il riferimento televisivo per la scheda pubblica di Sarah, con età e data della scomparsa. AbruzzoWeb coincide sul tratto Alfedena-Civitella e sull’assenza di telecamere nella struttura. Fanpage.it conferma la prima area di ricerca tra Abruzzo e Basso Lazio.

Il punto fermo, al 17 giugno, è uno: le due sorelle non sono state rintracciate e il lavoro sugli spostamenti passa ora dai tratti montani ai filmati dei varchi comunali.


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 Junior Cristarella

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