Sembra una montagna poggiata sull’acqua, un tavolo di roccia scuro circondato da un mare color smeraldo. Tavolara, davanti alla costa nord-orientale della Sardegna, unisce in pochi chilometri spiagge, pareti verticali e un’area marina protetta. Qui si trova anche un festival di cinema in riva al mare e sentieri che profumano di macchia mediterranea. Non è la solita gita in barca: tra fondali vivi, un cimitero minuscolo e una vetta a 565 metri, ogni ora porta un cambio di scenario.
Dove si trova e perché colpisce al primo sguardo
Tavolara emerge nel Golfo di Olbia, lungo la costa gallurese. È un massiccio calcareo-granitico lungo circa 6-7 chilometri e largo circa 1, con una cima piatta che tocca i 565 metri. Il profilo domina l’orizzonte da Golfo Aranci a San Teodoro, come un monolite che taglia il mare. La parte più frequentata è lo Spalmatore di Terra, sul lato ovest: una lingua sabbiosa con molo e due ristoranti affacciati sull’acqua. Sul versante est la presenza di una base NATO rende l’accesso interdetto, dettaglio che contribuisce al carattere sospeso dell’isola, metà spiaggia e metà montagna militare.
Un santuario nel blu: l’Area Marina Protetta
Tavolara è il cuore dell’Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo, che include anche Molara e Molarotto e circa 15.000 ettari di mare. Sui fondali si estendono praterie di Posidonia oceanica con coralli, spugne colorate e una fauna ricchissima: cernie, barracuda, dentici e murene. Non mancano incontri con tartarughe e delfini, mentre in alto nidificano migliaia di berte minori e il marangone dal ciuffo. A Molarotto vive la celebre lucertola blu, icona della biodiversità locale.
Come arrivare: le opzioni più comode
Per avvicinarsi all’isola conviene raggiungere la costa tra Olbia e Porto San Paolo. Olbia è collegata con traghetti dai principali porti italiani e dispone di un aeroporto molto servito. Da qui il passaggio via mare è rapido e, in estate, frequente.
Da Porto San Paolo
Nei mesi di alta stagione operano collegamenti di linea con partenze ravvicinate, anche ogni mezz’ora. Il tragitto dura in media 10-15 minuti e i biglietti si acquistano ai chioschi del porticciolo. Molte imbarcazioni propongono anche escursioni nell’area protetta con soste vicino alle piscine naturali di Molara.
Da Olbia
Sono attivi trasferimenti locali che impiegano circa un’ora. È una soluzione pratica per chi arriva in nave con auto al seguito e preferisce evitare ulteriori spostamenti su strada.
Noleggio gommoni lungo costa
Tra Olbia, Porto San Paolo e San Teodoro si possono noleggiare gommoni e piccole barche per esplorare in autonomia. Va ricordato che l’approdo a Tavolara è consentito solo sul lato sud-ovest (Spalmatore di Terra), mentre la costa nord è vietata per la presenza della base militare.
Spiagge e sentieri: dove fermarsi
Lo sbarco avviene a pochi passi dalla spiaggia, su acque che passano dal verde chiaro all’azzurro intenso. Il fondale alterna sabbia, ciottoli e roccia; la sabbia è chiara con riflessi rosati e i bassi fondali facilitano l’ingresso in acqua. Dalla penisola sabbiosa si aprono calette rivolte sia verso la costa sarda sia verso il mare aperto: bastano pochi minuti a piedi per trovare angoli più riparati e scogli piatti dove stendersi.
Dietro le spiagge corre un percorso ad anello segnalato dall’Area Marina Protetta, percorribile in circa 20-30 minuti. È un sentiero semplice, adatto anche a famiglie, con pannelli che raccontano flora, fauna, storia e geologia. Si cammina tra cisti, rosmarino, lentisco e ginepri, con affacci su Budoni, Porto San Paolo, Porto Istana, Olbia e Capo Figari.
Lungo il cammino si incontrano case sparse, il piccolo cimitero dei Bertoleoni e punti panoramici da cui, nelle giornate limpide, si distinguono anche i rilievi interni della Sardegna. Sul lato opposto rispetto al molo, un sentiero dietro i ristoranti porta a Cala Tramontana, spiaggia chiara ai piedi della montagna, spesso meno affollata grazie alla posizione più defilata.
Fondali da cartolina: snorkeling e immersioni
Per chi ama il mare, Tavolara è ricca di scenari. I centri diving della costa conducono a punti molto noti tra gli appassionati: il Grottone, Cala Cicale, la Secca dell’Elefante e Teddja Liscia. Alcune uscite includono il relitto della motonave San Giuseppe, affondata nel 1949, oggi rifugio di banchi di pesce e organismi colorati.
Chi preferisce restare in superficie può partecipare alle uscite in battello organizzate dall’Area Marina Protetta, spesso con bagno all’ora del tramonto e momenti divulgativi sulla biologia marina.
Il “regno” più piccolo del mondo: storia e curiosità
La storia dell’isola ha un risvolto sorprendente. In epoca antica era conosciuta come Hermaea, ma gli insediamenti stabili arrivano tra Sette e Ottocento con coloni, soprattutto genovesi, attratti da pesca e allevamento. È in questo contesto che nasce il “Regno di Tavolara“: verso la fine del Settecento Giuseppe Bertoleoni si stabilisce sull’isola e, dopo un incontro nel 1836 con Carlo Alberto di Savoia, prende forma la rivendicazione familiare di un micro-regno.
Salire in vetta: la Via Ferrata degli Angeli
Tavolara è anche montagna. La cima principale, Punta Cannone (565 m), si raggiunge con un itinerario che unisce trekking e tratti attrezzati, noto come Via Ferrata degli Angeli. L’accesso non è libero: è necessario affidarsi a guide autorizzate, sia per ragioni di sicurezza sia perché gran parte dell’isola è proprietà privata e rientra in zona protetta.
Un cinema tra onde e sabbia
Ogni anno tra giugno e luglio Tavolara diventa palcoscenico di “Una Notte in Italia”, rassegna che porta sull’isola registi, attori e pubblico. Lo schermo viene montato sulla spiaggia, le sedute si alternano tra sabbia e semplici file di sedie, la montagna veglia alle spalle. L’atmosfera, complice l’aria salmastra e il buio che scende sul mare, è tra le più particolari per vedere cinema italiano all’aperto.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra un tavolo gigante in mezzo al mare: l’angolo della Sardegna che nasconde il regno più piccolo del mondo
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione
Source link



