Vulture Alto Bradano, 50 lavoratori a rischio nei servizi sociali


Il caso nasce dentro l’Ambito socio territoriale n. 5 Vulture Alto Bradano, una forma di gestione associata che non coincide con un solo Comune. Il servizio in scadenza intercetta persone che ricevono assistenza a domicilio e famiglie legate ai centri diurni per l’infanzia. Il conflitto non riguarda solo un contratto in chiusura: riguarda la continuità di una rete locale costruita tra Comuni, cooperative e operatori sociali.

In apertura ci sono tutti i dati essenziali: scadenza al 30 giugno, richiesta di tavolo alla Regione Basilicata, 50 lavoratori interessati e tre soggetti cooperativi coinvolti nelle procedure.

Sommario dei contenuti

La scadenza che mette sotto pressione assistenza e centri diurni

La data del 30 giugno 2026 è il perno amministrativo della vicenda. Fino a quella scadenza il servizio conserva una cornice definita; dopo quella soglia serve un atto capace di garantire prosecuzione, nuovo affidamento o altra soluzione compatibile con le regole dell’Ambito. La difficoltà nasce proprio dalla sovrapposizione tra tempi amministrativi e tempi sociali: una famiglia che dipende dall’assistenza domiciliare non ragiona per scadenze di contratto, ragiona per continuità quotidiana.

La convergenza dei dati pubblicati da ANSA Basilicata conferma il nucleo della vicenda: richiesta di tavolo istituzionale alla Regione, servizio in scadenza il 30 giugno e coinvolgimento dell’Ambito territoriale Vulture Alto Bradano. In questa cornice la domanda istituzionale non è generica. Occorre stabilire chi assicura il servizio dal primo giorno successivo alla scadenza e con quale assetto gestionale.

I 50 lavoratori e la ripartizione tra cooperative

Il dato occupazionale ha una composizione precisa. Le procedure di licenziamento collettivo riguardano 50 lavoratori: 10 della cooperativa Il Cerchio Magico, 6 della cooperativa Zero in Condotta e 34 del Consorzio CS. La stessa ripartizione è riportata anche da TRM TV, elemento che consente di fissare il perimetro numerico senza trasformare la vertenza in una formula indistinta.

Il numero appartiene al lavoro sociale, dove l’occupazione coincide spesso con relazioni già avviate con utenti e famiglie. Un cambio di gestione senza passaggio ordinato del personale espone il servizio a un’interruzione organizzativa, anche quando l’ente pubblico intende conservarne la finalità. Per questo il sindacato lega la difesa dei posti alla continuità assistenziale: nel welfare territoriale le due dimensioni camminano nello stesso processo.

Rapolla capofila e il peso dell’Ambito n. 5

Il Comune di Rapolla risulta indicato negli atti pubblici come Comune capofila dell’Ambito socio territoriale n. 5 Vulture Alto Bradano. Il riferimento non è secondario, perché il tavolo richiesto dalla FP CGIL chiama in causa proprio il livello di coordinamento tra Comuni. Un servizio di Ambito funziona quando le decisioni non restano spezzate tra singole amministrazioni e quando l’Ufficio di Piano riesce a trasformare indirizzi politici in gestione concreta.

Gli elenchi della Regione Basilicata per l’Assegno di Cura collocano nel Vulture Alto Bradano 20 Comuni, tra cui Melfi, Venosa, Lavello, Rionero in Vulture e Rapolla. Questo dato aiuta a capire la scala della questione: il servizio non riguarda un presidio isolato ma un bacino territoriale ampio, con comuni interni e distanze che rendono l’assistenza domiciliare una componente essenziale della rete locale.

La richiesta alla Regione Basilicata

La FP CGIL ha chiesto alla Regione Basilicata una convocazione urgente. Il tavolo dovrebbe coinvolgere il Comune capofila dell’Ambito, i Comuni aderenti, le cooperative interessate e le rispettive centrali cooperative. La presenza simultanea di questi soggetti serve a evitare decisioni parziali: la Regione ha la leva istituzionale, l’Ambito conosce il contratto locale e le cooperative gestiscono personale e organizzazione del servizio.

L’obiettivo dichiarato è fare chiarezza sulle ragioni che hanno portato alla scadenza senza un assetto già definito, verificare le procedure di accreditamento dei servizi e individuare una soluzione per utenti e lavoratori. SassiLive riporta il riferimento alle famiglie che utilizzano quotidianamente i servizi e alle fasce fragili coinvolte. Il dato sociale allarga la vertenza oltre il piano occupazionale: ogni giorno di incertezza istituzionale si riflette su chi riceve aiuto nelle proprie routine.

Accreditamento e cambio di gestione: il rischio nascosto nei tempi

La parola accreditamento è il cuore amministrativo della vicenda. Nei servizi sociali affidati a soggetti esterni, l’accreditamento non riguarda soltanto l’idoneità formale dell’operatore. Incide sulla possibilità di continuare a erogare prestazioni, sulla selezione dei soggetti abilitati e sulla compatibilità tra affidamento pubblico e organizzazione del lavoro. Quando la scadenza arriva prima della chiusura ordinata di questi passaggi, la procedura amministrativa entra direttamente nella vita delle persone.

Basilicata Digital Channel richiama il tema del rispetto del CCNL delle Cooperative Sociali in caso di eventuali cambi di gestione, con riferimento alla tutela dei diritti acquisiti e delle condizioni economiche e professionali. Il punto non è formale: un servizio domiciliare si fonda su turni, conoscenza dei bisogni individuali e continuità degli operatori. Se questi elementi vengono spezzati, anche una soluzione amministrativamente corretta rischia di arrivare fragile nella sua applicazione concreta.

Utenti e famiglie davanti al rischio di interruzione

L’assistenza domiciliare entra in casa, nei tempi della cura e nelle abitudini delle persone. I centri diurni per l’infanzia sostengono invece organizzazione familiare e percorsi educativi. La possibile interruzione non produce solo un vuoto di calendario: costringe famiglie e operatori a riorganizzare attività che spesso non hanno alternative immediate nel territorio.

Nel Vulture Alto Bradano la dimensione geografica amplifica il problema. I Comuni dell’Ambito coprono un’area interna, con centri abitati non sempre vicini e servizi che devono muoversi sul territorio. In un contesto simile, una sospensione anche breve rischia di pesare più che in un’area urbana compatta, perché spostamenti e disponibilità di strutture sostitutive non sono elementi neutri.

Il margine istituzionale prima della scadenza

Il calendario lascia poco spazio a passaggi lenti. La comunicazione sindacale arriva a metà giugno e mette in fila tutti i soggetti necessari a una soluzione: Regione, Ambito territoriale e gestori dei servizi. La sequenza richiesta è chiara: convocazione, verifica delle procedure, decisione sulla continuità. Ogni rinvio sposta il peso sulle cooperative che hanno già attivato le procedure e sulle famiglie che non conoscono l’assetto dal mese successivo.

La vertenza mostra una caratteristica frequente dei servizi sociali territoriali: il problema emerge quando il termine contrattuale è ormai vicino e quando i lavoratori diventano il primo indicatore della crisi. Le lettere di licenziamento collettivo non sono solo un atto del datore di lavoro. Sono il segnale che la gestione ordinaria non basta più e che la responsabilità pubblica deve rientrare nel procedimento con tempi compatibili con la scadenza.

La responsabilità pubblica nella rete sociale locale

La legge quadro 328 del 2000, richiamata nei riferimenti istituzionali nazionali sul sistema integrato di interventi e servizi sociali, assegna alla programmazione locale una funzione centrale. Nel caso del Vulture Alto Bradano questa cornice aiuta a distinguere due piani: il servizio è affidato a soggetti cooperativi ma la continuità del sistema sociale resta nella responsabilità degli enti pubblici che programmano e coordinano.

Il tavolo chiesto dalla FP CGIL serve quindi a sciogliere un nodo amministrativo con impatto sociale immediato. Se la Regione convoca gli attori e l’Ambito porta sul tavolo lo stato reale delle procedure, la vertenza può rientrare dentro una decisione governata. Senza quel passaggio, la scadenza del 30 giugno si presenta come una cesura per lavoratori, utenti e famiglie.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Junior Cristarella

Source link

Di