Il 13 giugno aggiunge una svolta visibile al percorso di Progetto Civico Italia. Dopo l’assemblea romana, il movimento porta la riforma elettorale davanti a una domanda semplice: chi decide l’ordine di ingresso in Parlamento, l’elettore o la lista compilata dai vertici di partito?
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Piazza Dante scelta come vetrina nazionale
Piazza Dante è stata scelta da Onorato come sede personale della mobilitazione nazionale. La presenza del coordinatore nel capoluogo campano affianca i gazebo allestiti in altre città e conferisce alla Campania una visibilità superiore alla semplice adesione territoriale. Il dato dei 100 presìdi, confermato anche da ANSA Campania, chiarisce che la campagna nasce su scala italiana: Napoli diventa il luogo simbolico da cui il movimento cerca di trasformare il tema delle preferenze in pressione politica nazionale.
Nel messaggio pubblico Onorato lega l’eliminazione delle liste bloccate alla lotta contro l’astensionismo. La sua formula sui 51 milioni di elettori va trattata come cifra politica usata nella mobilitazione: serve a indicare l’intero corpo elettorale chiamato a scegliere deputati e senatori, mentre il bersaglio concreto resta l’impossibilità di indicare preferenze nelle liste proporzionali nazionali.
Il percorso già avviato tra Caserta e Roma
Sbircia la Notizia Magazine aveva seguito il percorso prima della mobilitazione con due tasselli interni: l’avvio campano raccontato in Civici di Onorato, Caserta prima del debutto nazionale e l’approdo romano fissato in Partito dei sindaci, debutto a Roma il 12 giugno con Onorato. Quei testi indicavano già il calendario: prima la costruzione dei comitati, poi l’assemblea nazionale, infine i gazebo sulle preferenze.
La convention del 12 giugno al Palazzo dei Congressi dell’Eur ha dato al movimento la veste di partito degli amministratori. I numeri interni circolati in quell’occasione, 400 comitati e 685 eletti, sono dati rivendicati dal soggetto politico e ripresi da Adnkronos; il loro valore reale si misurerà nella capacità di generare firme e presenze territoriali verificabili.
La scheda politica senza preferenze
Il sistema vigente per Camera e Senato deriva dalla legge 3 novembre 2017, n. 165. La scheda della Camera dei deputati qualifica l’impianto come misto: collegi uninominali assegnati con formula maggioritaria e collegi plurinominali ripartiti con metodo proporzionale. In questa seconda area il nome dell’eletto dipende dall’ordine stabilito nella lista, senza preferenza scritta dall’elettore.
La frattura richiamata da Onorato nasce qui. Alle europee la preferenza è parte della scheda, nei comuni sopra i 5.000 abitanti esiste la doppia preferenza di genere e in molte regioni il voto personale incide sulla composizione del consiglio. Alle politiche, invece, la quota proporzionale resta affidata a liste ordinate prima del voto: l’elettore sceglie il simbolo e lascia immutato l’ordine dei candidati dentro il listino.
Il C.2822 nel confronto parlamentare
La campagna dei civici si innesta sull’esame dell’A.C. 2822, la proposta di modifica dei testi unici per l’elezione di Camera e Senato. La documentazione parlamentare registra l’iter in Commissione Affari costituzionali e colloca a fine maggio i materiali sul nuovo testo proposto come base, già raccontato su queste pagine nell’articolo Legge elettorale, emendamenti depositati sul C.2822.
Il profilo politico contestato da Progetto Civico Italia riguarda la permanenza delle liste senza preferenze dentro la proposta. Pagella Politica ha verificato che il nuovo impianto mantiene candidati eletti secondo l’ordine dei nomi in lista e collega il premio di governabilità a una soglia nazionale del 42%. Avvenire ha poi segnalato gli emendamenti depositati a giugno e l’assenza delle preferenze tra i correttivi della maggioranza.
La Campania dentro la strategia civica
La scelta di Napoli coinvolge anche Carlo Puca, assessore all’Immagine e alla Partecipazione attiva del Comune di Napoli e coordinatore regionale del movimento. Ottopagine colloca la sua presenza accanto a Onorato nel gazebo di piazza Dante e attribuisce al coordinamento campano una funzione di radicamento in tutte le province, con Napoli come primo snodo esposto.
Questo dato ha un peso per il centrosinistra locale. Puca ha escluso che Gaetano Manfredi usi Palazzo San Giacomo come trampolino verso le politiche del 2027, scegliendo di blindare la ricandidatura napoletana del sindaco. Politicamente significa che Progetto Civico Italia prova a sommare due piani: forza territoriale a sostegno della città e campagna nazionale sulle regole del voto.
Il profilo di Onorato e la rete territoriale
L’identità personale di Onorato aiuta a capire la doppia postura della campagna. Il sito di Roma Capitale lo indica come assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda; il movimento lo presenta come coordinatore nazionale di una rete nata dai territori. La mobilitazione sulle preferenze sfrutta entrambe le dimensioni: amministratore urbano con esposizione nazionale e promotore di un partito che chiede riconoscibilità per sindaci e consiglieri.
La raccolta firme ha quindi un valore interno al movimento. Se i gazebo produrranno contatti verificabili, Progetto Civico Italia entrerà nel negoziato del centrosinistra con una base più leggibile della sola platea congressuale. Se l’adesione resterà episodica, la campagna avrà comunque fissato un tema capace di mettere in difficoltà sia la proposta della maggioranza sia i partiti che promettono preferenze senza tradurle in testo.
I vincoli giuridici e il peso dei seggi ridotti
Il tema supera lo slogan. La giurisprudenza della Corte costituzionale ha lasciato al Parlamento ampia discrezionalità nella scelta del modello elettorale, però le sentenze sulle leggi precedenti hanno reso sensibile il rapporto tra conoscibilità dei candidati e libertà del voto. Le preferenze rientrano tra le risposte più dirette alla richiesta di selezione personale degli eletti.
La riduzione dei parlamentari ha reso il nodo ancora più stretto. Il Dipartimento per le Riforme istituzionali ricorda che la legge costituzionale n. 1 del 2020 ha portato i deputati elettivi da 630 a 400 e i senatori elettivi da 315 a 200. Con meno seggi disponibili, l’ordine di lista assume un peso maggiore perché ogni posizione utile diventa più selettiva.
Dalla firma al testo di legge
Dopo i gazebo, il primo indicatore sarà la trasformazione delle firme in iniziativa parlamentare riconoscibile. Una raccolta senza sbocco legislativo serve alla visibilità, una proposta depositata o assunta da gruppi parlamentari costringe invece i partiti a votare. Per Onorato la posta è duplice: mostrare che il partito degli amministratori sa muoversi fuori dalle sale congressuali e imporre nel campo progressista una battaglia popolare sulle regole.
La legislatura avviata con il voto del 25 settembre 2022 scade naturalmente nel 2027, salvo scioglimento anticipato. La mobilitazione di Napoli da sola offre pressione politica più che una riforma immediata. Trasforma però il tema delle preferenze in un criterio con cui misurare la coerenza dei partiti e la qualità della selezione parlamentare.
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Junior Cristarella
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